La fabbrica di Lamborghini a Sant'Agata compie 60 anni
L’iconico stabilimento di produzione di Lamborghini compie 60 anni dalla sua fondazione nel 1963, evolvendosi nel corso degli anni ma mantenendo intatto il suo DNA
Quando Ferrucio Lamborghini decise di fondare il proprio marchio di sportive nel 1963, scelse di stabilire quella che sarebbe stata la sua nuova fabbrica a Sant’Agata Bolognese, un paese a circa 23 chilometri da Cento, la città natale di Ferrucio. Da allora, questo leggendario stabilimento è diventato il luogo di nascita di ciascuno dei modelli di Lamborghini, dalla 350 GT all’Urus.
Nelle prime immagini dell’evento di presentazione alla stampa del prototipo 350 GTV nel 1963, si poteva già osservare la struttura principale di questo stabilimento, ormai completato, che impiegò solo circa otto mesi per essere costruito, diventando uno degli impianti di produzione più moderni dell’epoca.
Fu solo nel 1966 che Lamborghini iniziò a centralizzare ulteriormente la produzione dei propri componenti, come il cambio e il differenziale. A quel tempo, le aree di produzione, gli uffici, le sale prova e l’officina di assistenza occupavano già circa 12.000 m2 di superficie totale, concentrando soprattutto i propri sforzi nel coniugare le capacità artigianali dei lavoratori con la tecnologia più avanzata disponibile.

Le prime espansioni
Il successivo passo evolutivo dello stabilimento di Sant’Agata ebbe luogo precisamente il 18 ottobre 1968, quando furono costruiti tre nuovi edifici industriali di circa 3.500 m2, creati per rafforzare le strutture produttive con un centro prove più moderno e meglio attrezzato.
Tuttavia, nonostante i miglioramenti infrastrutturali, gli anni che attendevano il marchio italiano sarebbero stati piuttosto instabili, passando dalla produzione di 425 Lamborghini nel 1971 a sole 55 vetture nel 1979 a causa della crisi economica degli anni Settanta.
Dopo alcuni anni difficili, gli anni Ottanta rilanciarono nuovamente Lamborghini impiegando nella produzione materiali come la fibra di carbonio, e arrivando persino a creare il primo prototipo con telaio in carbonio, che prese il nome di Lamborghini Countach Evoluzione.

Una crescita esponenziale
Il decennio del 1990 fu caratterizzato dalla ricerca, dallo sviluppo e dai test nel campo dei sistemi elettronici e dei nuovi materiali compositi, ma soprattutto dall’unione con Audi nel 1998, che le permise di crescere in modo esponenziale, portando la produzione a 296 vetture nel 2001 con un organico di 440 dipendenti.
Solo due anni dopo, gli impianti del marchio occupavano già una superficie di 100.000 m2, e la produzione annua superava le 1.300 automobili con un organico di oltre 624 dipendenti. Nel 2006 si registrò una crescita del 30,4% rispetto all’anno precedente e furono prodotte 2.087 vetture.
Un altro anno molto importante sia per la stessa Lamborghini che per la sua fabbrica fu il 2011, anno in cui fu lanciata l’Aventador LP 700-4, dotata di monoscocca in fibra di carbonio e sviluppata interamente a Sant’Agata. In quel periodo, Lamborghini avviò la produzione interna di “CFK – Lamborghini Carbon Production”, consolidando la posizione del marchio nel segmento delle supersportive.

Un’evoluzione in ogni senso
Nel 2015 Automobili Lamborghini inaugurò i suoi nuovi sistemi di trigenerazione e teleriscaldamento, due progetti di vitale importanza per ottenere la certificazione di neutralità in CO2 in tutto lo stabilimento.
Nel 2018 arrivò per la prima volta il modello di maggior successo del marchio attuale, la Lamborghini Urus, un modello che ha permesso al marchio di registrare i migliori risultati di vendita della propria storia per due anni consecutivi.
Ora, in occasione del programma “Direzione Cor Tauri” presentato da Stephan Winkelmann, CEO di Lamborghini, nel maggio 2021, il marchio elettrificherà l’intera gamma di prodotti tra il 2023 e il 2024. Anzi, proprio questo mercoledì 29 marzo conosceremo il primo membro elettrificato che farà parte della gamma di Lamborghini.
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