Golf Volkswagen Compatte Prove
Volkswagen Golf VII 2.0 TDI 150 CV DSG, prova (Motore, prestazioni, comportamento e consumi)

La Volkswagen Golf è uno dei grandi punti di riferimento nel segmento delle compatte. Lo è da anni, grazie all’immagine, alla qualità e al comportamento. La settima generazione, arrivata sul mercato solo pochi mesi fa, prosegue su questa stessa strada. Chiunque la provi ne resta soddisfatto. Forse il suo unico neo è il prezzo, più alto di quello della maggior parte dei rivali.
La Golf VII, a prima vista, potrebbe sembrare solo un aggiornamento della Golf VI, commercializzata tra il 2009 e il 2013. Ma non è così: si tratta di un modello completamente nuovo. Nel rinnovare la sua proposta tra le compatte, Volkswagen è andata controcorrente rispetto al resto dei costruttori. Il motivo? Ha tolto dal catalogo la Golf VI senza sottoporla a nessun aggiornamento estetico, dopo appena quattro anni di vita. Normalmente le marche mantengono sul mercato i modelli per sei-otto anni, con un restyling più o meno profondo a metà della loro vita commerciale. La casa tedesca ha deciso che la sua Golf meritava di più e, pur non sembrando, ha lanciato un’auto praticamente nuova.
La settima generazione della Golf ha esordito con la piattaforma ‘MQB’ del Gruppo Volkswagen, che successivamente hanno adottato altri modelli del colosso tedesco, come l’Audi A3 o la SEAT León. Inoltre, rispetto alla sesta generazione, ha introdotto miglioramenti al telaio, ai motori e alle dotazioni, oltre a motori più efficienti e a un peso inferiore.
La Golf è un’auto molto appagante per le sensazioni che trasmette a chi si mette alla guida, per il funzionamento dei suoi numerosi sistemi di assistenza alla guida e, nel caso dell’unità di prova che abbiamo avuto a disposizione da Higmotor, per il motore diesel 2.0 TDI da 150 CV e per il cambio a doppia frizione ‘DSG’ a sei rapporti. Tutto ciò dà vita a un insieme equilibrato che soddisfa tutte le aspettative.
Motore e prestazioni

Il motore TDI da 150 CV della Golf, disponibile anche su altri modelli del Gruppo Volkswagen, come l’ultima Audi A3, è fluido e silenzioso. L’unica eccezione si verifica a freddo, in prima marcia, quando vibra leggermente. In nessun caso risulta fastidioso per il conducente e per i passeggeri.
Questo propulsore risponde molto bene all’acceleratore: appena si preme il pedale si percepisce una potenza sufficiente a muovere senza problemi il peso della Golf, sia alle marce basse che a quelle più lunghe. In queste ultime, le riprese sono rapide, facilitando le manovre che richiedono una certa agilità, come i sorpassi sulle strade a doppio senso di marcia.

Il motore 2.0 TDI da 150 CV, evoluzione del 2.0 TDI da 140 CV montato sulla precedente Golf, emette un piacevole suono dallo scarico, certo non come quello di un buon motore a benzina, ma ormai lontano dai propulsori diesel di un tempo, che sembravano più motori da veicoli industriali.
Questo diesel da 150 CV forma un tandem eccellente con il cambio a doppia frizione ‘DSG’ a sei rapporti, grazie alla pronta risposta in ogni situazione. Questa trasmissione automatica, che si può gestire anche manualmente tramite le palette dietro al volante o con i tocchi in avanti e indietro sulla leva del cambio, è morbida, veloce e molto piacevole da usare.

In modalità automatica, basta premere con decisione l’acceleratore perché il cambio riduca una o più marce e consenta al motore di erogare la massima potenza richiesta dal conducente. Sia le scalate che il passaggio da una marcia all’altra in fase di accelerazione sono molto morbidi, al punto che i passeggeri non percepiscono il cambio di marcia.
Tutte le versioni dell’attuale gamma Golf sono dotate di un sistema ‘Stop&Start’ che spegne e riaccende automaticamente il motore alle soste, per esempio a un semaforo o a uno stop. Questo dispositivo, molto utile nel traffico per consumare e inquinare meno, funziona in modo rapido e fluido sulla variante 2.0 TDI da 150 CV, anche se non con la stessa efficacia di quello che, per esempio, equipaggia i modelli Peugeot.
Comportamento

La Golf si è sempre distinta per essere una delle vetture della sua categoria con il miglior equilibrio tra agilità, stabilità e comfort. La settima generazione mantiene questa caratteristica.
È agile perché cambia direzione rapidamente se si viaggia a ritmo sostenuto su strade di montagna con molte curve, è stabile perché segue fedelmente la traiettoria indicata dal conducente con il volante ed è confortevole perché la sospensione isola bene i passeggeri dalle irregolarità dell’asfalto, almeno con la modalità ‘Comfort’ della sospensione adattiva ‘DCC’ opzionale montata sulla nostra unità di prova.
Il sistema ‘DCC’ fa parte di un insieme di dispositivi, riuniti sotto il nome di ‘Driving Profile Selection’, che permette di scegliere tra cinque programmi di guida diversi: ‘Comfort’, ‘Normal’, ‘Sport’, ‘Eco’ e ‘Individual’. In ciascuno di essi, la sospensione, la risposta dell’acceleratore e del cambio, la durezza dello sterzo e il funzionamento di dispositivi come il climatizzatore sono differenti.

Il programma ‘Comfort’ privilegia il comfort, il ‘Normal’ è il più neutro di tutti, lo ‘Sport’ è adatto a una guida più dinamica perché irrigidisce la sospensione e controlla meglio la carrozzeria, l’«Eco» è orientato al minimo consumo di carburante possibile e l’«Individual» permette di configurare a piacere il funzionamento di tutti i sistemi.
La differenza principale tra questi cinque modi di guida si avverte nella sospensione, chiaramente più rigida in modalità ‘Sport’. In condizioni normali, i programmi più adatti alla vita quotidiana e ai viaggi sono ‘Comfort’, ‘Normal’ ed ‘Eco’.
La Golf ha uno sterzo molto buono e freni potenti che facilitano le frenate in pochi metri. Durante i viaggi si apprezza che la compatta di Volkswagen abbia un abitacolo ben isolato dai rumori esterni. Alcuni si percepiscono, come nel caso di quelli prodotti dall’aerodinamica in marcia, ma sono tutt’altro che fastidiosi per il conducente e per i passeggeri.
Consumi

La Golf 2.0 TDI da 150 CV con cambio ‘DSG’ consuma quanto ci si aspetta da una vettura di queste dimensioni con un motore turbo di tale potenza. Questa versione ha un consumo medio omologato di 4,2 l/100 km, leggermente inferiore a quello della variante con cambio manuale. In un utilizzo reale, non è difficile affrontare lunghi viaggi in autostrada alla velocità legale in Spagna e ottenere consumi di circa 5,5 l/100 km.
In città il consumo di carburante è naturalmente più alto, ma bisogna essere davvero poco attenti con il pedale dell’acceleratore per vedere sul quadro strumenti valori superiori a 8,0 l/100 km. Il contesto ideale per ottenere il minor consumo possibile sono le strade a doppio senso e le tangenziali delle grandi città, purché non ci siano code, perché a 90-100 km/h è possibile avvicinarsi al consumo omologato.
Nella seconda parte della prova ci occuperemo del design esterno e analizzeremo l’abitacolo, descrivendo lo spazio disponibile e la qualità dei materiali impiegati dalla Volkswagen per dare forma a uno dei suoi modelli più iconici.
Foto | Jaime Arruz e team di prova
Scheda tecnica di questa auto
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