Volkswagen Beetle Cabrio 2.0 TDI, prova e opinione

Daniel Valdivielso    @valdi92    5 November 2015     9 min.
Volkswagen Beetle Cabrio 2.0 TDI, prova e opinione

DSC_0844 copia copia

L’estate è finita, ma in molti ci rifiutiamo di accettarlo. Una cabrio è di solito un’ottima carta da giocare, vero?

Nella nostra sezione prove di questa settimana vi presentiamo una delle cabrio più accattivanti e originali del mercato attuale, la VW Beetle Cabrio nella sua variante diesel 2.0 TDI da 110 CV.

Design esterno

Il design dell’attuale generazione della Beetle è uno dei più riusciti del panorama odierno. Con una forte impronta retrò, questa Beetle ha un carattere molto più curato rispetto a quello della sua predecessora che, ammettiamolo, non era l’auto più avvenente. Troppo tonda, troppo “morbida”.

DSC_0854 copia copia

Al contrario, questa nuova Beetle mostra linee più accattivanti grazie a un restyling che la rende finalmente una replica attuale del primo Maggiolino, quella Beetle di 60 anni fa. Il frontale ha molta personalità grazie ai fari circolari che, come nel nostro caso, offrono una firma luminosa molto marcata grazie all’illuminazione con tecnologia LED e xenon.

Il paraurti è rifinito meglio: integra i fendinebbia e le frecce nella parte inferiore, incastrati tra diverse lamelle cromate che gli conferiscono, ancora una volta, un tocco retrò. Questa unità montava cerchi in lega opzionali da 17″ “Type One Design” con finitura cromata che, senza dubbio, “le stanno a pennello”, oltre a una colorazione marrone metallizzato davvero appropriata.

DSC_0856 copia copia

Sia con la capote chiusa che aperta, la Beetle Cabrio è sempre riconoscibile come un Maggiolino, qualunque sia l’angolazione da cui la si osservi. Elementi come i fanalini posteriori a filo o le quattro grandi pinne posteriori aiutano inoltre a rafforzare la personalità del grande Maggiolino.

Design interno

Il design degli interni della Beetle di questa generazione ha rotto completamente con la tendenza della prima riedizione. Quella plancia bombata, piena di linee arrotondate, ha lasciato il posto a un cruscotto molto più formale, davvero simile a quello della Beetle originale.

DSC_0989 copia copia

Lo sguardo cade subito sulla plancia, con una modanatura in plastica verniciata nel colore della carrozzeria. Questa tendenza si mantiene anche sul volante, con le razze verniciate, così come sui pannelli laterali delle portiere, anch’essi con la parte superiore verniciata. I sedili sono semplici, senza forme pronunciate e, pur essendo comodi, non avvolgono molto il corpo.

Il tatto dei materiali impiegati per l’abitacolo non è all’altezza del prezzo, perché, anche se gli accoppiamenti tra i componenti sono ben realizzati, l’abitacolo della Beetle è costruito interamente con plastiche rigide. Le uniche concessioni al “lusso” si trovano sul volante, sul pomello del cambio e sulla leva del freno a mano, tutti rivestiti in pelle.

DSC_0993 copia copia

La corona del volante, schiacciata come usa ultimamente, ha un buon grip e non ostacola la vista del quadro strumenti, composto da tre cerchi. Manca un indicatore della temperatura del liquido refrigerante, dato che però possiamo consultare sul display del computer di bordo.

La posizione del modulo di climatizzazione è piuttosto bassa e in alcune occasioni si rischia di toccare la leva del cambio. A proposito di climatizzazione, nonostante il tatto dei comandi non sia del tutto piacevole, il suo funzionamento è molto soddisfacente, regolando automaticamente diverse impostazioni a seconda che si viaggi con la capote chiusa o aperta.

DSC_0978 copia copia

Ci sono molti vani portaoggetti, sia sulla consolle centrale che sulla plancia, oltre a un pratico vano portaoggetti supplementare di fronte al passeggero. I vani nelle portiere, invece, non lo sono davvero, perché sono delimitati da una sorta di gomma elastica che a volte non riesce a trattenere con la forza necessaria gli oggetti, soprattutto se piccoli o stretti.

L’abitacolo è omologato per quattro occupanti: i due posti anteriori non avranno mai problemi di spazio grazie a misure generose, qualunque sia la statura. Nella fila posteriore i problemi di spazio sono evidenti, soprattutto per lo spazio per le gambe e la larghezza.

Il bagagliaio della Beetle Cabrio vede ridotta la sua capacità rispetto alla versione chiusa, offrendo una capacità di 225 litri, ampliabili grazie alla possibilità di ribaltare i due schienali dei posti posteriori tramite due maniglie situate sulle pareti del bagagliaio. La nostra versione offriva qualche litro in meno di capacità a causa della presenza di un subwoofer firmato Fender, facente parte dell’impianto audio opzionale montato sulla nostra unità e che, per inciso, suona magnificamente. L’apertura di carico è più scomoda a causa di dimensioni sensibilmente inferiori.

DSC_0997 copia copia

La capote della Beetle è in tela morbida, di buona qualità. L’isolamento è buono in ogni situazione, è stagna e non si avvertono rumori aerodinamici degni di nota. Non sottrae spazio al bagagliaio, perché quando viene riposta si limita a ripiegarsi dietro i sedili posteriori. Azionata elettricamente, impiega circa 15 secondi per completare l’operazione, e può essere chiusa e aperta in marcia fino a 50 km/h.


DSC_0973 copia copia

È ora di mettersi al volante della cabrio tedesca. La nostra unità monta un propulsore diesel 2.0 TDI a quattro cilindri in linea, montato trasversalmente. Eroga 110 CV e 250 Nm ed è abbinato a un cambio manuale a 5 marce. Questo motore sostituisce, a partire dai modelli MY2016 (come quello che vedete nelle immagini), il precedente 1.6 TDI da 105 CV. Migliora il suo predecessore in tutto: è un propulsore più pieno, con minore rumorosità e ancora più raffinato, un complimento non da poco se si considera che il precedente 1.6 TDI già si distingueva proprio per questo aspetto.

DSC_0883 copia copia

Le prestazioni dichiarate, pur non essendo brillanti (11,7 secondi da 0 a 100 km/h e 180 km/h di velocità massima), sono sufficienti per muoversi con normalità. La Beetle è, di fatto, un’auto pesante –1,5 tonnellate di “metallo tedesco”-, caratteristica che non aiuta nella sfida contro il cronometro.

La trasmissione è una delle classiche della VW. Parliamo di un cambio manuale a 5 rapporti, ben spaziati, che permettono di sfruttare con facilità il potenziale del gruppo motopropulsore. Con rapporti piuttosto lunghi, il motore si trova a proprio agio in autostrada a velocità legali, anche se in città capita talvolta di sentirsi “in terra di nessuno”, perché una marcia risulta troppo corta e quella successiva troppo lunga.

DSC_0915 copia copia

Detto questo, la dinamica della Beetle non è particolarmente brillante. L’attuale Beetle utilizza la piattaforma della Golf VI, a sua volta derivata da quella della Golf V, quindi non impiega la base modulare MQB delle attuali compatte del gruppo tedesco. Nella parte anteriore troviamo uno schema McPherson, mentre al posteriore disponiamo di un sistema multilink. La taratura delle sospensioni è piuttosto morbida, necessaria per non trasmettere eccessivamente le irregolarità a uno chassis meno rigido di quello di un modello a tetto chiuso, il che, unito a un profilo generoso degli pneumatici (215/55 R17), ci fa avvertire qualche “ondeggiamento” quando spingiamo leggermente il ritmo. È chiaro che questa Beetle non è fatta per correre. L’impianto frenante (dischi ventilati anteriori e dischi pieni posteriori) svolge il suo compito, nulla di più.

Lo sterzo servoassistito elettroidraulico è morbido in manovra o a bassa velocità. La sua assistenza varia in funzione della velocità del veicolo e, pur avendo un feeling piacevole in ogni situazione, non è affatto comunicativo, caratteristica attribuibile anche ai già citati grandi pneumatici. Il cambio offre innesti morbidi e precisi, con un feeling tipicamente VW.

DSC_0981 copia copia

I consumi omologati della Beetle Cabrio con questo propulsore parlano di 4,9 litri nel ciclo urbano, 3,9 litri in extraurbano e 4,3 litri ogni 100 km nel ciclo misto. Come tutti sappiamo, queste cifre non sono reali e sono praticamente impossibili da replicare. Tuttavia, la Beetle ci ha ricompensato con un consumo medio sui 1000 km di prova di 5,7 litri/100 km, sfiorando i 1000 km di autonomia grazie al suo serbatoio da 55 litri. Include, naturalmente, il sistema Start&Stop, che funziona bene: è rapido all’avviamento e ancora più rapido allo spegnimento, operazione che il sistema effettua anche a bassa velocità, poiché a partire da 5 km/h, se le condizioni lo consentono, lo Start&Stop arresta il motore.


DSC_0970 copia copia

La Beetle Cabrio è in vendita sul nostro mercato in tre allestimenti diversi, Beetlemania, Design e Sport. Inoltre, attualmente sono disponibili due edizioni speciali, denominate Karmann e 70’s. La nostra unità monta l’allestimento intermedio (Design) con qualche optional.

La dotazione di serie della versione Design comprende, oltre alla dotazione base di qualsiasi auto nuova oggi, il climatizzatore bizona Climatronic, i sensori di parcheggio ParkPilot, i cerchi in lega da 17″, i sensori di luce e pioggia, il computer di bordo premium e il cruise control Tempomat.

In più, come optional sono stati montati i cerchi in lega da 17″ “Type One Design” (215 €), i fari bixenon con luci diurne LED e regolazione manuale dell’altezza (755 €), il pacchetto Music&Sound Fender con connessione per iPod e illuminazione ambientale interna (655 €), il sistema di navigazione Discovery Media (615 €), gli specchietti retrovisori ripiegabili elettricamente (120 €), la scritta specifica sul portellone del bagagliaio (50 €), il sensore dell’angolo cieco Side Assist (350 €) e la verniciatura metallizzata (495 €).

DSC_0847 copia copia

Con un prezzo base in questa versione di 29.200 €, la nostra unità sale a 32.455 € tasse incluse e senza sconti. È una cifra piuttosto alta per quella che è pur sempre una compatta cabrio con motore diesel da 110 CV. La gamma Beetle Cabrio parte da 25.540 € per la 1.2 TSI 105 CV Beetlemania, arrivando al massimo a 36.750 € per la versione 2.0 TSI 220 CV DSG 6v R-Line.

Sono disponibili due motori diesel 2.0 TDI in due livelli di potenza, 110 CV e 150 CV, oltre a tre propulsori a benzina: quello d’accesso (1.2 TSI 105 CV), il gradino intermedio (1.4 TSI 150 CV) e la variante più potente, un 2.0 TSI da 220 CV, lo stesso motore che equipaggia modelli come l’attuale Golf GTI. Oltre ai cambi manuali a 5 e 6 rapporti, è disponibile un cambio DSG a 6 velocità per il diesel da 150 CV e per il benzina da 220 CV, nonché un altro DSG, questa volta a 7 rapporti, per il 1.4 TSI da 150 CV.

Come conclusioni finali, vanno evidenziati in positivo l’ottimo impatto estetico, i bassi consumi del propulsore, le opzioni di personalizzazione e la dotazione di serie. Tra gli aspetti negativi, la scarsa risposta del motore sotto le 1500 giri, i materiali impiegati negli interni e il prezzo finale, che può lievitare facilmente quando ci si lascia prendere dall’entusiasmo.

DSC_0808 copia

Fotografia | Daniel Valdivielso


Deja un comentario