Prova Alfa Romeo Tonale Edizione Speciale: sensazioni "contrastanti"

Rodrigo Fersainz     20 May 2023     9 min.
Prova Alfa Romeo Tonale Edizione Speciale: sensazioni

Ci siamo “intonati” con la prova di questo veicolo tanto vistoso, il Alfa Romeo Tonale Edizione Speciale, con motore 1.5 da 160 CV. Sarà qualcosa di più di un bel “faccino”?

Abbiamo provato uno dei SUV compatti più chiacchierati del momento, per estetica, pedigree e perché è l’anticipazione di altri modelli del marchio che arriveranno sotto la guida del suo acquisto di punta alla guida del reparto Design, lo spagnolo Alejandro Mesonero-Romanos: il Alfa Romeo Tonale. Nello specifico, nella versione Edizione Speciale, con motore 1.5 da 160 CV. Ma questo attraente crossover italiano è “in tono”?

Alfa Romeo Tonale 18

Ho avuto la fortuna di vederlo in versione preserie a Torino, quando mi trovavo nel nord Italia per testare altri modelli Stellantis. Lì, in un parcheggio del gruppo, con targhe provvisorie e ancora qualche tocco di camuffamento, la prima impressione è stata meno gratificante del previsto: un SUV più piccolo e meno appariscente rispetto allo Alfa Romeo Stelvio, con un colore scuro e opaco, probabilmente né definitivo né previsto per alcun catalogo in nessun paese… Ma con uno “sguardo” molto promettente.

Ora è il momento di provare questo Alfa Romeo Tonale Edizione Speciale, che, vestito di questo bel blu Misano con cui mi accoglie, sembra già più rifinito (e raffinato) rispetto a quanto ci aspettavamo. A prima vista, inoltre, questa versione si distingue per i suoi avvenenti tocchi sportivi, come il nero lucido sulla calandra, le griglie, le cornici delle portiere, le modanature dei passaruota e le minigonne laterali, gli specchietti (con bandiera italiana inclusa)… E, naturalmente, dei cerchi in lega a cinque razze polilobate con finiture grigie, esclusive di questo allestimento, che lasciano intravedere le pinze freno rosse Brembo e che intendono valorizzare l’insieme montando pneumatici ribassati da 20″ e funzionando con un assetto presumibilmente ribassato.

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Ed è vero che questo è un crossover compatto come tanti che vanno di moda sul mercato. Ma come pretende di sedurre un pubblico potenziale così ampio? Restando fedele ai valori del marchio che presiede lo “scudetto”: con sempre più sensazioni in ogni centimetro di auto.

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Posto di guida molto “Alfa”

Per questo, a bordo, conviene osservare quanto sia ben disposto tutto, così come gli elementi che oggi come domani non dovrebbero mancare in nessuna Alfa Romeo che si rispetti, e che qui compaiono dopo un formidabile lavoro di design per unire la tradizione di oltre 100 anni della casa con le ultime tecnologie in fatto di connettività, sicurezza, comfort e, perché no, estetica.

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Così, ci si sistema in fretta nei suoi bei sedili in pelle curata (con il logo sui poggiatesta) e si apprezza subito un design funzionale ed elegante ma ergonomico ovunque si guardi, con materiali di buona qualità e ben assemblati, concessioni al piacere visivo (come la trama illuminata a LED che corre lungo la plancia da un lato all’altro, in colori abbinati alla carrozzeria), le classiche bocchette rotonde laterali di ventilazione con finiture metalliche –come sui pedali– e i due “cannoni” che circondano gli strumenti.

Questi sono completamente digitali, ma simulano quadranti, lancette e perfino un contachilometri “rotante” come quelli analogici! Altri dettagli per il piacere dei sensi: volante in pelle multifunzione con pulsante di avviamento e arresto del motore –al quale bisogna abituarsi le prime volte che si esce di casa di fretta– e palette in alluminio.

Comportamento dinamico… anche se non troppo

È ora di mettere in moto questa meccanica, la prima ibrida della casa che, dopo un simile festival di sensazioni, giustifica l’etichetta ECO esposta sul parabrezza e che si collega un po’ alla realtà e al pubblico di riferimento: chi cerca un SUV con una certa altezza, bello e un po’ diverso, di un marchio con carattere, tradizione e pedigree, senza rinunciare agli elementi di lusso… ma di dimensioni contenute, discreta abitabilità, consumi moderati e la possibilità di accedere al centro città senza preoccuparsi delle restrizioni alla circolazione, più orientato alla quotidianità che ai lunghi viaggi.

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Si tratta di un gruppo termico ibridato (HEV), che non rientra tra i microibridi del tipo Mild Hybrid Electric Vehicle (MHEV) perché i suoi quattro cilindri, da 1.469 cc di cilindrata e 160 CV di potenza, si appoggiano a una batteria da 0,8 kWh –con appena 20 CV in più– il cui sistema di elettrificazione permette di muovere direttamente le ruote (anche solo per pochi chilometri, in condizioni ben determinate e lasciando presto il campo al motore a benzina).

Così, con il sorriso sulle labbra già dal garage e “facendo girare molte teste” ancor prima di partire, affronto un lunedì qualunque in modo diverso. La posizione di guida, l’ottima visibilità e una lunghezza di 4,5 m aiutano a muoversi molto bene nel traffico quotidiano.

È vero che lo scarso “fianco” del pneumatico e la rigidità delle sospensioni a cui accennavamo prima penalizzano qui il comfort –e l’integrità dei materiali– quando si attraversano buche, dossi, rallentatori… Non è nemmeno un’auto per avventurarsi a parcheggiare nel tipico spiazzo accanto a un ospedale, per esempio, né per andare troppo rilassati su una strada sterrata, anche se in una lottizzazione, a causa della minore altezza da terra rispetto al Tonale normale e alle caratteristiche del suo “calzato”.

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Tuttavia, la sua configurazione più sportiva si apprezza quando si prende velocità su strade secondarie, perché il rollio è molto minore rispetto a quanto accade di solito con questo tipo di crossover. Certo: bisogna subito passare con la ghiera girevole della consolle centrale alla D della modalità di guida Dynamic (ci sono anche la Normal e la A di All-Weather), affinché la risposta migliori del tutto.

Questo è un bene, perché si nota subito… e “non così bene”, perché, come accade ai veicoli del Gruppo Fiat (ora Stellantis) da quando hanno introdotto questo selettore più di un decennio fa, il comportamento nelle altre due modalità, una volta abituati alla D, risulta poi un po’ “scarso” in qualsiasi altra.

Soprattutto in un’unità di prova che non vanta troppa potenza: i 160 CV erogati dal gruppo, con una coppia massima di 240 Nm, risultano un po’ limitati quando si pretende un comportamento abbastanza dinamico. In effetti va decisamente meglio della versione a benzina da 130 CV e offre –importantissimo oggi per l’uso in città– l’etichetta ECO invece della C, anche se ci aspettavamo un po’ più spinta.

Ma quella agilità in curva –che c’è– finisce per diluirsi in una concezione più orientata al comfort in percorsi tranquilli e piacevoli che a esperienze sportive. Anzi, il cambio a sette rapporti a doppia frizione non rende come dovrebbe per via di quella spinta ridotta, e non ti permette di “giocare” troppo con le marce (cambia subito se “sente” che insisti sui giri). È un peccato, perché i progettisti si sono presi la briga di installare palette fisse, grandi, belle e di un piacevolissimo tatto metallico… che però non garantiscono una risposta diretta né, tanto meno, la sensazione di avere un vero controllo nell’innestare le marce.

Vita a bordo

Percorrendo chilometri in ogni tipo di situazione e con passeggeri diversi, vale la pena dare un’altra occhiata all’abitacolo. Nella fila anteriore si sta molto bene e, decisamente, l’ergonomia è davvero buona. Il neo è che, per quel motto secondo cui “i Alfa Romeo si distinguono dagli altri per essere tablet con le ruote” (mantra che ci ripetono dall’Italia), il display multimediale fa il suo lavoro e non è piccolo (12,3 pollici), ma contiene informazioni ridotte, come anche la botulistica fisica sotto le bocchette, che è un po’ difficile da identificare e non sfrutta bene lo spazio libero disponibile.

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Per il resto, l’esperienza dell’infotainment migliora con il display digitale –che citavamo prima– oltre al completo e sportivo volante multifunzione (dove si controllano anche assistenti importanti e ben riusciti, come quello di cambio di corsia involontario), le prese USB di due formati davanti e dietro… e tutto ciò che ci si aspetta in fatto di connettività da un’auto di oggi, con compatibilità per Apple CarPlay e Android Auto.

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Nella fila posteriore, invece, l’imbottitura dei sedili è comoda ma l’abitabilità è piuttosto limitata per tre persone, soprattutto in altezza, quindi gli adulti di una certa stazza ne risentiranno. È chiaro che il team di design ha preferito dare più spazio possibile al bagagliaio (500 l), che lo fa brillare nel suo segmento, sempre che l’obiettivo sia viaggiare con due o tre bambini (o persone di bassa statura) sui sedili posteriori.

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Dunque, il Alfa Romeo Tonale è un crossover che colpisce all’occhio e rappresenta un valore aggiunto rispetto a quanto ci si aspetta da questo tipo di veicolo: è un’auto di dimensioni contenute che vuole essere pratica, comoda e funzionale… ma che non vuole rinunciare al suo DNA né alla bellezza e alla sportività che ciò comporta, con più guizzi “sport” –in linea con la raffinatezza, le finiture di alta qualità e il buon gusto– che un comportamento davvero “racing”.Img 20230225 163141

E per questo non è certo un SUV low-cost: il prezzo del Alfa Romeo Tonale base parte da 37.032 euro, mentre questa Edizione Speciale partiva intorno ai 41.000. Ora, si può accedere alla motorizzazione HEV di questa prova (versione TI, HEV, da 160 CV) da 44.000 euro, ma abbinata all’edizione speciale può essere richiesta sul mercato spagnolo solo con meccanica ibrida plug-in PHEV (da 51.000 euro). Un motivo in più per cui, durante tutto il tempo in cui abbiamo provato questo Alfa Romeo così vistoso e desiderabile, abbiamo avuto “sensazioni contrastanti”… ma che nel bilancio finale sono state, senza dubbio, molto più positive che negative.

Scheda tecnica di questa auto


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