Storia della BMW Serie 3. Parte I (dal 1975 al 1994)

Pablo David González     2 April 2011     4 min.
Storia della BMW Serie 3. Parte I (dal 1975 al 1994)

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La Serie 3 è uno dei modelli più rappresentativi dello spirito della BMW. Incarna i valori della berlina sportiva come nessun’altra e lo fa sin dal suo debutto nel 1975. Ora, dopo 36 anni e più di 12 milioni di unità vendute in tutto il mondo, si prepara a essere reinventata con una nuova generazione, la sesta, che arriverà presto presso le concessionarie. Dovrà affrontare il compito complicato di proseguire la linea di successo mantenuta per tutto questo tempo.

Per questo motivo, credo sia il momento giusto per ripercorrere brevemente la storia della Serie 3, iniziata quasi quattro decenni fa sotto forma di carrozzeria a due porte.

Prima generazione (E21), dal 1975 al 1983

Nel luglio del 1975 la BMW presenta la prima generazione della Serie 3. Si tratta di una berlina a due porte, dalle dimensioni compatte e dal carattere sportivo. Misura 4.355 mm di lunghezza, 1.610 mm di larghezza e 1.380 mm di altezza. L’asse anteriore beneficia di una sospensione tipo McPherson, mentre quello posteriore dispone di una sospensione indipendente a bracci tirati.

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In principio tutti i motori furono a quattro cilindri (codice M10), le cui designazioni corrispondevano alle seguenti cilindrate: 316 (1.573 cm3), 318 (1.766 cm3), 320 (1.990 cm3) e 320i (1.990 cm3). Il 320i aveva la particolarità di montare un sistema di iniezione meccanica della benzina che sostituiva il carburatore. Nel 1977 fu aggiunto un sei cilindri in linea (codice M20), commercializzato con le designazioni 320/6 (che sostituì il 320) e 323i. Quest’ultima versione incorporava inoltre freni a disco su tutte e quattro le ruote. Il motore 6L generava nel 323i 143 CV, che permettevano di raggiungere una velocità massima di 190 km/h. Niente male per l’epoca. Tutte le versioni, tranne le più basse (316 e 318), montavano fari anteriori doppi.

Tra il 1979 e il 1980 i motori a quattro cilindri furono aggiornati. Il 316 aumentò la cilindrata fino a 1,8 litri e la potenza raggiunse i 90 CV (continuava a utilizzare il carburatore). Il 318, invece, mantenne la stessa cilindrata, ma sostituì il carburatore con un sistema di iniezione. Raggiunse una potenza massima di 105 CV e prese il nome di 318i. Nel 1981 nacque il 315, il nuovo modello d’accesso alla gamma. Aveva un motore da 1,6 litri con 75 CV di potenza massima.

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Sei anni dopo l’inizio della sua avventura, la prima generazione della Serie 3 aveva venduto più di 1 milione di unità.

Seconda generazione (E30), dal 1982 al 1994

Si registra un progresso in tutti i settori: design più aerodinamico, maggiore spazio interno e comfort, motori più potenti e una gamma più varia. Nel 1983 compare la versione a quattro porte, nel 1985 la variante cabriolet e la M3, e nel 1987 la station wagon, che unisce praticità e sportività. Inoltre, questa è la generazione in cui per la prima volta viene introdotto un propulsore diesel e la trazione integrale. Furono vendute più di 2,3 milioni di unità.

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I progressi della BMW nel campo della riduzione dei consumi iniziano con il motore 6L “eta” (denominazione che identifica le versioni più efficienti, caratterizzate da un taglio dell’iniezione anticipato e da una serie di misure volte a migliorare l’uso del carburante). Con questo motore troviamo la 325e, da 122 CV, che è anche la prima Serie 3 dotata di catalizzatore.

Nel 1985 entrano in gamma la 325i e la 325is (una versione con un equipaggiamento migliorato rispetto alla 325i). Condividevano un motore da 2,5 litri e 170 CV. In questo caso la BMW si concentrò sull’offrire prestazioni piuttosto che consumi ridotti, motivo per cui il limite di giri salì da 5.000 a 6.500 giri/min. Nel 1986 appare la variante a trazione integrale 325ix, prima in formato berlina e poi, nel 1987, in station wagon. Vale la pena ricordare anche la 318is, del 1989, la prima BMW di serie a montare un motore a quattro cilindri con 4 valvole per cilindro. Aveva 142 CV.

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La gamma diesel comprendeva due versioni: la 324d, con una volenterosa potenza di 86 CV, e la 324td, stesso motore ma con turbocompressore e 115 CV.

La BMW M3 inizia la sua avventura utilizzando il basamento M10 a 4 cilindri, 2,3 litri e una potenza di 195 CV. Successivi miglioramenti hanno portato alla M3 Sport Evolution III, con 238 CV e capace di passare da 0 a 100 km/h in 6,1 secondi. È stato l’inizio di uno dei nomi mitici del mondo dell’automobile, che ancora oggi perdura con tutto il suo vigore.

Clicca qui per vedere la seconda parte.

Fonti | BMW e Wikipedia

un comentario

  1. Pues la verdad que el M3 de la primera época sigue siendo uno de los coches que algún día me gustaría tener.

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