Come sono evolute le calandre di BMW nel corso del tempo?

Mónica Redondo    @MonicaRedondoD    10 August 2019     5 min.
Come sono evolute le calandre di BMW nel corso del tempo?

Nel corso del tempo, le calandre di BMW sono cresciute e hanno modernizzato le proprie funzioni per migliorare le prestazioni del motore.

Evolucion

Come sono evolute le calandre di BMW nel corso del tempo? Il marchio bavarese è uno dei marchi più facili da riconoscere per chiunque, anche per chi non nutre una grande passione per il mondo dell’automobile. Ciò è possibile grazie alle sue caratteristiche calandre e alla celebre curva Hofmeister. Questa curva è quella che dà forma ai finestrini posteriori. Secondo la stessa casa, “la calandra a doppio rene rende perfettamente riconoscibile ogni BMW senza bisogno di controllare lo stemma”.

Va sottolineato che la maggior parte dei modelli del marchio bavarese condivide l’elemento comune che li rende “speciali”: l’inconfondibile griglia anteriore. Ne sono privi soltanto le microvetture degli anni ’50, la BMW Isetta, la BMW 600 e la BMW 700.

Riones Bmw Evolucin

Il design di questo simbolo si è evoluto nel corso della storia, sia per effetto delle tendenze, sia per i progressi in campo aerodinamico o nel raffreddamento dei motori. Qual è lo scopo della calandra? Convogliare l’aria fresca verso il radiatore per raffreddare correttamente il motore.

In origine le calandre erano strette, slanciate e semplici; con il passare del tempo si sono evolute, come nella BMW e30, BMW e36 o BMW e46, e hanno continuato a crescere fino ai giorni nostri. Oggi offrono “un design complesso, asimmetrico, tridimensionale e personalizzabile”, riflesso dell’evoluzione del linguaggio stilistico del marchio. L’ultimo passo in questa continua evoluzione è la calandra a doppio rene illuminata della prossima BMW X6.

Bmw X6 2020 (29)

La storia di un marchio legato alle sue calandre

Prima che venisse introdotta la celebre griglia, furono realizzati solo tre modelli di BMW. Due di essi furono le Dixi 3/15 PS e Dixi 3/15 PS DA, costruite su licenza di Austin Seven. Il terzo è la BMW 3/20 PS, primo e unico automobile interamente costruito dal marchio senza la sua caratteristica calandra. Dopo di loro, nel 1933, nasce la BMW 303, che già integra la celebre griglia.

Le primissime BMW ad adottare questo iconico elemento di design presentavano una calandra molto diversa da quella che conosciamo oggi. I due reni avevano una forma allungata e stretta e occupavano l’intero frontale di ogni modello. I due reni presentavano cornici cromate e una griglia metallica all’interno.

La BMW 315/1 del 1934 mostrava già una calandra frontale più inclinata e aerodinamica. Ma la prima grande evoluzione di questo elemento arrivò con l’elegante BMW 328 roadster del 1936, disegnata da Peter Szymanowski. In questo modello, i parafanghi anteriori e l’alloggiamento dei fari guadagnano superficie sul frontale, che non è più esclusivamente occupato dalla zona del radiatore e della calandra. Quest’ultima presenta un disegno curvo, influenzato dal design aeronautico e dai progressi dell’aerodinamica. Le cornici cromate sono più a filo con la carrozzeria e la griglia interna ha una trama più elaborata con cinque grandi barre verticali per rene. La leggendaria BMW 328 Mille Miglia Touring Coupé portò questa configurazione all’estremo, con reni più sottili, quattro barre all’interno e fondo nero.

Un elemento distintivo

Bisognerà attendere gli anni ’90 per vedere una nuova interpretazione di questo elemento, che ha segnato il design delle calandre fino a oggi. I reni della Serie 3 del 1990 avevano un disegno nettamente trapezoidale, con la parte superiore più larga di quella inferiore. Inoltre erano più ampi, con bordi molto arrotondati e sporgevano dal frontale con un effetto tridimensionale. Molto prima, l’unica BMW Garmisch del 1970 aveva già reni esagonali.

La BMW Serie 5 del 1996 inaugurò un altro espediente stilistico, usato fino a poco tempo fa dalla maggior parte dei modelli del marchio: la “kidney grille” si integrava in un prolungamento del cofano, che scendeva fino a toccare il paraurti.

La calandra ha guadagnato dimensioni e protagonismo sul frontale di tutte le BMW, sia nelle nuove serie X, nate con la BMW X5 del 1999, sia nella gamma di berline e coupé, o persino nelle BMW i, con una calandra “opaca” a sottolineare che le esigenze di raffreddamento sono minime. L’esempio estremo sono la BMW X7 e la BMW Serie 7, che montano le calandre più grandi; quella della nuova BMW Serie 7 è cresciuta del 40% rispetto alla predecessora. Questo aumento di dimensioni ha fatto sì che la sua collocazione risulti “incastonata” tra il cofano e il paraurti anteriore, invadendo lo spazio di entrambi.

Bmw X7

Secondo BMW, “i design sono sempre più elaborati, con forme più complesse e asimmetriche che si estendono verso i fianchi. Un altro precursore del suo tempo, la BMW 507 del 1956, presentava già un design simile, con una calandra molto larga, di dimensioni enormi e forme asimmetriche. Anche la finitura delle barre e delle cornici viene curata sempre di più e può essere personalizzata con diverse finiture per mettere in risalto il carattere di ogni versione del modello. Questi nuovi design contribuiscono anche all’aerodinamica grazie alle lamelle attive che si aprono e si chiudono in base alle esigenze termiche del motore”.

Deja un comentario