Prova Mazda CX-5 2.2 Skyactiv-D 150 CV 4x2, premium in stile giapponese
<p>Ci mettiamo al volante dell’ultima creazione della casa giapponese, la Mazda CX-5 con motore diesel 2.2 Skyactiv-D da 150 CV 4×2 e allestimento Zenith.</p>
Prova di un SUV a benzina molto efficiente: questo Mazda CX-5 a benzina, grazie al suo propulsore 2.0 Skyactiv-G da 165 CV, ottiene consumi molto contenuti.

Se seguiamo le notizie giorno dopo giorno, sembra che acquistare un’auto diesel con l’intenzione di non cambiarla nei prossimi anni sia oggi un gioco rischioso. Ma fortunatamente sul mercato esistono alternative a benzina che cercano anch’esse il risparmio: ne è la prova il SUV che proviamo oggi, un crossover di stampo premium che non ha paura di usare un motore a benzina mantenendo i consumi sotto controllo.
Il nostro protagonista è il Mazda CX-5 con il motore a benzina aspirato 2.0 Skyactiv-G da 165 CV, abbinato a un cambio manuale a sei rapporti e alla trazione anteriore, senza dubbio un’interessante combinazione.

Qualche mese fa abbiamo avuto l’opportunità di guidare un Mazda CX-5 con motore diesel, per questo motivo abbiamo riassunto in questa occasione la parte relativa al design esterno e interno.
Il tratto più degno di nota del design esterno della CX-5 è il frontale, aggressivo e con una personalità propria, che si distingue soprattutto per l’ampia calandra che si prolunga fino ai fari. Fari che sulla nostra unità disponevano di tecnologia full-LED per tutte le funzioni di illuminazione, offrendo un fascio luminoso eccezionale che cercava di illuminare il più possibile creando zone d’ombra attorno ai veicoli che incrociavamo sulla corsia opposta o sulla nostra, il tutto per illuminare senza disturbare gli altri conducenti.

Mentre l’interno si distingue per le finiture di qualità e per un design sobrio ma elegante, in linea con un segmento premium. Quasi tutta la plancia è realizzata con materiali morbidi e piacevoli al tatto, con spiccate inserzioni in legno e la finitura delle portiere. La sobrietà è un altro dettaglio che spicca all’interno: quasi tutti i pulsanti sono concentrati nella parte sinistra o nella consolle centrale, da dove si controlla il sistema multimediale, dotato anch’esso di schermo touch.
La posizione di guida è molto comoda, i sedili anteriori hanno la regolazione elettrica nell’allestimento Luxury e sui posti posteriori c’è spazio per tre adulti, mentre in due si viaggia in modo molto confortevole. Un aspetto particolarmente apprezzabile è l’ampia apertura delle porte posteriori, che facilita l’accesso alle persone anziane. Il bagagliaio ha una capacità di 477 litri e il portellone è a comando elettrico.

Tutto ciò che si fa senza fretta e a fuoco lento ha spesso un sapore speciale: con questa similitudine culinaria si potrebbe descrivere la filosofia che Mazda applica a questo propulsore a benzina. Oggi quasi tutti i marchi cercano di ridurre la cilindrata, ottimizzando al massimo i motori; la casa giapponese fa esattamente il contrario con questo propulsore 2.0 a quattro cilindri, senza turbo, che eroga 165 CV più che sufficienti.
Appena premiamo il pulsante di accensione, la prima cosa che colpisce è la morbidezza e l’assenza totale di rumore, sembra quasi un’auto ibrida o spenta. Quando ci mettiamo in marcia notiamo che è un propulsore molto progressivo e lineare: non avendo il turbo, dobbiamo farlo salire di giri per sviluppare i 165 CV; infatti sotto i 2.500 giri/min si mostra pigro, cambia man mano che l’ago sale e spinge senza sosta fino a quasi 6.000 giri/min.

Se siamo abituati a un motore turbo bisogna cambiare approccio: è un’altra filosofia, perché con questa CX-5 dovremo giocare parecchio con il cambio per sfruttare il motore, che in rilascio non ha problemi a viaggiare sotto i 2.000 giri, ma se dobbiamo affrontare una salita o un sorpasso sarà necessario scalare per guadagnare potenza.
Sono sufficienti i suoi 165 CV? La CX-5 è un SUV molto leggero, tra i migliori in questo aspetto, e questo si percepisce al volante: con i suoi 165 CV, purché ci si abitui a giocare con il cambio, sono più che sufficienti per quasi ogni situazione. Spicca il cambio a sei rapporti per la sua precisione; è vero che, a differenza di altri modelli del marchio con cambio manuale, in questo caso sento la mancanza di una corsa un po’ più corta, ma la sensazione generale resta buona rispetto ad altri cambi sul mercato.

Ciò che più spicca nel comportamento, oltre alla morbidezza del motore, è la leggerezza: infatti pesa meno di molte berline (1.435 kg), e lo si avverte al volante. La CX-5 è inoltre molto comoda su autostrada e strade extraurbane, grazie all’ottimo isolamento acustico dell’abitacolo e all’elevato comfort di marcia.
Dal punto di vista dinamico, nonostante le sue dimensioni e la sua altezza, se la cava in modo più che corretto sulle strade tortuose, va però detto che questa unità specifica non è efficace quanto l’altra che abbiamo provato con motore diesel. In ogni caso non teme una strada con curve e risponde con prontezza. Lo sterzo, invece, non ha una sensazione precisa: è troppo assistito, il che ne riduce l’efficacia soprattutto in autostrada. L’impianto frenante, invece, svolge il suo compito alla perfezione.

Senza dubbio questo è uno dei punti di forza della CX-5: sono pochi i SUV a benzina così parsimoniosi, e ancora meno con un motore di due litri (come una volta) sotto il cofano. La prima prova di consumo è stata in autostrada, dove questa giapponese ha registrato 6,4 litri ogni 100 km sul nostro percorso di prova.
Su strada extraurbana si ottengono i migliori dati di consumo, arrivando fino a 6 litri ogni 100 km se si guida con attenzione, salendo a 6,5 litri ogni 100 km con una guida più spensierata. Questo valore di consumo è più tipico di un SUV diesel che di un benzina.
Infine in città il consumo medio rilevato durante il nostro percorso abituale (Vigo) è stato di 7,8 litri ogni 100 km. Per ottenere buoni risultati, però, bisogna fare attenzione all’acceleratore.

La nostra unità era dotata del livello di allestimento più completo, Luxury, che non lesinava in elementi di sicurezza o di comfort. Spiccano in particolare i fari LED per tutte le funzioni di illuminazione, che offrono un fascio luminoso eccellente (molto consigliati) creando una zona d’ombra attorno agli altri veicoli per non abbagliarli.
Da segnalare anche l’enorme gamma di sistemi di sicurezza di cui è dotata la CX-5, come l’avviso di angolo cieco, la frenata automatica in caso di collisione (con frenata automatica in città che può arrivare a fermare del tutto l’auto evitando la collisione se la velocità è inferiore a 35 km/h), l’avviso di cambio di corsia involontario o il cruise control adattivo, tra gli altri elementi.
Nella parte multimediale spicca il sistema di navigazione (aggiornato ma comunque noto nel marchio), accompagnato dall’impianto audio Bose che offre un’esperienza sonora eccellente (resta uno degli impianti audio più completi del mercato, di serie su un modello).

Quello che qualche anno fa sarebbe stata una pazzia (acquistare un SUV a benzina), oggi è la scelta più normale e persino una tendenza. Rinunciare al diesel, però, non significa rinunciare a consumi contenuti, ed è proprio qui che questa CX-5 da 165 CV dà il meglio di sé, grazie a un motore che si distingue per la morbidezza e che non ricorre mai al turbo.
La guida e la sensazione del motore sono diverse da quelle a cui ci hanno abituato altri marchi: il funzionamento è molto più progressivo e la potenza arriva nella parte alta del contagiri, ma in cambio abbiamo un motore sicuramente più pieno rispetto alla maggior parte dei SUV a benzina e con una morbidezza eccellente. Il prezzo di partenza della Mazda CX-5 con motore a benzina da 165 CV e allestimento Origin è di 26.600 euro.
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