Mazda CX-7 2.2 CRTD 173 CV, prova (Parte II)

Diego G. Moreira     23 May 2010     5 min.
Mazda CX-7 2.2 CRTD 173 CV, prova (Parte II)

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Continuiamo con la prova della Mazda CX-7 appena lanciata con un nuovo motore diesel, il 2.2 CRTD da 173 CV. Come al solito puoi leggere la prima parte per essere al corrente di tutto ciò che riguarda il motore e il comportamento di questo SUV. Comportamento che non presenta praticamente nessun difetto e che rende la CX-7 un veicolo molto semplice da guidare, simile alla guida di un’auto di serie.

Ora in questa seconda parte ci concentreremo sul design della Mazda, che si discosta molto dagli altri SUV. Inoltre dobbiamo anche parlare dell’abitabilità interna, così come della qualità dei materiali che abbiamo trovato all’interno della Mazda CX-7.

Design esterno

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L’aspetto esterno della CX-7 presenta forme e linee di design piuttosto muscolose. Con i suoi 4,7 metri di lunghezza, ha tratti sportivi come quasi tutti i modelli della casa giapponese. È curioso come anche un SUV di queste dimensioni e caratteristiche, quel design di linee fluide e tratti sportivi gli conferisca un tocco diverso, lontano dai modelli più diffusi sul mercato che popolano le nostre città.

Visto di fronte dà la sensazione di essere un veicolo voluminoso o di grandi dimensioni, ma in pratica è più facile da manovrare in città rispetto, ad esempio, a una Citroën C-Crosser.

Con l’arrivo del motore diesel alla fine del 2009 è arrivato anche un piccolo restyling esterno con modifiche che interessano la griglia, più cromature e un nuovo design dei fendinebbia.

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La nostra Mazda CX-7 era equipaggiata con il livello di allestimento più alto, il Luxury, e quindi montava cerchi in lega da 19 pollici e misura 235/55 R19. Cerchi che, come abbiamo spiegato nella parte precedente, non erano l’ideale per i percorsi fuori asfalto; anche i cerchi da 18″ previsti per gli allestimenti inferiori sarebbero più consigliabili per uscire dall’asfalto, ma del resto non è ciò che si cerca con questo SUV.

Design interno e abitabilità

Quando ci sediamo al suo interno, la prima cosa che ci piace è la posizione di guida, rialzata, con una buona visibilità anteriore e con i pedali più orizzontali rispetto ad altri modelli, e anche molto comodi. Per quanto riguarda la visibilità, sebbene frontalmente sia molto buona, le diverse angolazioni del design dell’auto non aiutano molto in fase di parcheggio né ad avere una visibilità sufficiente, ma per questo c’è la tecnologia, come la telecamera di retromarcia o un sistema che ci avvisa dell’angolo cieco dello specchietto per poter cambiare corsia in tutta sicurezza.

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I sedili avvolgono molto bene il corpo, e nella nostra versione erano in pelle e di buona qualità. D’altra parte, il cruscotto non ha forme che conquistino, ma l’uso dei comandi è molto semplice, con pulsanti grandi e facili da usare. Le plastiche che rivestono tutto hanno un buon tatto e, secondo Mazda, sono progettate per durare senza perdere qualità.

Il difetto maggiore è forse la concentrazione di comandi sul volante: da un lato il conducente ha tutto a portata di mano, ma il navigatore può essere configurato solo dai comandi al volante, peccato, perché il passeggero potrebbe modificare qualcosa senza distrarre il conducente, e lo schermo del navigatore è piuttosto piccolo.

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Non so perché, ma le Mazda hanno sempre avuto schermi piuttosto piccoli e carichi di informazioni, e questa non fa eccezione: il navigatore potrebbe essere un po’ più grande, e anche l’altro schermo, dove vediamo le informazioni di audio e climatizzazione, è piuttosto piccolo.

Ma non possiamo non menzionare la strumentazione, che si illumina con un tono viola che ci ricorda ancora una volta lo spirito sportivo di questo SUV e che è un bel dettaglio di design. La nostra unità disponeva inoltre di apertura e avviamento senza chiave, quindi al posto della chiave c’era un comando rotante (senza dubbio preferisco questo al pulsante).

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L’interno della CX-7 è piuttosto ampio, anche se è vero che esistono SUV più piccoli con uno spazio simile, ma comunque si può viaggiare con comodità e spazio. I sedili posteriori offrono spazio sufficiente sia per le gambe che per la testa, e due adulti viaggeranno in modo molto confortevole, mentre, come al solito, il posto centrale è più scomodo.

In generale l’ambiente interno, per qualità dei materiali (sebbene ci sia parecchia plastica), è piuttosto buono e si colloca al di sopra della maggior parte dei SUV generalisti, differenziandosi poco per qualità di finitura da alcuni modelli definiti premium.

Bagagliaio e vani

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Passando alla sezione dei vani, nella consolle centrale troviamo ancora spazi dove appoggiare oggetti, ma le tasche delle portiere sono piuttosto piccole. Per quanto riguarda il bagagliaio, ha una capacità di 455 litri, valore nella norma per il segmento, ma va ricordato che include almeno una ruota di scorta di dimensioni normali. La CX-7 può diventare un vero furgone se si abbattono i sedili posteriori, poiché la superficie di carico aumenta notevolmente.

Abbiamo quindi un SUV con un design esterno diverso, un interno spazioso con una buona presenza di plastica ma con una qualità percepibile nei vari comandi, e un equipaggiamento di facile utilizzo. Nella terza parte della prova ci occuperemo dell’equipaggiamento di questa Mazda e dei prezzi, oltre alla nostra valutazione generale del modello.

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Foto | David Taboada
Ringraziamo Borja per la collaborazione nella prova

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