Prova Ford Focus ST-Line X 1.0 mild-hybrid 155 CV: vivace e impegnata per l'ambiente

Javier López    @jlopezbryan96    23 December 2020     9 min.
Prova Ford Focus ST-Line X 1.0 mild-hybrid 155 CV: vivace e impegnata per l'ambiente

Oggi mettiamo alla prova la Ford Focus equipaggiata con l’allestimento ST-Line X e il motore 1.0 mild-hybrid da 155 CV abbinato a un cambio manuale a 6 rapporti.

La mobilità sta cambiando a passi da gigante, ma è una transizione che i marchi sanno di dover affrontare con calma. Un esempio chiaro è Ford, casa che offre una gamma di prodotti sostenibile e variegata, con la Mustang Mach-E, la Kuga PHEV e la Ford Focus Mild-Hybrid a rappresentare questo cambiamento già in atto. Ma abbiamo voluto verificare di persona se queste diverse opzioni di mobilità sostenibile sono compatibili tra loro e se davvero giovano non solo all’ambiente, ma anche al nostro portafoglio.

Per farlo, abbiamo convissuto per una settimana con la Ford Focus ST-Line X 1.0 Mild-Hybrid da 155 CV. Questa variante della compatta tedesca offre l’equilibrio perfetto tra prestazioni, comfort ed efficienza, ma è davvero così o è solo una strategia per ridurre le emissioni globali? Scopriamolo.

Un design capace di fare ombra alla stessa Ford Focus ST

Prima di addentrarci nei meandri della meccanica di questa Focus, permettetemi di parlarvi del suo aspetto estetico. L’esemplare che mi ha accompagnato per una settimana era equipaggiato con l’allestimento ST-Line X. Cosa significa? Un equipaggiamento molto generoso e un’estetica con un tocco di grinta in più.

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Sul frontale spicca un’imponente griglia a nido d’ape, completata da un paraurti più largo e affilato. La fiancata, invece, sfoggia cerchi opzionali da 18 pollici e una silhouette sottile ed elegante che si conclude con la coda.

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È qui che la Ford Focus in allestimento ST-Line X mostra il suo lato grintoso, grazie a un marcato spoiler e a un diffusore che accoglie un doppio scarico laterale davvero di tutto rispetto. Il problema? Non ci sono grandi differenze estetiche tra questo allestimento e una Ford Focus ST standard, per cui forse non farà molto piacere ai proprietari di quest’ultima.

Un interno piacevole e funzionale

Ma la Ford Focus di quarta generazione non presenta solo un’estetica più filante e moderna, bensì anche un abitacolo all’altezza delle tendenze tecnologiche attuali. Con questa premessa, la compatta americana offre un interno fresco, gradevole e, soprattutto, funzionale, un aspetto da apprezzare considerando certe mode diffuse nel settore automobilistico.

La casa dell’ovale ha sottoposto da poco la Focus a un restyling leggero ma azzeccato, che oltre a nuove motorizzazioni ha introdotto un elemento chiave: il quadro strumenti digitale. Ora la plancia della Ford Focus è dominata da una strumentazione interamente digitale realizzata con uno schermo da 12,3 pollici. La grafica è gradevole, semplice da leggere e mostra una fluidità più che corretta; il suo punto debole è però una personalizzazione inferiore a quella di alcuni rivali europei.

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Allo stesso tempo, Ford continua a offrire un display centrale da 8 pollici per il sistema di infotainment SYNC 3. Questo si comporta in modo fluido, agile e rapido, anche se è posizionato troppo in avanti per poter visualizzare tutte le informazioni senza doversi girare la testa.

Ma i suoi pregi proseguono con la connettività sia per Apple CarPlay che per Android Auto e, soprattutto, con la presenza di comandi fisici, cosa che sembra incredibile stia andando perduta. Anche la climatizzazione dispone di questo tipo di comandi e, in generale, la zona della plancia è morbida e piacevole al tatto.

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Tuttavia, la console centrale scarseggia di materiali morbidi, lasciando, insieme al resto dell’abitacolo, che la plastica rigida sia la protagonista principale; con buone finiture, però. Ma un bel rimprovero va a Ford per i posti posteriori, dove le portiere presentano più plastiche rigide e non ci sono né bocchette di aerazione né prese USB per i passeggeri, dotazioni di cui invece dispongono la maggior parte dei rivali.

Per quanto riguarda l’abitabilità, troviamo sedili posteriori laterali larghi, comodi e con spazio sufficiente sia per la testa che per le gambe, anche se attenzione se siamo alti, poiché la pronunciata inclinazione del montante C ci costringerà ad abbassare un po’ la testa per accedervi. Il posto centrale non è particolarmente largo né lo schienale è troppo morbido, ma il tunnel di trasmissione è molto poco pronunciato, quindi i piedi staranno comodi.

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Il bagagliaio in questa versione mild-hybrid non ne risente, poiché la batteria è alloggiata sotto il sedile del passeggero. Con questa premessa, offre una capacità di 341 litri, cifra in linea con la media del segmento, resa più pratica da un’apertura di carico piatta e da forme molto regolari.

Preciso come pochi

Sappiamo che i motori tre cilindri stanno suscitando molti dubbi e preoccupazioni, se non addirittura timori, tra il pubblico attuale, ma Ford ha voluto cambiare la reputazione di questo tipo di configurazione. Per questo, con questo restyling della Focus hanno deciso di montare un propulsore a tre cilindri turbo da 1.0 litri che, affiancato da un sistema di micro-ibridazione, sviluppa 155 CV e 235 Nm di coppia.

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I 155 CV arrivano quasi alla fine della scala del contagiri, a 6.000 giri, mentre i 235 Nm di coppia si presentano sin dalle prime battute, a 2.000 giri/min. Così, ci troviamo di fronte a un tre cilindri energico, che non tentenna mai e capace di offrire una spinta decisa oltre i 2.000 giri e, soprattutto, ben oltre i 3.000.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più piacevoli e vantaggiosi di questo motore, la sua potenza. Allunga con decisione e con grazia, mascherando quasi del tutto la sua natura da tre cilindri e lasciandoci una sensazione molto positiva. Per gestirlo, Ford offre un cambio manuale a sei rapporti con corse corte, innesti piacevoli e un feeling quasi meccanico.

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In autostrada l’insieme è esemplare, permettendoci di godere di una buona spinta in quasi ogni fascia di regime e anche con le marce alte. Come contraltare, troviamo modalità di guida molto diverse tra loro: la modalità ECO tende a limitare eccessivamente il motore e quella Sport è molto aggressiva, dopo aver regolato la risposta del motore e dell’acceleratore. Gli altri elementi restano invariati quando selezioniamo questa modalità.

Questo si traduce in una certa lentezza nei sorpassi se viaggiamo in modalità ECO, per esempio. In quanto a comfort, l’auto è ben isolata sia acusticamente sia aerodinamicamente, anche se le sospensioni, che sono ben tarate, risultano piuttosto rigide, facendoci avvertire con più prontezza che in alcuni concorrenti le buche e i dossi del manto stradale urbano. Con tutto ciò, durante il percorso in autostrada è stato registrato un consumo di 6,5 litri ogni 100 chilometri, un dato non male ma che appare un po’ elevato se lo confrontiamo con quello dei rivali di pari categoria e con un cilindro in più.

Se decidiamo di affrontare la città, troveremo una Ford Focus pratica. Le sue dimensioni da compatta ci invitano a girare per le strade senza troppi inconvenienti, e i suoi numerosi ausili alla guida contribuiscono a rendere più facile la quotidianità. Il motore mantiene lo stesso carattere: molto aggressivo in modalità Sport, molto fiacco in modalità ECO e non così equilibrato come avrei voluto in modalità Normal. Gli unici punti deboli in città sono, ancora una volta, una sospensione un po’ rigida e una rumorosità e vibrazione piuttosto elevate quando il motore è al minimo.

Qui si ottengono consumi più contenuti del previsto grazie all’intervento più frequente del sistema mild-hybrid. La sua attività è rappresentata sul quadro strumenti da un ingranaggio quando eroga energia e da una batteria quando si ricarica. È vero che non agisce mai di propria iniziativa, ma offre supporto sia in accelerazione sia in decelerazione, riuscendo a portare il consumo medio in ambito urbano a 7,8 litri ogni 100 chilometri.

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Ma la Ford Focus brilla soprattutto su strada. In questo contesto l’auto mostra una messa a punto deliziosa. Il telaio consente di affrontare le curve con precisione e incisività, un’impressione a cui contribuiscono anche le sospensioni e lo sterzo rapido, preciso anche se poco comunicativo. Non dimentichiamo nemmeno il motore a tre cilindri, che ci regala di nuovo quel carattere così esplosivo.

Conclusione

Come dicevo all’inizio di questa prova, la mobilità sta cambiando. Un esempio chiaro è la Ford Focus con questa motorizzazione, che dimostra che i cambiamenti non vanno sempre in peggio e che, nonostante tutto, possiamo continuare a godere di auto equilibrate e piacevoli nonostante il motore tre cilindri che, ai miei occhi, è ingiustamente demonizzato.

Tra i punti deboli troviamo un’auto con materiali migliorabili soprattutto nei posti posteriori, un quadro strumenti poco personalizzabile e una sospensione un po’ rigida se diamo priorità al comfort. In compenso, la compatta americana si distingue per un motore energico, un telaio con un’ottima messa a punto e un insieme molto equilibrato in ogni aspetto.

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Allo stesso tempo, bisogna considerare un prezzo di 33.000 euro tenendo conto di tutti gli extra di cui disponeva l’unità di prova. È vero che sembra un prezzo elevato, ma bisogna anche valutare allestimenti più modesti ma equipaggiati con lo stesso motore, che resta il gioiello della corona di questa Ford Focus 1.0 mild-hybrid.

Scheda tecnica di questa auto


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