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Auto con Storia: Serie 1 di Land Rover e i suoi 65 anni

Il 1° maggio 1948 nacque ufficialmente la prima Land Rover, grazie all’ingegno di Maurice Wilks e di suo fratello Spencer, due ingegneri che lavoravano insieme presso la Rover, un’azienda che produceva motori per aviazione in piena Seconda Guerra Mondiale. I fratelli idearono un veicolo da lavoro, fuoristrada, ispirato alla Jeep Willys che usavano per spostarsi e che era un residuato bellico.
E proprio la vecchia Jeep sarebbe servita come base per il telaio della prima Land Rover. La Serie 1, nota anche come HUE 166, era già un prototipo nel 1947, quando l’idea del modello era più che matura. Verso la fine di quell’anno, la neonata Land Rover autorizzò la costruzione di 50 modelli di pre-serie. L’anno seguente, durante il Salone di Amsterdam del 1948, la Serie 1 di Land Rover fu presentata al mondo e iniziò il suo cammino una delle due grandi marche (insieme alla Jeep) che hanno dedicato gran parte della loro storia alla costruzione di fuoristrada.

Come potrai vedere, la prima Land Rover era soltanto un veicolo da lavoro, molto lontana dai fuoristrada quasi ludici che l’azienda offre oggi. Non aveva alcun tipo di comfort ed era un veicolo capace di resistere alle condizioni più dure, anche meglio delle vecchie Jeep Willys della guerra, perché analizzando la propria Jeep, i Wilks giunsero alla conclusione che presentava difetti di progettazione che non davano alla struttura del veicolo la robustezza che essi intendevano ottenere. I fratelli Wilks lo costruirono pensando che letteralmente dovesse essere un incrocio tra un trattore e un’automobile. E ci riuscirono pienamente.
Il prototipo numero 3 fu equipaggiato come tutte le Serie 1 che lo seguirono ed è quello che presentarono ad Amsterdam. Disponeva di trazione integrale permanente e di una presa di forza posizionata sul retro, che poteva azionare un altro motore o un’altra macchina utilizzata nei lavori di campagna. Con questi due accessori, finora visti solo sui camion, la Serie 1 convinse anche coloro che inizialmente si erano mostrati scettici di fronte all’arrivo di un concorrente britannico della Jeep.

La prima Land Rover dovette fare i conti con continui problemi di approvvigionamento di componenti metallici, soprattutto per la carrozzeria. Per peggiorare le cose, la situazione dell’industria in Gran Bretagna nel periodo 1945-1950 era assolutamente miserabile; non c’erano nemmeno gli attrezzi né la materia prima necessaria per costruire veicoli, per cui nel caso della prima generazione della Land Rover tutto fu realizzato senza nemmeno avere le misure di base della carrozzeria. Per questo motivo, non esistono due Land Rover della prima serie che siano esattamente uguali.
I Wilks raggiunsero il loro obiettivo: furono costruiti e venduti quasi due milioni di questi veicoli e si stima che circa il 65% sia ancora in circolazione in qualche angolo del mondo. Un veicolo che si rivelò praticamente indistruttibile, sebbene fosse scomodo quanto sedersi su una pietra con le ruote.
Dalla Serie 1 derivarono anche alcune varianti interessanti, come una versione un po’ più lussuosa carrozzata da Tickford, che aveva già carrozzato alcune Rolls-Royce e Lagonda. È anche ben nota la versione Station Wagon con doppio tetto, denominata “techo safari” (in pratica un telo posto sul tetto del veicolo) per mantenere l’interno fresco in estate e caldo in inverno.
Quanto alle motorizzazioni, non innovò granché, rispettando la tradizione dei motori britannici dell’epoca, perlopiù da 1.6 litri. In un primo momento era equipaggiata con quegli stessi motori a benzina da 1.6 litri da 50 CV, per poi passare ai 2 litri e al primo diesel nel 1957, anno in cui la Serie 1 smise di essere prodotta.
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