Audi Q7 4.2 V8 TDI 340 CV, prova (Motore e prestazioni)

Diego G. Moreira     30 August 2012     5 min.
Audi Q7 4.2 V8 TDI 340 CV, prova (Motore e prestazioni)

Al volante della Audi Q7 4.2 V8 TDI da 340 CV. In questa sezione: motore, prestazioni, comportamento e consumi.

Come anticipato nel teaser della prova, ci mettiamo alla guida di qualcosa di grande. Grande per la carrozzeria, perché la Audi Q7 a sette posti non può essere considerata una utilitaria con i suoi 5 metri di lunghezza, o per il motore, il potente 4,2 litri V8 TDI che sotto il cofano raggiunge i 340 CV.

Ma grande anche per l’equipaggiamento, perché la vettura di prova era quasi completa di optional, con in primo piano l’impianto audio Bang & Olufsen (7.735 euro), e grande anche per il prezzo finale, che si aggirava intorno ai 118.000 euro (il prezzo di una casa in forma di auto). Senza ulteriori indugi, accendiamo il motore e iniziamo dalla parte meccanica e prestazionale della Audi Q7.

Motore e prestazioni

Nella gamma della Q7 si può scegliere tra propulsori da 204 CV fino a 340 CV, curiosamente sono i propulsori diesel ad aprire la gamma con il TDI da 204 CV e a chiuderla con il 4.2 V8 TDI da 340 CV. In mezzo ci sono i benzina da 272 CV e 333 CV, entrambi 3.0 V6 TFSI. Tutte le Audi Q7 montano di serie la trazione Quattro.

Nel diesel si parte dal tre litri V6 TDI da 204 CV, si prosegue con una variante da 245 CV e infine c’è il 4,2 litri V8 TDI da 340 CV. La variante più razionale per la Audi Q7 è senza dubbio il 3.0 TDI da 245 CV, perché stiamo parlando già di un motore molto prestazionale e alimentato a gasolio.

Ma anche se il 4,2 V8 non è razionale, semplicemente conquista. È un propulsore molto morbido, estremamente morbido, che inoltre emette il giusto rumore senza eccessi e con un buon isolamento acustico all’interno. La cifra della coppia ci dà un’idea della capacità di spinta di questo potente V8, nientemeno che 800 Nm di coppia.

Anche se le dimensioni e il peso della Audi Q7 si fanno sentire, quando premiamo sull’acceleratore riesce a schiacciarci contro il sedile con grande facilità. In quel momento, quando spingiamo sull’acceleratore chiedendo più potenza, il suono morbido del motore diventa un po’ più selvaggio e denota che non siamo di fronte a un quattro cilindri, tutt’altro.

La risposta del motore arriva già dai 2.000 giri/min fino a quasi toccare la zona rossa (poco più di 4.000 giri), certo, quando premiamo l’acceleratore la risposta non è immediata, in gran parte per colpa del cambio automatico a otto rapporti Tiptronic, che però non è rapido come un doppia frizione.

Il cambio tende a mantenere l’auto a 1.200 giri/min, a meno che non selezioniamo la modalità Sport, che cerca di portarla oltre i 2.500 giri affinché la risposta all’acceleratore sia più immediata.

Comportamento

Prima di entrare nel dettaglio dell’equipaggiamento bisogna precisare che la vettura di prova montava la sospensione pneumatica e adattiva, eccellente in termini di comfort e con diverse modalità selezionabili in base al nostro stile di guida.

In totale cinque modalità: Auto, Dynamic, Comfort, Lift e Off-Road (le ultime modalità sono per percorsi fuori strada, in cui la sospensione alza l’altezza da terra). E in modalità Dynamic si irrigidisce per renderla più dinamica nelle curve o nella guida sportiva.

Senza dubbio, la qualità più rilevante è il comfort. Grazie alla sospensione fa sparire qualsiasi irregolarità dell’asfalto, e in strada o in autostrada il livello di comfort è sublime.

Su strade un po’ più tortuose con la sospensione in modalità Dynamic la Q7 nasconde le sue dimensioni e il suo peso e si comporta in modo più simile a una berlina che a un SUV di cinque metri di lunghezza. Certo, il comportamento di altri modelli come la BMW X5 è molto più sportivo e agile su questo terreno.

Il percorso scelto per mettere alla prova il dinamismo della Audi Q7 era davvero impegnativo, una strada di montagna tra Puebla de Sanabria e Bragança, in Portogallo. La strada è stretta, piena di curve molto strette e priva di rettilinei. Ci ha sorpreso il fatto che mantenesse senza problemi il tipo per tutto il tragitto.

Lo sterzo non cambia in nessun momento: qualunque sia la modalità scelta, incide solo sulla sospensione, ma la sensazione ci è parsa comunque corretta. D’altra parte l’impianto frenante svolge la sua funzione senza grandi pretese, anche se, trattandosi di una versione così potente, dovrebbe avere un impianto che “morda” di più in frenata. Detto ciò, il funzionamento era corretto e riuscivano sempre a fermare la Q7 senza problemi.

Consumi

In questa sezione i 340 CV, il peso e le dimensioni si fanno sentire. Ma anche così, i consumi restano su cifre ragionevoli se si considera tutto il resto. Su strada il consumo minimo che siamo riusciti a ottenere si aggirava sugli 8,5 litri ogni 100 km. In autostrada, invece, la cifra è salita fino a quasi 10 litri ogni 100 km.

La città è il terreno peggiore per muoversi con una Audi Q7, sia per le dimensioni che per i consumi, perché in città il nostro protagonista “beveva” letteralmente il gasolio, con consumi che oscillavano tra i 15 e i 18 litri ogni 100 km.

I dati di strada e autostrada non mi sembrano eccessivamente elevati per un SUV che supera le due tonnellate e monta un V8 da 340 CV.

Modalità Off-Road

Nonostante sia un modello con trazione Quattro, le sue prestazioni fuori dall’asfalto sono piuttosto quelle di un SUV. Il sistema di trazione è eccellente, come abbiamo potuto constatare in più occasioni, e l’altezza da terra, grazie alla sospensione pneumatica, è piuttosto generosa.

Ma a differenza di una Land Rover Range Rover o di una Mercedes ML, non dispone di programmi specifici di trazione per il fuoristrada e di serie monta pneumatici che detestano la campagna. Se la confrontiamo con altri SUV di lusso, si colloca a metà strada tra una BMW X5 e una Mercedes ML. Ma il punto forte dell’auto non sono le sue doti off-road.

Nella parte successiva della prova ci concentreremo sul design esterno, sull’abitabilità interna e sulle finiture, nonché sul bagagliaio.

Foto | Team di prova, Diego G. Moreira e ringraziamenti ai collaboratori per le foto esterne in Portogallo.

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