Volkswagen Concept Supersportive
Il Lamborghini Murciélago di Volkswagen che non vide mai la luce: così è la W12 Nardò
Nel 2001 Volkswagen annunciò la W12 Nardò. Si trattava di una concept car la cui produzione non venne mai avviata, e oggi spieghiamo i motivi.

Molti veicoli sono stati dimenticati, a causa del loro scarso successo o perché semplicemente non andarono oltre l’essere una concept car. In questo secondo gruppo troviamo la W12 Nardò di Volkswagen, l’interpretazione che il marchio tedesco diede di una supersportiva. Purtroppo, la sua presenza fu breve e non raggiunse mai la linea di produzione di Volkswagen, cosa che invece accadde al suo cugino stretto, la Audi R8. Oggi analizzeremo in maggiore dettaglio le caratteristiche di questo particolare veicolo.
Agli inizi del XXI secolo Volkswagen decise di addentrarsi nel fantastico mondo delle supersportive. Più precisamente, fu al Salone di Tokyo che la W12 Nardò fece la sua comparsa, lasciando senza parole chiunque assistette alla sua presentazione. Nacque così la Volkswagen più radicale della storia, grazie alla sua audace e rivoluzionaria estetica e alla sua imponente meccanica.
Dal punto di vista esterno, ci troviamo di fronte a un veicolo concepito in modo simile alla Lamborghini Murciélago, poiché montava un potente motore in posizione posteriore e due portiere che si aprivano a forbice. Senza dubbio, il marchio tedesco creò un modello radicale e insolito per quell’epoca, che suscitò grande attesa nel pubblico. Allo stesso tempo, presentava un frontale basso e affilato, elemento che non solo conferiva sportività alla W12 Nardò, ma anche un’ottima aerodinamica.

Per quanto riguarda la meccanica, troviamo -come suggerisce il nome- con un potente W12 aspirato da 6,0 litri, capace di erogare la bellezza di 600 CV. Ciò permetteva alla Nardò di raggiungere i 100 km/h in appena 3,5 secondi e una velocità massima di 320 km/h, diventando la Volkswagen più veloce della storia se la sua produzione fosse stata avviata. Con questo veicolo, il marchio tedesco intendeva trasformarsi nell’incubo delle supersportive italiane, dimostrando di saper costruire anche auto ad alte prestazioni.
Dopo la buona accoglienza ricevuta dalla W12 Nardò, Volkswagen valutò di portarla sulle linee di produzione e realizzare una serie limitata del modello: si era pensato di costruire 150 unità fino al 2004, un’operazione simile a quella fatta dal gruppo con la Veyron. Tuttavia, quando il progetto stava per ricevere il via libera, il responsabile della compagnia respinse l’idea di rendere reale la Nardò.

L’annullamento della produzione della W12 Nardò fu dovuto alla forte evoluzione di Lamborghini e Bugatti all’interno del gruppo VAG, poiché si trattava di due marchi con maggiori possibilità di ottenere buone vendite con le loro supersportive. Senza dubbio, il modello di Volkswagen fu una scelta azzeccata e rimarrà sempre nei nostri ricordi.
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