Guida all'acquisto: quali sono le differenze tra auto elettrica, ibrida, ibrida plug-in e mild-hybrid?

Miguel Lorente     24 November 2018     9 min.
Guida all'acquisto: quali sono le differenze tra auto elettrica, ibrida, ibrida plug-in e mild-hybrid?

Il settore automobilistico si trova davanti a una situazione complessa, un punto di svolta verso una nuova era in cui i protagonisti saranno i veicoli elettrificati

Le prossime normative che, a livello nazionale, hanno fissato all’orizzonte degli anni 2040 e 2050 due limiti per le auto con motori tradizionali, sono solo la conferma di ciò che, a livello regionale e, soprattutto, locale, le amministrazioni obbligano a pensare ai veicoli elettrificati come opzione prioritaria per il trasporto privato.

Le misure ambientali mettono sotto pressione la tecnologia basata sui motori a combustione interna, quelli che necessitano di combustibili fossili e che, per più di un secolo, hanno dato al conducente la possibilità di muoversi con maggiore o minore libertà in auto. Questa possibilità potrebbe essere sempre più limitata se non si accetta di rinunciare alle auto con motori a benzina o gasolio a favore dei veicoli elettrificati.

Per questo, soprattutto se si pensa di cambiare o acquistare un’auto nuova, conoscere i diversi tipi di veicoli elettrificati è fondamentale.

Che cos’è un veicolo elettrificato?

In base al tipo di energia che un’auto utilizza per muoversi, si distingue tra auto elettrica e auto ibrida.

L’auto elettrica è un veicolo elettrificato al 100%, ovvero tutta l’energia che consuma, sia nel motore sia negli altri sistemi e apparecchiature secondarie, proviene esclusivamente dall’elettricità.

L’auto ibrida distingue tra le auto ibride supportate da un sistema elettrico. Inoltre, le auto ibride possono essere autoricaricabili o ricaricabili, più conosciute come “auto ibride plug-in” o PHEV, dalla sigla inglese “Plug-in Hybrid Electric Vehicle”

Auto elettriche

Nissan crossover eléctricos

Le auto elettriche dispongono di motori che trasformano l’energia elettrica accumulata dalle batterie dei loro sistemi. Immagazzinano tutta l’elettricità che potranno consumare durante l’uso, potendo essere ricaricate durante il tragitto ma non si rigenerano mai alla stessa velocità del consumo.

La ricarica avviene presso le stazioni della rete elettrica; richiede un tempo piuttosto lungo per caricare completamente la batteria o, quantomeno, per raggiungere un’autonomia minima che consenta di proseguire il viaggio temporaneamente fino a una ricarica completa.

Attualmente, il tempo medio di ricarica della batteria di un’auto elettrica si aggira intorno alle otto ore e l’autonomia supera a fatica i 400 km, anche se si stanno già sviluppando sistemi di ricarica e accumulo che offrano tempi di ricarica inferiori, intorno ai 15 minuti, e una distanza disponibile iniziale maggiore, superiore a 600 km.

Le auto elettriche più vendute nelle nostre strade vanno dalla Leaf Nissan, una delle pioniere dell’attuale era elettrica, la cui seconda generazione è già in commercio, fino alla berlina elettrica di lusso più venduta nel 2017, la Model S Tesla.

Altri marchi, sia generalisti sia di alta gamma, stanno già preparando le loro auto elettriche al 100% per i prossimi mesi. Ad esempio, dall’Asia arriva la Kona elettrica Hyundai, la scommessa più forte del marchio coreano sui veicoli elettrici. Dall’Europa, Opel ha reinventato l’Ampera e, oltre a modificarne il nome aggiungendo una lettera, ora è l’Ampera-e Opel, ha trasformato la berlina ibrida basata sull’Insignia in un monovolume elettrico. Della Taycan Porsche è già in circolazione un buon numero di veicoli di prova in tutto il mondo, che stanno mettendo a punto i dettagli prima di entrare in produzione in serie. In una fase precedente c’è la Rapide E Aston Martin, Jaguar consegnerà nel 2019 le prime unità del suo SUV elettrico, la I-Pace Jaguar, mentre la e-tron Audi ha visto ritardare la consegna di qualche mese per problemi al software. Senza dimenticare i modelli che hanno rappresentato un laboratorio su ruote, come la i3 BMW, che potrebbe trovarsi alla fine della sua fase commerciale.

Tutte le auto elettriche godono dell’etichetta Zero della DGT.
Auto ibride

Le auto ibride sono entrate nelle nostre vite senza che ce ne accorgessimo, o forse sì. Si sono moltiplicate nelle nostre strade come alternativa alle auto diesel, grazie ai loro consumi contenuti e a prestazioni a volte superiori a quelle delle equivalenti a gasolio.

Ma non possiamo dimenticare che, in un’auto ibrida il motore principale è quello a combustione, e il sistema elettrico supporta direttamente questo motore o il gruppo meccanico che, normalmente, è a benzina, riducendo così i consumi.

Il combustibile brucia e libera energia che serve a muovere le ruote e, inoltre, grazie a un generatore di elettricità, l’auto ibrida ricarica parzialmente l’energia elettrica grazie al lavoro dell’inverter situato sopra il cambio in discesa o in situazioni di rallentamento o riduzione di velocità.

Questa energia viene nuovamente immagazzinata per essere utilizzata, normalmente in momenti come l’avviamento del veicolo o per alimentare i sistemi complementari, ma non influisce mai sull’albero di trasmissione.

Il software della centralina o ECU dell’auto gestisce in modo indipendente dal conducente l’uso o meno del sistema elettrico; solo in alcuni modelli è possibile attivare la modalità EV (100% elettrica), disponendo di pochi chilometri di autonomia puramente elettrica e di una velocità massima che non supera i 50 km/h.

Il blocco che usa combustibile fossile è sempre a disposizione delle circostanze di guida, mentre il sistema elettrico interviene solo in momenti puntuali; ciò significa che l’autonomia dipende principalmente dal carburante disponibile, perché una volta scaricato l’accumulatore elettrico, l’auto si muoverà inevitabilmente con la benzina o il diesel del serbatoio.

Marchi premium europei come BMW hanno già annunciato l’ampliamento della loro gamma ibrida: è stata presentata di recente anche la nuova

BMW M340i, una versione ibrida della prossima generazione della BMW Serie 3, la BMW 330e. I vicini tedeschi della Mercedes-Benz hanno scelto la cosiddetta

tecnologia EQ BoostCoches eléctricos híbridos su modelli come la nuova Mercedes-Benz CLS S560.

I SUV ibridi sono uno degli obiettivi prioritari perché, per quote di mercato, rappresentano una nicchia più che appetibile e prioritaria: per questo non c’è marchio che non lavori su un crossover ibrido, dai best seller come la Toyota CH-R fino alla sua geneticamente affine nuova Lexus UX 250h, che già registra ritardi nelle consegne delle prime unità prodotte a causa dell’alta domanda di vendite di auto ibride che stiamo vivendo.
Auto ibride ricaricabili o PHEV

Le auto ibride possono disporre di sistemi elettrici autoricaricabili oppure di una ricarica esterna aggiuntiva: sono le cosiddette auto ibride plug-in. Possono rigenerare la loro energia nello stesso modo di un’auto ibrida e, inoltre, possono ottenerla dalle prese della rete elettrica fissa.

Le auto ibride plug-in, oltre a rigenerare allo stesso modo l’energia elettrica, dispongono di un’altra fonte che si carica grazie alla presa di corrente dalla rete elettrica.

Dispongono di una seconda batteria, quindi di un maggiore volume energetico immagazzinato e, di conseguenza, di una maggiore autonomia elettrica da utilizzare, offrendo così una maggiore autonomia in modalità EV, circa 50 o 60 km, e raggiungendo velocità massime superiori fino a 130 km/h in modalità elettrica.

Senza dubbio, uno dei pionieri e dei migliori rappresentanti di queste auto ibride plug-in è la Mitsubishi Outlander PHEV, mentre altri costruttori hanno puntato su questo e altri segmenti.

Dalla Corea arriva la Hyundai Ioniq, sia in versione ibrida sia elettrica, per competere con la giapponese di riferimento: la Toyota Prius Plug-In Hybrid, un veicolo che è stato lo stendardo delle auto ibride, sia nella versione autoricaricabile sia nella variante PHEV.

E non possiamo lasciarci ingannare: esistono tanto veicoli ibridi di alta gamma quanto modesti; si può persino parlare di auto ibride economiche

alle quali accedere senza doversi stracciare le vesti, dimenticandoci, almeno per ora, dei problemi che comporta avere o non avere uno degli adesivi o Mitsubishi Outlander PHEVetichette della DGT.
Le auto ibride e le etichette della DGT
Le auto ibride hanno l’etichetta DGT ECO o Zero a seconda dell’autonomia in elettrico: se è superiore a 40 km, e sono diventate popolari grazie a settori come quello dei tassisti, che hanno visto in modelli come la Toyota Prius Hybrid un alleato nel loro lavoro.
Auto mild-hybrid o “ibride leggere”

Non possiamo trascurare un altro gruppo, quello commercializzato con la classificazione di auto ibride leggere o mild-hybrid.

Abbiamo già spiegato in un articolo perché le auto ibride leggere non sono davvero ibride. Ad ogni modo, ecco il riassunto: sono auto con un motore tradizionale e una batteria elettrica di capacità superiore a quella comunemente installata. Questo permette che, mentre il motore svolge il suo lavoro trasmettendo l’energia alle ruote, il generatore ricarichi, come sempre, questo accumulatore elettrico.

L’energia elettrica alimenta in modo indipendente sistemi come l’avviamento o gli accessori (illuminazione, infotainment, climatizzazione, ecc.), quelli che, in situazioni tradizionali, comporterebbero un consumo extra mentre il motore già utilizza carburante destinato alle ruote.

Alcune di queste auto mild-hybrid hanno etichetta della DGT Eco grazie al fatto che rispettano la normativa che lo consente; ad esempio, ne parliamo in un articolo con la prova della Audi Q8.

 

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