Transporter Volkswagen Furgonetas Prove
Prova della Volkswagen Transporter Rockton 4Motion, il furgone 4x4 più capace
In questa prova analizziamo il furgone 4×4 più capace del mercato, ovvero la Volkswagen Transporter Rockton 4Motion.

Mattina fredda, questa notte ha nevicato e con le prime ore del giorno si vede il manto bianco su tutto il piccolo paese di montagna. Non c’è altra scelta che andare al lavoro e questo significa uscire al freddo e avviare il nostro veicolo da lavoro; con la forte nevicata non sarà facile muoverlo… A meno che il nostro veicolo non sia una Volkswagen Transporter Rockton 4Motion, perché in quel caso la neve non è un problema.
Abbiamo messo alla prova la Volkswagen Transporter nelle condizioni più impegnative, nella sua versione più off-road, ovvero la Rockton 2.0 TDI 150 CV con la trazione 4Motion ed equipaggiata con pneumatici 4Season.
Design esterno: un enorme e alto furgone arancione

La prima cosa che colpisce della Volkswagen Transporter Rockton è il suo colore esterno, la casa tedesca offre diversi colori per questa finitura, e l’arancione è il più vistoso (e, d’altra parte, il più utilizzato in Germania su tutti i veicoli da cantiere o di servizi pubblici).
La seconda cosa che sorprende è la sua enorme altezza da terra: se la paragoniamo a un SUV, il fuoristrada ci sembrerà un’utilitaria. A questo va aggiunto (come optional) un paraspruzzi metallico sottoscocca che protegge -davvero, non come i paraurti in plastica- la meccanica da qualsiasi imprevisto. Di serie montano pneumatici 4Season di misura 205/65 R16.

Esteriormente è spartana, con il paraurti anteriore nero (tutto verniciato è un extra) e fari anteriori LED per tutte le funzioni di illuminazione, che sono un altro optional. Lateralmente dispone di doppia porta laterale senza apertura elettrica ma con chiusura elettrica. Sul retro ha una doppia porta, anche se il bordo di carico è piuttosto alto.
Design interno: fino a nove posti veri con disposizione a nostro piacimento

All’interno il design è sobrio, cosa normale nel segmento, con le finiture tipiche di questo tipo di veicoli. Non ci sono grandi sfoggi di design né materiali innovativi, ma tutto è al suo posto e ha una postazione di guida rialzata ma comoda.
L’unica cosa davvero necessaria e che si può equipaggiare come optional è il bracciolo dei sedili anteriori, soprattutto quello del conducente, perché non è particolarmente scomodo percorrere chilometri sulla Transporter, ma si sente molto la mancanza del bracciolo. La visibilità è molto buona, tranne quella posteriore, completamente ostruita dai sedili dell’ultima fila.

I sedili della nostra unità di prova erano un altro optional, con rivestimento e forma specifici e disposti in configurazione 2+2+3. La cosa positiva è che questo tipo di sedile può essere spostato all’interno del veicolo come preferiamo, grazie alle guide che percorrono tutto l’abitacolo della Transporter, lasciando il pavimento completamente piano.
Sarebbe meglio, però, equipaggiarla con sedili più comodi in seconda e terza fila, non così stretti e senza poggiatesta integrato, dato che quelli della nostra unità di prova non permettevano nemmeno di regolare lo schienale. In compenso, i posti posteriori, sia della 2ª che della 3ª fila, offrono molto spazio tra un sedile e l’altro, sia per i piedi che per la testa.

Lo spazio interno così ampio crea un problema nel bagagliaio, perché tutto il pavimento della Transporter è piano, con la stessa superficie nei posti posteriori e nel bagagliaio. Se trasportiamo qualcosa di piccolo, si sposterà per tutto l’abitacolo; dovrebbe integrare qualche gancio o soluzione che permetta di fissare gli oggetti nell’ampio bagagliaio o nella zona di carico.
Motore e prestazioni

Sotto il cofano la Transporter Rockton nasconde un noto blocco 2 litri TDI da 150 CV, non è la versione più potente di questo propulsore, ma sono più che sufficienti per muovere questo furgone con disinvoltura. Questo 2.0 TDI è piuttosto volenteroso nell’erogazione della potenza, risponde già da poco più di 1.500 giri/min e allunga la coppia fino a quasi 4.000 giri.
Grazie al motore con 340 Nm di coppia e al cambio manuale a sei rapporti, è molto facile sfruttare ciascuno dei 150 CV disponibili. Il tocco della leva è corretto, con corse brevi e abbastanza precise; inoltre dispone di una prima marcia specifica per l’uso off-road. Migliorabile è la rumorosità del motore e le vibrazioni, ma rientrano nei valori normali del segmento.
Comportamento: un vero furgone 4×4

La prima cosa che ci ha sorpreso del suo comportamento è a livello dinamico, appena messi al volante i primi chilometri – come di consueto – sono in autostrada da Madrid a Vigo. In quel primo tratto, nonostante le sue dimensioni e l’altezza, si comporta in modo sereno e prevedibile. D’altra parte, non possiamo dimenticare che è più alta di un furgone convenzionale e piuttosto lunga, ma dinamicamente tiene bene il suo. Certo, all’interno è rumorosa perché non è affatto aerodinamica e alle alte velocità si sente; in compenso, nei sorpassi e nelle immissioni si difende bene.
La previsione iniziale era che fosse più goffa su strada, invece sorprende per la sua sicurezza: è piuttosto rigida e con una sospensione che controlla in ogni momento le inerzie. Quando queste sono inevitabili, la Transporter si comporta in modo prevedibile.

Su strada la guida è molto confortevole, solo quando si affronta un passo di montagna si soffre – soprattutto per le sue dimensioni -, anche se non le manca la potenza e i freni svolgono la loro funzione in modo sublime. La trazione integrale 4Motion a gestione automatica aiuta anche a non perdere potenza in nessun momento e a una buona uscita dalle curve.
Tuttavia, la cosa più notevole del suo comportamento emerge quando usciamo dall’asfalto, ovvero la sua capacità off-road che eguaglia quella di qualsiasi 4×4 puro. La sua trazione 4Motion funziona in modo automatico grazie al differenziale ripartitore, che entra in funzione inviando forza all’asse posteriore quando è necessario per sostenere l’anteriore, sempre gestito in modo completamente automatico.

Ciò che invece possiamo bloccare con un pulsante è l’asse posteriore, per superare le situazioni più complesse. A differenza di altri sistemi gestiti elettronicamente, in questo caso la gestione anticipa leggermente e in una situazione complicata di scarsissima aderenza basta premere lentamente l’acceleratore e la gestione della trazione fa il resto (in altri sistemi simili spesso restiamo bloccati in situazioni facili da risolvere semplicemente con il blocco del differenziale o inviando la coppia alle altre ruote). In altre parole, nonostante la gestione automatica non ha paura di nessun tipo di terreno e come supporto conta sul blocco dell’asse posteriore e sul controllo della discesa (due elementi che pochi 4×4 montano).

Conosciuta la teoria di come funziona il 4Motion, abbiamo deciso di metterlo alla prova su una strada d’alta montagna nella Serra do Caurel (Lugo) dopo una forte nevicata. Abbiamo iniziato percorrendo una strada con un leggero strato di neve, fino a sboccare su un’altra con diversi centimetri di neve non sgombrati da nessuna macchina o veicolo; è lì che ci ha sorpreso la sua capacità di trazione, anche con una pendenza considerevole. Ma questa Transporter Rockton sembra non avere limiti e si fa strada nella neve quasi senza scomporsi; la sua generosa altezza da terra e la sporgente protezione del sottoscocca (un optional molto consigliato se si fa uso off-road) ci danno maggiore sicurezza, con un’altezza di neve che arriva a un terzo della ruota.
Consumi

Nonostante le sue dimensioni, il consumo medio durante la prova si è mantenuto su valori ragionevoli. In autostrada, nonostante l’altezza e l’aerodinamica totalmente sfavorevole, il dato sul percorso abituale tra Madrid > Vigo > Madrid è stato di 8,3 litri ogni 100 km. Su strada statale il dato scende a 7 litri ogni 100 km, anche se con una guida attenta si può arrivare fino a 6,5 litri ogni 100 km. Infine, in città, la media sul nostro percorso abituale è stata di 8,9 litri ogni 100 km.
Equipaggiamento: spartana con lunga lista di optional

Tra le dotazioni di serie spiccano, in materia di sicurezza: airbag frontali, controllo di stabilità con assistenza alla frenata, fendinebbia anteriori con illuminazione in curva, tra gli altri elementi. L’equipaggiamento di serie si completa con paraurti e retrovisori neri, la radio touch con schermo da cinque pollici, quattro altoparlanti (solo nei posti anteriori) e il climatizzatore con due zone distinte – abitacolo anteriore e posteriore -, tra gli altri elementi.
Il resto si completa con la lista degli extra: ci è mancata una telecamera posteriore (aveva i sensori di parcheggio) o un bracciolo sul sedile del conducente, così come sedili della seconda e terza fila un po’ più confortevoli. Ma sia i sedili della 2ª e 3ª fila sia la seconda porta laterale sono optional, a seconda della disposizione che si desidera, fino ad arrivare a 9 posti in totale (la nostra unità ne aveva sette).
Prezzo e opinione sulla Volkswagen Transporter Rockton

Il prezzo di partenza per questa versione 4×4 così particolare è di 37.060 euro (2.000 in più se scelta con il cambio DSG), mentre, sommando gli extra, è facile superare i 40.000 euro o, come nel caso dell’unità che abbiamo provato, arrivare vicino ai 50.000 euro di prezzo finale; tutto dipende dal livello di extra e personalizzazione.
Il mio giudizio sulla Transporter Rockton è molto positivo: è un furgone di quelli che non si trovano più, un veicolo di quelli che ormai non esistono più. Il suo saggio equilibrio tra lavoro e capacità off-road lo rende perfetto per chi ha bisogno, per lavoro o per svago, di uscire dall’asfalto o di percorrere zone complicate, e per cui un 4×4 risulta limitato nelle dimensioni: è qui che questa Transporter offre il meglio dei due mondi: è enorme, ideale per il carico, con una configurazione interna completamente personalizzabile e le sue attitudini sono quelle di un vero 4×4.
Foto | Equipo de pruebas
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