Bugatti Chiron Curiosità Supersportive
Il design per la Chiron che Bugatti scartò

Non diciamo nulla di nuovo se, ancora una volta, affermiamo che la Bugatti Chiron è un’auto spettacolare. Lo è per design, per tecnica, per esclusività e, in parte, per provenire dal marchio che proviene e per sostituire il modello che sostituisce, la Bugatti Veyron.
L’abbiamo conosciuta durante il Salone dell’Automobile di Ginevra e poi l’abbiamo potuta vedere in diversi eventi come il Festival di Goodwood o alle 24 Ore di Le Mans. Senza dubbio è una delle auto più attese degli ultimi anni.
Ardua impresa quella della Bugatti e dei suoi designer. Con la Veyron hanno creato un’auto tanto speciale quanto spettacolare a livello meccanico ed estetico. Questo ha i suoi pro e i suoi contro, perché se crei un’auto desiderata da tutti significa che hai centrato il bersaglio, ma ci riuscirai di nuovo tra qualche anno? Se non dovesse superare, o almeno essere all’altezza del predecessore, la maggioranza la considererà un fallimento e una delusione.
I 1.500 cavalli che sprigiona il suo motore W16 non passano inosservati. Il telo che copriva l’ultima supersportiva del marchio francese appartenente al gruppo VAG è stato rimosso e abbiamo potuto constatare, in loco, le linee definitive dell’auto che per tanti mesi ha tenuto banco nella stampa specializzata.
Le linee principali non erano molto evolutive rispetto a quelle del predecessore, la Veyron, mantenendo anche la presa d’aria centrale nella parte anteriore che tanto caratterizza il marchio francese e buona parte della vista laterale. Ma, pur mantenendo le linee principali, i tratti sono cambiati. Senza andare oltre, i fari anteriori danno un’immagine completamente nuova che accentua la sensazione di larghezza delle carreggiate, mentre l’esercizio di design della parte posteriore è qualcosa di mai visto prima, con quella sottilissima linea orizzontale incaricata dell’illuminazione posteriore.
Ora, diversi mesi dopo la sua prima presentazione, ci arriva un’immagine di come avrebbe potuto essere il frontale della lussuosa Chiron. Parliamo dell’immagine di copertina, dove appare un frontale molto più aggressivo di quello che alla fine ha visto la luce. La peggiore penetrazione aerodinamica e, forse, la paura di essere troppo aggressiva hanno fatto sì che alla fine i progettisti preferissero non rischiare tanto sul frontale, che è sempre l’immagine principale, quanto sul posteriore. Gli elementi di illuminazione si vedono appena e tutto si riassume in tre grandi prese d’aria.

Troppo audace o l’attuale ti sembra un po’ insipido? Gusti personali, ma da qui crediamo che, almeno esteticamente, quello che alla fine è arrivato a Ginevra sia stato il design più azzeccato dei due.
Fonte | Motor1
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