Abbiamo provato la CUPRA Born e-Boost: un elettrica sportiva con un'autonomia fino a 549 km

Antonio Roncero    @roncero_antonio    4 October 2022     9 min.
Abbiamo provato la CUPRA Born e-Boost: un elettrica sportiva con un'autonomia fino a 549 km

Con il nuovo pacchetto e-Boost, la CUPRA Born è un’urbana altamente efficiente, capace di affrontare viaggi di lunga percorrenza e di comportarsi come una vera GTI sulla tua strada di curve preferita.

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Approfittando della presentazione delle novità della gamma CUPRA Born, abbiamo colto l’occasione per provare una delle più interessanti, la versione con maggiore autonomia: la Born e-Boost Pack & Battery Pack. Con 231 CV di potenza e una batteria da 77 kWh, questa CUPRA è quasi come tre auto in una: un’urbana molto efficiente, un veicolo che permette già di affrontare viaggi di una certa durata grazie a una grande autonomia (549 km secondo il ciclo WLTP) e persino una piccola GTI per divertirsi sulle strade di curve se attivi la modalità “Cupra”.

Ma prima di tutto, passiamo in rassegna tutte le novità e come si presenta la nuova gamma CUPRA Born, perché oltre al pacchetto e-Boost ci sono anche altri miglioramenti.

Novità nella gamma CUPRA Born

La novità principale è l’arrivo della versione e-Boost con la già citata batteria da 77 kWh e 170 kW (231 CV) di potenza. In questo modo la gamma CUPRA Born si configura con le seguenti versioni e prezzi, in attesa di una futura versione d’accesso con 150 CV, batteria da 45 kWh e un’autonomia di 340 km:

  • Born 150 kW (204 CV), batteria da 58 kWh, autonomia 425 km: 40.900 euro
  • Born e-Boost 170 kW (231 CV), batteria da 58 kWh, autonomia 420 km: 41.190 euro
  • Born e-Boost 170 kW (231 CV), batteria da 77 kWh, autonomia 546 km: 45.620 euro

A questi prezzi bisognerebbe sottrarre i 1.210 euro di sconto offerti dalla casa, il che porta l’attuale versione d’accesso a meno di 40.000 euro, uno dei veicoli elettrici di queste dimensioni, potenza e autonomia più accessibili… fatta eccezione per la MG 4 Electric, che non abbiamo ancora provato. Una delle principali alternative che considererei rispetto alla CUPRA eBorn, se dovessi scegliere un’elettrica di questa categoria, sarebbe la Renault Mégane E-TECH.

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Altre novità della gamma sono l’inclusione di serie della tecnologia Plug & Charge, che permette di velocizzare il processo di ricarica grazie all’autenticazione automatica del veicolo alla colonnina senza bisogno di tessere o app, così come l’aumento della potenza massima di ricarica da 135 kW a 170 kW nelle versioni con batteria di maggiore capacità, che passano inoltre a cinque posti omologati invece di quattro.

Pacchetti e-Boost e Battery Pack: ne vale la pena?

In prima battuta, optare per il pacchetto e-Boost sulla CUPRA Born con batteria da 58 kWh, per passare da 204 a 231 CV, costa appena 300 euro. Ed è una scelta che vale la pena, non solo per i quasi 30 CV in più e il miglioramento delle prestazioni (7 decimi in meno nello scatto 0-100 km/h, fermare il cronometro a 6,6 secondi è già un dato rispettabile) senza rinunciare a un’ottima autonomia (perde appena 5 km). Inoltre, con questo pacchetto sono inclusi freni anteriori con dischi di diametro maggiore (340×27 mm, contro 330×23 mm; quelli posteriori, come sulla VW ID.3, sono sempre a tamburo), cerchi da 19 pollici nel design Typhoon, volante con comandi satellite e si aggiunge la modalità CUPRA al selettore dei profili di guida. Inoltre, come optional si possono equipaggiare il telaio adattivo DCC (870 euro) e i cerchi da 20 pollici con pneumatici sportivi Michelin Pilot Sport EV misura 235/40 (1.770 euro), rispetto ai cerchi di serie da 19 pollici con pneumatici 215-50.

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Solo nel caso delle versioni e-Boost da 231 CV è possibile scegliere il Battery Pack, la batteria da 77 kWh al posto di quella da 58 kWh, che ha un prezzo di 4.500 euro. L’autonomia omologata WLTP passa a 546 km. Ma qui il “salto” merita davvero una seria riflessione, perché i 126 km di autonomia in più costano cari. E non solo per il sovrapprezzo da pagare. A causa del maggior peso, la CUPRA Born e-Boost con la batteria grande perde un po’ in prestazioni rispetto alla versione con batteria da 58 kWh; in particolare, 4 decimi, fermando il cronometro sullo 0-100 km/h in 7 secondi.

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In sintesi: un sì convinto al pacchetto e-Boost e un “dipende” con molte riserve per il Battery Pack, a meno che tu non pensi alla CUPRA Born come auto da usare per viaggiare con una certa frequenza; e anche così… Personalmente mi tengo la versione intermedia, con pacchetto e-Boost e batteria da 58 kWh. È quella che offre le migliori prestazioni e il carattere più sportivo, e i suoi 420 km di autonomia omologata bastano anche per pianificare viaggi lunghi, sfruttando il fatto che con la ricarica rapida a 135 kW puoi recuperare 100 km di autonomia in circa 7 minuti… o passare dal 5% all’80% di carica in mezz’ora. Questione di fermarsi più volte per meno tempo, il che alla fine conviene, e poi ricaricare al massimo a destinazione.

L’interno della CUPRA Born

La prima auto a propulsione 100% elettrica di CUPRA non delude affatto. Soprattutto se prendiamo come riferimento la sua “cugina”, la Volkswagen ID.3, con cui condivide piattaforma, motore, batterie e persino la concezione dell’abitacolo. Ma qui troviamo molte differenze, con una presentazione molto più curata che trasmette la sensazione di trovarsi davanti a un’auto più sportiva e allo stesso tempo più “seria”.

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I sedili sportivi di serie avvolgono il corpo alla perfezione, la consolle centrale dispone di numerosi vani portaoggetti e sia la strumentazione digitale con un display da 5,3 pollici, sia quella del sistema multimediale, che qui arriva fino a 12 pollici, si gestiscono con fluidità una volta preso il controllo del sistema di menu. Nelle versioni con il pacchetto e-Boost il volante aggiunge due comandi satellite, uno a sinistra per alternare tra le diverse modalità di guida, e uno a destra per attivare direttamente quella denominata CUPRA, esclusiva delle Born con questo pacchetto.

La abitabilità è molto buona in rapporto alle dimensioni esterne, con 4,3 metri di lunghezza, 1,81 m di larghezza e 1,54 m di altezza; soprattutto se confrontata con le compatte con motore termico. Spicca lo spazio per le gambe, mentre la capacità del bagagliaio è leggermente al di sotto della media, con circa 385 litri piuttosto sfruttabili grazie alle forme regolari e al piano modulabile su due altezze.

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La dotazione di serie è molto completa. Tutte le versioni sono dotate di sterzo progressivo, selettore delle modalità di guida con quattro programmi (modalità CUPRA aggiuntiva sulle e-Boost), cavi di ricarica modo 2 e modo 3, frenata di emergenza con rilevamento di pedoni e ciclisti, assistente al cambio corsia involontario, sensori di pioggia e luci, 7 airbag, climatizzatore bizona, sensori di parcheggio, sistema di connettività CUPRA Connect Gen 4, connettività wireless con Android Auto e Apple CarPlay, caricatore wireless per lo smartphone, cerchi in lega da 18 pollici, illuminazione ambientale multicolore e pedaliera in alluminio.

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Tra le opzioni disponibili, la pompa di calore costa 1.020 euro, il parcheggio assistito ha un prezzo di 250 euro, e ci sono diversi pacchetti che partono dal più semplice e consigliato, denominato Advanced, che per 930 euro aggiunge navigatore, cruise control adattivo e predittivo, assistente luci, riconoscimento dei segnali stradali, vetri oscurati e telecamera posteriore.

Alla guida della CUPRA Born e-Boost

Probabilmente, la Born sia il modello di tutta la gamma CUPRA che si distingue di più per quanto è piacevole da guidare che per un comportamento particolarmente dinamico. Attenzione, questo non significa che la Born non abbia un carattere sportivo, specialmente nella versione e-Boost con la modalità CUPRA attivata e l’opzione dei pneumatici Michelin Pilot Sport EV, che ce l’ha. E anche qui il confronto con la VW ID.3 è inevitabile. La CUPRA Born non solo ha uno sterzo più diretto, ma anche una taratura delle sospensioni più rigida, con altezza da terra ridotta. In generale, la sensazione è di maggiore sicurezza e precisione rispetto al modello di Volkswagen.

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Nei percorsi urbani o nella periferia delle grandi città la sua guida è una vera delizia, per agilità, capacità di manovra (sterza molto), assenza quasi totale di rumore, una risposta immediata all’acceleratore… Fin qui nessuna sorpresa, è la norma per qualsiasi elettrica di nuova generazione. Ma la Born accetta volentieri anche una guida persino sportiva su strade di curve, anche se le reazioni allo sterzo quando si prende ritmo non sono quelle che trasmette una CUPRA León, per esempio, soprattutto nelle curve più strette, dove se accelerate forte quando lo sterzo non è ancora dritto il controllo di stabilità impedisce che emerga quel carattere sovrasterzante tipico di un’auto a trazione posteriore.

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Per essere un’auto con quel tocco di “pepe” che ci si aspetta da una CUPRA, alla Born mancherebbe uno sterzo un po’ più rapido, dei freni più adeguati a una guida sportiva e un po’ più di “grinta” nell’erogazione della potenza. In modalità CUPRA, o in kick-down, la potenza massima è disponibile per circa 30 secondi (sempre che le condizioni di carica e temperatura della batteria lo consentano), ma arriva in un modo che dà la sensazione di non avere 231 CV sotto il piede destro, anche se poi i dati prestazionali confermano che è così.

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Sui freni, una precisazione: attenzione, non dico più potenti; ma quei tamburi dietro, che possono andar bene per qualsiasi altro tipo di guida affidandosi alla frenata rigenerativa, presentano il conto se si è esigenti. E, prima che mi dimentichi, una cosa per me molto importante in un’auto elettrica, che abbia o no ambizioni sportive: la selezione tra i livelli di decelerazione, anche se ne ha solo due come nel caso specifico (posizioni “D” e “B” del cambio), deve essere accessibile e poter essere effettuata in modo comodo. Sulla Born, come sulla ID.3, è un comando posto a destra dietro al volante come prolungamento del display della strumentazione, molto moderno e molto bello, ma che non permette di “giocare” con il sistema di recupero dell’energia come invece farebbero delle palette al volante o una leva sequenziale.

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In attesa di una prova più approfondita per misurare i consumi -attorno ai 21,5 kWh di media durante la nostra presa di contatto, combinando poca città, molte curve e un po’ di autostrada– e sperimentare la ricarica, la Born mi sembra persino un’auto adatta a pianificare viaggi lunghi. Con la batteria da 58 kWh dovrai programmare le soste per fare rifornimento ogni 250 km, lasciando così un po’ di margine; con la batteria da 77 kWh calcola circa 100 km in più, ma bisognerà comunque fermarsi.

CUPRA Born e-Boost – Galleria fotografica

Scheda tecnica di questa auto


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