Guidiamo la nuova Range Rover: è davvero uno dei migliori SUV di lusso?

Antonio Roncero    @roncero_antonio    19 September 2022     14 min.
Guidiamo la nuova Range Rover: è davvero uno dei migliori SUV di lusso?

Ci mettiamo al volante della nuova Range Rover per verificare se siamo davvero di fronte a uno dei migliori SUV di lusso del momento, e ti anticipiamo che le conclusioni non potrebbero essere più positive.

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Quando abbiamo conosciuto a fondo la nuova generazione della Range Rover avevamo già intuito che, per qualità di finitura, tecnologia applicata o capacità di rappresentanza, potevamo trovarci di fronte a uno dei migliori SUV di lusso al mondo. Ora abbiamo avuto l’occasione di guidarla, e possiamo confermare che le impressioni lasciate durante il primo contatto statico si amplificano quando bisogna mettersi in marcia al volante dell’ammiraglia di Land Rover.

A proposito, presto speriamo di poter guidare anche la versione Range Rover Sport, appena presentata, che personalmente mi attira molto più della Range Rover… a meno che la tua posizione preferita a bordo non sia quella dei posti posteriori.

La prima cosa che sottolineerei della nuova Range Rover è la evoluzione estetica. Sembra che i designer si siano liberati del corsetto che comporta dover restare fedeli alle radici di un’auto che può considerarsi un mito, dopo 50 anni dall’apparizione della prima generazione. Lusso moderno, lo definiscono. E anche se è vero che la nuova Range Rover continua a farsi riconoscere per quello che è, una vera Range Rover, la verità è che rispetto alla quarta generazione, lanciata nel 2013 e successivamente aggiornata nel 2017, questo nuovo modello presenta linee che trasmettono molta più eleganza e sofisticatezza. Inoltre, anche se messe una accanto all’altra non lo diresti, il coefficiente aerodinamico è migliorato moltissimo, da 0,34 a 0,30. Soluzioni come le maniglie delle porte, che si nascondono per restare a filo della carrozzeria -una soluzione già utilizzata sulla Range Rover Velar– contribuiscono a questo risultato.

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Mantiene, questo sì, tratti come un corto sbalzo anteriore, un parabrezza poco inclinato, il cofano a forma di conchiglia, il portellone posteriore diviso o la sensazione di tetto sospeso che si ottiene eliminando la modanatura del montante posteriore e con i montanti B rifiniti in nero. Ma appare molto più aerodinamica e più bassa, anche se la linea del tetto è solo 10 mm inferiore rispetto al modello precedente. I fanali posteriori verticali integrati, tanto che se ne percepisce a malapena l’aspetto finché non si accendono, o i cerchi fino a 23 pollici, per la prima volta su questo modello, le conferiscono un aspetto maestoso. Anche se, a mio gusto, in Land Rover sono stati troppo conservatori con il frontale, che mi ricorda molto il modello precedente.

Esistono due versioni di carrozzeria, la SWB a passo corto di 5,05 metri di lunghezza, e la variante LWB di 5,25 metri, con passo allungato –da 3 a 3,2 metri–, nella quale i centimetri in più si riflettono esclusivamente sullo spazio per le gambe dei passeggeri posteriori. Per questa versione a carrozzeria lunga, anche se non in combinazione con tutti i motori, per la prima volta sulla Range Rover è possibile optare per una configurazione a sette posti.

La nuova Range Rover all’interno: lusso, spazio e comfort

Dato che parliamo dell’interno e dei posti posteriori, restiamo su questo punto prima di mettersi in marcia. Perché difficilmente oggi troverai sul mercato un SUV in cui la terza fila di sedili sia realmente utilizzabile da due adulti. Come probabilmente sai, di solito in questi posti, per mancanza di spazio o perché il sedile è molto vicino al pavimento e la posizione diventa scomoda, vengono relegati all’uso con i bambini.

Ma sulla Range Rover lo spazio è uno dei suoi punti forti. E se sui due posti della terza fila -peraltro un’opzione che costa circa 4.000 euro- possono viaggiare due adulti, che dire dell’attenzione riservata ai passeggeri della seconda fila, anche nella versione a passo corto. È vero che in questo caso si potrebbe sentire la mancanza di un po’ più di spazio per appoggiare i piedi sotto i sedili anteriori; ma solo quando si utilizza la modalità “relax”, inclinando lo schienale per assumere una posizione simile a quella dei sedili della classe business di un aereo.

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Con l’opzione dei sedili Executive, il posto centrale posteriore viene sostituito da un’enorme consolle retrattile motorizzata, che aggiunge un terzo schermo touch a quelli che si possono montare dietro i poggiatesta dei sedili anteriori. Da qui si può controllare non solo la consolle stessa, che si estende o si ritrae per offrire un’area aggiuntiva dove appoggiare, per esempio, le bevande, ma si gestiscono anche le regolazioni dei sedili, tra le quali non mancano le funzioni di massaggio e riscaldamento; oppure le tendine di privacy delle porte e del tetto panoramico di serie, tra molte altre possibilità.

E tutto questo, in un ambiente molto accogliente, con materiali dal tatto squisito, un’eccellente qualità di finitura e una scelta di tonalità e rivestimenti che trasmette lusso, ma anche modernità e calore. Per farlo, in Land Rover hanno utilizzato per la prima volta tessuti speciali, come rivestimenti a base di poliuretano o tappetini realizzati con materiali riciclati, per vantarsi anche di sostenibilità, che tanto va di moda. In ogni caso, il risultato non ha nulla da invidiare -in alcuni casi anzi il contrario- al lusso, al comfort e all’attenzione per il dettaglio che si può sperimentare in qualsiasi altro SUV di lusso che ti venga in mente, e persino nelle tradizionali berline di rappresentanza come la Mercedes Classe S, l’Audi A8 o la nuova BMW Serie 7.

Prima di passare allo spazio riservato al conducente e al suo accompagnatore, va detto che la capacità del bagagliaio è di 575 litri, indipendentemente dalla lunghezza della carrozzeria. Uno spazio molto ampio e sfruttabile quello dedicato ai bagagli, a cui si accede attraverso il tradizionale portellone diviso con la parte superiore incernierata verso l’alto, entrambe con assistenza motorizzata. Anche qui si nota l’attenzione per il dettaglio, con rivestimenti di grande qualità. Per la parte inferiore del portellone si può optare per un’opzione che permette di usarlo come sedile esterno quando l’auto è ferma, mentre la parte superiore può essere dotata di altoparlanti e luci.

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Ma se sei tra quelli che pensano alla nuova Range Rover per guidarla, invece che per essere guidati, non rimarrai deluso. Ora parleremo delle sensazioni che trasmettono i motori e di come si comporta il telaio, che hanno anch’essi gran parte di responsabilità nel rendere il viaggio al volante della Range Rover un’esperienza a tutti gli effetti. Prima, vorrei sottolineare quanto sia facile familiarizzare con un veicolo pieno di funzioni di ogni tipo senza quasi bisogno di un periodo di adattamento o di apprendimento.

Una delle chiavi è il sistema di infotainment, denominato Pivi Pro, basato su uno schermo centrale curvo da 13,1 pollici con una risoluzione magnifica e una gestione molto intuitiva. Oltre all’ormai indispensabile integrazione con Android Auto e Apple CarPlay (entrambi in modalità wireless), si possono sfruttare le molteplici possibilità offerte dall’assistente Alexa di Amazon, incluso di serie. Sotto questo schermo ci sono i comandi fisici per gestire il climatizzatore, se non vuoi ricorrere ad Alexa, allo schermo o al comando vocale. E nella consolle centrale si trovano il “joystick” del selettore del cambio e un altro comando rotativo (che può essere premuto per rimanere a filo della consolle quando non lo usi) al quale probabilmente ricorrerai con una certa frequenza: il selettore delle modalità di guida.

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Dietro il volante c’è uno schermo per la strumentazione digitale ancora più grande di quello del sistema multimediale, con 13,7 pollici, configurabile in tre aree dal volante, che offre anche grafiche di altissima qualità e un funzionamento molto fluido.

I motori della nuova Range Rover: benzina, diesel e ibrido plug-in

Fino all’arrivo tra un anno della versione 100% elettrica, di cui per ora sappiamo solo che esisterà e che non arriverà prima del 2024, Land Rover offre in Spagna cinque possibilità meccaniche per la nuova Range Rover, tutte con cambio automatico e trazione integrale. L’offerta comprende un turbodiesel a sei cilindri in linea disponibile in versioni da 300 CV e da 350 CV, in entrambi i casi con sistema di ibridazione leggera ed etichetta ECO. Si può anche scegliere tra due ibridi plug-in da 440 e 510 CV, anch’essi con etichetta ECO. E a partire da marzo 2023 si aggiungerà alla gamma la P530, con il potente e allo stesso tempo raffinato V8 a benzina con sovralimentazione (ora con doppio turbo, invece che con un turbo e un compressore) e 530 CV, che non dispone di alcun tipo di ibridazione.

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Senza aver ancora potuto guidarle, le versioni ibride plug-in mi sembrano particolarmente interessanti. In primo luogo per il rapporto tra prezzo e prestazioni. Ma anche per un’insolita autonomia elettrica di circa 110 km, grazie alla batteria da 38,2 kWh di capacità, che accetta la ricarica in corrente continua fino a 50 kW. Inoltre, la batteria è collocata sul pavimento (la nuova piattaforma, denominata MLA-Flex, è predisposta per la versione elettrica), quindi non compromette né lo spazio interno né il bagagliaio. E tutto questo senza dimenticare il raffinamento che apporta il motore a combustione, che ora è un 6 cilindri, invece di un 4 cilindri.

In questo primo contatto dinamico ho potuto provare il più potente dei diesel e il P530 con il motore V8. In entrambi i casi mi ha sorpreso il raffinamento di marcia che ottengono. Proporzionalmente direi che lo è stato ancora di più il diesel, forse perché di un V8 si sa già cosa aspettarsi. Ma la verità è che il sei cilindri turbodiesel non sfigura affatto, né nel muovere le 2,5 tonnellate che pesa la Range Rover più leggera, né per la sua dolcezza di funzionamento.

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Le sue prestazioni possono essere oscurate dal magnifico rendimento della P530, soprattutto se scendi dal diesel e sali sulla Range Rover con motore V8; anche se difficilmente troverai situazioni in cui avrai bisogno di più capacità di accelerazione o di ripresa di quelle che è in grado di offrire il motore turbodiesel. Certo, le sensazioni al volante del V8 sono quelle di guidare un vero missile, capace di catapultare la Range Rover fino a 100 km/h da fermo in appena 4,6 secondi… oppure di viaggiare tranquillamente godendo di una riserva di potenza e di un silenzio che si altera solo per qualche rumore aerodinamico proveniente dalla zona degli specchietti retrovisori, molto grandi e posizionati in una posizione insolitamente arretrata.

Come dato che probabilmente non sarà molto rilevante per chi si decide per un’auto di questo tipo, ma che è lì, e che riguarda soprattutto l’autonomia, la differenza di consumo medio, considerando un percorso e uno stile di guida molto simili, è stata notevole: intorno ai 12 litri per la D350, e tra 6 e 8 l/100 km in più per il V8, a seconda dell’intensità con cui vuoi ascoltare il ruggito, molto ben smorzato, del V8.

In marcia con la Range Rover: qualità alla guida

Durante i quasi 150 km che ho potuto percorrere con la nuova Range Rover, metà con la versione turbodiesel e l’altra metà con il V8, la gran maggioranza è stata su strade di montagna con molte curve, anche se non è mancato un po’ di autostrada. E la verità è che l’auto si sente grande, ma mai poco agile o pesante. Almeno equipaggiata con le molto consigliate opzioni della sterzata a quattro ruote e del sistema di barre stabilizzatrici attive. Anche se può definirsi discreto, il comfort in viaggio a ritmo tranquillo in autostrada non mi ha sorpreso tanto quanto il comportamento in curva, perché mi aspettavo una sospensione più morbida e con maggiore capacità di assorbimento quando scegli la modalità “comfort”. Senza dubbio, un prezzo da pagare per sfoggiare gli imponenti cerchi da 23 pollici, con pneumatici che sembrano veri e propri rulli.

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Quello che non ho potuto verificare è come si comporta la nuova Range Rover in guida 4×4, anche se le sue qualità off-road si presuppongono… a meno che tu non voglia cacciarti nei guai con un’auto equipaggiata con questi cerchi e pneumatici stradali a basso profilo. In queste condizioni, nemmeno il magnifico sistema Terrain Response 2 può fare miracoli. Ma con i pneumatici adatti, sono sicuro che questa Range Rover può continuare a muoversi senza difficoltà in luoghi dove sarà raro che i suoi proprietari si avventurino.

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La trazione integrale, con un differenziale centrale accoppiato a una frizione multidisco, un differenziale posteriore autobloccante e la riduttore, fa sì che l’auto possa continuare ad avanzare semplicemente selezionando il programma adeguato. E ce ne sono per ogni situazione: erba, ghiaia, neve, fango, sabbia, guado… oltre alle consuete modalità comfort, sport ed eco per la marcia su asfalto. La profondità di guado di 900 mm, o la luce da terra che permette la sospensione pneumatica, con due modalità off-road che sollevano la carrozzeria, sono anch’essi punti a suo favore. Tuttavia, e anche se può sembrare un paradosso, temo che, a differenza delle generazioni precedenti, chi si orienterà verso la nuova Range Rover non lo farà certo per qualità 4×4 superiori a quelle di altri SUV di lusso, anche se le possiede.

Prezzi e dotazioni della nuova Range Rover 2022

La gamma Range Rover parte da 140.950 euro, prezzo della versione d’accesso, la P440 ibrida plug-in con allestimento SE. Il suo prezzo è quasi 8.000 euro più accessibile rispetto alla D300 turbodiesel, grazie all’esenzione dall’imposta di immatricolazione. Esistono cuattro livelli di allestimento, denominati SE, HSE, Autobiography e SV, oltre alle versioni First Edition, commercializzate solo durante il primo anno. Il prezzo della Range Rover più costosa, la P530 V8 a carrozzeria lunga con allestimento SV, quasi raddoppia quello della versione d’accesso, arrivando fino a 263.510 euro.

Range Rover SWB 5 posti

  • P440 PHEV: 140.950 euro
  • D300 MHEV: 149.000 euro
  • D350 MHEV: 166.450 euro
  • P510 PHEV: 157.900 euro
  • P530 V8: 177.500 euro

Range Rover LWB 5/7 posti

  • P440 PHEV: 153.350 euro
  • D350 MHEV: 170.650/173.850 euro
  • P530 V8: 181.700/185.050 euro

La dotazione è molto completa già dalle versioni SE, anche se il salto di prezzo tra i diversi allestimenti è molto grande (circa 8.000 euro dal SE all’HSE, e quasi 13.000 euro dall’HSE all’Autobiography), mentre le SV sono le varianti più lussuose, firmate dalla divisione Special Vehicle Operations del marchio. Oltre alla targhetta identificativa, queste versioni dispongono di rivestimenti, colori ed elementi decorativi esclusivi, nei quali vengono utilizzati materiali come la ceramica. Per farti un’idea, la differenza di prezzo tra una Range Rover D350 con allestimento HSE (il secondo livello) e una SV supera i 70.000 euro.

Range Rover 1

Tra la moltitudine di dotazioni e possibilità di personalizzazione che offre il catalogo di Land Rover figurano i già citati sedili Executive, gli schermi per i posti posteriori (fino a 13,1 pollici), un impianto audio Meridian con 35 altoparlanti e 1600 W di potenza, un sofisticato sistema di purificazione dell’aria interna, luci e telecamere per l’ambiente o il parcheggio da remoto con controllo esterno tramite smartphone, senza contare l’ampissima offerta di tessuti e materiali decorativi per l’interno, colori di carrozzeria o cerchi.

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