La nuova Aston Martin Vantage alla prova: un'icona rinata, capace di tenere testa ai migliori della sua categoria

Antonio Roncero    @roncero_antonio    1 November 2024     13 min.
La nuova Aston Martin Vantage alla prova: un'icona rinata, capace di tenere testa ai migliori della sua categoria

La nuova Aston Martin Vantage resta una delle sportive più eleganti della sua categoria, ma ora sa anche far battere il cuore ai guidatori più esperti grazie al suo potente motore V8 e, soprattutto, a un telaio messo a punto in modo magistrale.

Aston Martin Vantage 29

Una scommessa decisa sulla Formula 1, successi nelle gare internazionali GT, vetture come la Valkyrie AMR per lottare per la vittoria a Le Mans nel 2025… È chiaro che l’arrivo di Lawrence Stroll al vertice del marchio britannico, con una cospicua iniezione di capitali, ha segnato una svolta radicale non solo per le attività agonistiche, ma anche per le sue auto stradali. Ne è una buona prova la nuova Aston Martin DB12 presentata lo scorso anno nelle versioni Coupé e Volante. Oppure il modello che oggi ci riguarda, la nuova Aston Martin Vantage. Un’auto che, d’ora in avanti, non susciterà ammirazione solo per il suo design.

E sì, andiamo al sodo: la precedente Vantage non era all’altezza dei migliori della sua categoria quando si parlava di prestazioni in guida impegnativa. Ma le cose sono cambiate, e parecchio. Con un V8 ancora più potente e, soprattutto, con una messa a punto del telaio e un nuovo differenziale elettronico, la nuova Vantage, che resta un’evoluzione profonda del modello presentato nel 2018, è ora più lussuosa, più confortevole, più veloce… e, soprattutto, una vera sportiva quando è il momento di stringere la cintura e infilarsi i guanti da guida. Aston Martin sostiene che la sua nuova Gran Turismo è un’auto che premia l’abilità al volante, ma capace di offrire un’esperienza emozionante anche ai guidatori meno esperti. E dopo averla provata, non potrei essere più d’accordo.

Puro muscolo: un atleta in abito da sera…

Pazienza, ora parliamo di come va la nuova Vantage. Ma prima lasciate che dedichi qualche riga al suo design. Perché sicuramente anche a voi avrà attirato l’attenzione quel colore Orange Cosmos… Pochissime auto riescono a stare così bene, indipendentemente dal colore della carrozzeria. Anzi, il giorno in cui l’ho ritirata condivideva il garage con un’altra unità nel caratteristico verde di Aston Martin, con molti elementi della carrozzeria in un giallo “sgargiante” che, su qualsiasi altra auto, sembrerebbe di cattivo gusto. Ma alla Vantage non importa quale abito le metti addosso, e c’è solo l’imbarazzo della scelta: fino a 17 tonalità di grigi e neri, 10 di blu e viola, 15 di verde, 5 di rosso, 7 di arancio, 11 di argento… Perfino il giallo! Il catalogo è impressionante anche per dettagli come il colore delle pinze dei freni, con 7 possibilità.

L’estetica è semplicemente brutale. Ci sono coupé che devono “gonfiarsi” di alettoni e spoiler per mostrare muscoli, con i quali non potresti mai presentarti in smoking. Ma la Vantage esibisce sportività ed eleganza come pochi sanno fare. Il nuovo frontale, con una calandra “come si deve”, mi sembra un successo rispetto al modello precedente, in cui l’integrazione dello splitter anteriore nella calandra era la cosa più simile a un accessorio aggiunto all’ultimo momento. Le nuove prese d’aria sotto i fari -ora matriciali-, le prese sul cofano affinché il V8 respiri a pieni polmoni, i 30 mm in più di carreggiata, quelle branchie sulle fiancate o un posteriore accorciato e pulito che fa acquisire maggiore protagonismo al diffusore completano un insieme sublime.

Aston Martin Vantage 32

La nostra unità di prova, inoltre, ha subito un intenso -e costoso- trattamento in fibra: c’è fibra di carbonio non verniciata sullo splitter, sulle minigonne laterali, sulla scocca degli specchietti, sulle cornici delle prese d’aria e delle branchie laterali, sul diffusore posteriore… Anche il tetto è in fibra di carbonio. Con l’opzione del tetto nero a contrasto si ottiene lo stesso effetto estetico, ma senza il vantaggio che il carbonio offre in termini di riduzione del peso e abbassamento del baricentro, che su un’auto così bassa e attaccata al suolo deve essere minimo, ma tutto conta.

I cerchi forgiati da 21 pollici sono anch’essi spettacolari, ma preferisco ciò che racchiudono. Da un lato, degli pneumatici Michelin Pilot Sport S 5 che sono “di razza”, nel senso più letterale. Sono stati sviluppati specificamente per la Vantage, e non ho dubbi che siano una delle chiavi del magnifico comportamento dinamico dell’auto. Dall’altro, i freni carboceramici opzionali. Anticipo, ma chiudiamo così questo capitolo: mi ha entusiasmato il loro feeling. I vantaggi dei freni carboceramici in guida sportiva sono indiscutibili, ma in cambio hanno spesso un tocco “difficile” nella guida tranquilla, finché non raggiungono la temperatura; invece, sulla Aston sono di lusso. E, soprattutto, riducono di quasi 30 kg la massa non sospesa rispetto ai freni di serie, un miglioramento che vale il suo peso… in oro, per ciò che significa per il comportamento dinamico rispetto ai dischi in acciaio.

… e un abitacolo tanto confortevole quanto sportivo

Sì, lo so che non vedete l’ora di partire. Ma prima bisogna dare un’occhiata all’abitacolo, che ha ricevuto cambiamenti ancora più profondi della carrozzeria. E la prima cosa che sorprende è il livello di superlusso e l’attenzione ai dettagli, soprattutto trattandosi di un’auto sportiva, combinando materiali come la pelle cucita a mano o la fibra di carbonio. Anche il comfort, almeno con i sedili di serie o, al massimo, con i “sport plus”. C’è una terza opzione, i Performance, di tipo semi-baquet, ma sono tremendamente rigidi, molto scomodi per la guida quotidiana e rendono molto difficile l’entrata e l’uscita dall’abitacolo.

Mi piace molto la nuova consolle centrale, con un sacco di comandi fisici per gestire le funzioni principali senza ricorrere allo schermo multimediale. Ci sono pulsanti di accesso diretto per regolare il climatizzatore, per modificare il livello del suono dello scarico (il mio preferito) o l’ammortizzazione adattiva, per il controllo di trazione… E ora per il selettore delle marce si usa una piccola leva, invece del vecchio sistema con pulsanti indipendenti per ogni posizione del cambio. Anche la manopola centrale, con il pulsante di avviamento, è rotante e permette di selezionare una delle cinque modalità di guida disponibili: wet, sport, sport+, track e individual.

Aston Martin Vantage 9

Chiamatemi pignolo, ma quello che non mi piace di questa consolle è quella finitura nera lucida che tanto utilizzano i marchi nelle auto di alta gamma: sarà molto elegante quando è pulita, ma non c’è modo di tenerla libera da polvere o impronte delle dita. Una finitura che si ripete sui comandi tattili del volante multifunzione che, come la leva per le frecce o il tergicristallo, provengono direttamente dai modelli di Mercedes-Benz. Dettagli che si possono perdonare, soprattutto quando il V8 sotto il cofano, che è il vero protagonista dell’auto, arriva anch’esso “in prestito” dalla casa della stella.

E non voglio tralasciare lo sforzo di Aston Martin per aggiornare la Vantage in termini di connettività, con il sistema di infotainment sviluppato internamente da zero, debuttato sulla DB12. Ha uno schermo touch da 10,2 pollici molto meglio integrato nel design della plancia e funziona molto bene, anche se ora è in una posizione più bassa e quindi bisogna distogliere più lo sguardo dalla strada per consultarlo. Potrebbe essere un po’ più rapido e fluido nello scorrere i menu, ma va bene. In compenso, la nuova strumentazione digitale è molto più completa. C’è anche una nuova app per smartphone che permette di localizzare il veicolo, inviare punti di interesse al navigatore o interagire con l’auto stessa e persino con altri utenti di Aston Martin. Ciò che invece mi è mancato è la connessione wireless per Apple CarPlay; per il momento funziona via cavo, anche se sembra che l’opzione wireless arriverà con un futuro aggiornamento.

Aston Martin Vantage 13

Infine, una menzione speciale per l’impianto audio. Quello di serie ha 11 altoparlanti e 390 watt. L’opzionale, che equipaggiava la nostra unità di prova, è un Bower & Wilkins da 1.170 watt con ben 15 altoparlanti. Ammetto che non l’ho apprezzato più di tanto, perché ho preferito “sintonizzarmi” sulla frequenza del V8. Ma ho giocato a cercare i 15 altoparlanti in un abitacolo così piccolo… e li sto ancora cercando.

V8 biturbo: un motore che conquista

E finalmente è il momento di premere il pulsante di “start”. Il V8 si risveglia con un ruggito discreto e lasciamo che raggiunga la temperatura mentre prendiamo confidenza con i comandi. Piove leggermente, ma non abbastanza da iniziare in modalità Wet. Però mantengo il controllo di trazione al livello 5 degli 8 regolabili, che è quello attivato sempre di default. Per farlo bisogna premere per qualche secondo il pulsante corrispondente sulla consolle centrale, e poi ruotare il selettore delle modalità di guida. Il livello 1 è il più restrittivo, ma al 5 bisogna già fare attenzione con il piede destro. Se lo disattivi del tutto, la Vantage diventa una vera “macchina da derapate”.

Muoversi in città fino a raggiungere la strada aperta non è complicato, a parte la cautela con i dossi o la rampa del garage, dato che lo splitter anteriore sta davvero molto, ma molto vicino al suolo. La visibilità è buona e, nonostante la larghezza e il lungo cofano, che sembra non finire mai, si manovra bene. E appena c’è “pista libera” è quando inizi a divertirti davvero. Il V8 biturbo di derivazione Mercedes-AMG è una vera meraviglia. Aston Martin ha aumentato la potenza ben 155 CV rispetto alla Vantage precedente, e la coppia massima di 115 Nm, per raggiungere 665 CV e 800 Nm. Per ottenerlo sono stati installati turbocompressori più grandi, alberi a camme modificati, nuovi sistemi di lubrificazione e di raffreddamento…

Aston Martin Vantage 16

La sua risposta all’acceleratore è semplicemente fantastica. Non importa la marcia selezionata o i giri a cui gira il motore: la risposta è sempre immediata e decisa. Non cala nemmeno vicino al limitatore, che interviene poco prima dei 7.000 giri, anche se si ha la sensazione che potrebbe salire di altri 1.000 giri senza problemi. E il cambio ZF funziona così bene che non si sente affatto la mancanza di un doppia frizione. Provo la risposta dell’acceleratore nelle diverse modalità di guida, e si notano eccome.

Gioco anche con il pulsante del suono dello scarico, che non diventa mai allarmante, nemmeno nella posizione più sportiva. Anzi, sembra quasi un V8 americano. È come se volesse nascondere la sua ferocia, anche se ti regala uno “scoppiettio” in accelerazione a fondo o in rilascio che ti fa salire le pulsazioni. Qualcosa che non proverai mai su un’auto elettrica, per quanto sia in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi, come la Vantage.

E un telaio che innamora

È chiaro che quest’auto va, e parecchio. Almeno in linea retta. Ma arrivano le curve… e non piove più, però l’asfalto è ancora un po’ umido. Assorbito dal rumore del motore, armeggiando con le grandi palette dietro il volante, prendendo confidenza con i freni e lo sterzo per cercare di “entrare in sintonia” con l’auto, quasi non me ne ero accorto. Ma si accende la spia “no fear” (nella mia testa, non nella strumentazione) e mantengo il livello 5 del controllo di trazione e la modalità Sport. E la Vantage inizia a trasmettere una fiducia che, ve lo confesso, non mi aspettavo all’inizio.

Aston Martin Vantage 26

Di solito non si entra in sintonia con un’auto così affrontando le curve con un leggero controsterzo, ma l’Aston ti stende il tappeto rosso. La connessione con l’auto è totale fin dal primo momento. Mentre cerco di frenare ogni volta un po’ più tardi e accelerare prima in ogni curva, ricordo alcuni dati che avevo letto in precedenza nella cartella stampa: ripartizione dei pesi 50/50, un aumento della rigidità del 30%, i nuovi ammortizzatori Bilstein DTX adattivi -gli stessi usati da Porsche-, il nuovo differenziale posteriore elettronico… E, in particolare, la frase che ho sottolineato in giallo fluorescente: “La Vantage è un’auto per guidatori veri, a cui invita a esplorare i propri limiti. Premia l’abilità al volante, ma non dipende da essa per offrire un’esperienza emozionante”. E la verità è che mi sembra un modo magnifico per definire com’è questa auto.

L’asfalto si asciuga, la strada si contorce e bisogna passare alla modalità attacco: seleziono il programma Sport+ e imposto il controllo di trazione al livello 6. Anche così, la Vantage mi sembra una “belva” che si lascia domare con grande facilità. Certo, grazie all’elettronica. Ma non voglio togliere meriti agli pneumatici, degli straordinari Michelin Pilot Sport S 5, sviluppati in esclusiva per la Vantage. Quando guidi un’auto così, che ti permette di raggiungere e mantenere il limite con tanta facilità, è allora che si capisce davvero se gli pneumatici sono all’altezza.

 

https://youtu.be/ZXeW4GXhoe0

Non era il momento né il luogo adatti, ma non potevo lasciarmi sfuggire l’Aston senza sperimentare, anche solo per qualche momento, la modalità “Track”. Dopotutto, avremmo passato insieme solo qualche ora. Come probabilmente capirete, è impossibile trarne conclusioni. Ma vi dirò una cosa: non mi viene in mente nessun’altra auto con cui potersi concedere un vero piacere derapando o guidando costantemente al limite alla ricerca del proprio giro veloce personale, e che al tempo stesso permetta di raggiungere il circuito come un signore, con il massimo comfort e raffinatezza.

Ho sempre detto che la mia auto preferita, quella che comprerei a occhi chiusi se avessi un quarto di milione da spendere in una sportiva, sarebbe una Porsche 911 Turbo. Ma devo ammettere che, a tratti, la Aston Martin Vantage mi ha fatto dubitare. Credo che sarei persino pronto a giocarmela a “pari o dispari”.

Aston Martin Vantage – Galleria di immagini

Scheda tecnica di questa auto


Deja un comentario