Le strade spagnole sotto esame: il 30% della nostra rete viaria non è sicuro

Antonio Roncero    @roncero_antonio    21 July 2022     2 min.
Le strade spagnole sotto esame: il 30% della nostra rete viaria non è sicuro

L’Associazione Spagnola della Strada ha presentato il suo rapporto sullo stato della rete viaria spagnola, e queste sono le principali conclusioni.

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Il deterioramento del manto stradale continua a meritare una valutazione di molto insufficiente a causa del rallentamento provocato dall'”effetto COVID”. È necessario rinnovare circa 360.000 segnali, il 65% dei quali presenta la pellicola retroriflettente scaduta. Ci sono più di 20.000 km di strade con segnaletica orizzontale che necessita di essere ridipinta…

Come riflette il rapporto sulle “Necessità di Investimento nella Manutenzione” presentato dalla Associazione Spagnola della Strada (AEC), basato sullo studio condotto nel secondo semestre del 2021, c’è molto lavoro da fare. Solo il 70% della rete viaria è sicuro, se ci atteniamo allo stato del manto stradale, della segnaletica (sia verticale che orizzontale) e degli elementi di contenimento e delineazione. C’è chi vedrà il bicchiere mezzo pieno, ma che un 30% delle strade non possa essere considerato sicuro è una cifra molto elevata.

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Infatti, dei 101.700 km auditati dall’AEC, di cui 26.400 appartengono alla rete statale e il resto a quella regionale, ben 13.000 km presentano deterioramenti dell’asfalto che possono essere considerati gravi.

Servono 10.000 milioni di euro di investimento per adeguare la rete viaria

La stima dell’AEC è che, perché la manutenzione della rete viaria possa superare l’esame, servirebbe un investimento di circa 10.000 milioni di euro, di cui 3.260 per la rete gestita dallo Stato (di 26.400 km), e quasi 6.660 per i 75.300 km amministrati dai governi regionali e foraleni.

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Bisogna tenere presente che una strada in cattivo stato di manutenzione non influisce solo sulla sicurezza degli utenti, ma fa anche aumentare il consumo di carburante, secondo l’AEC, di circa il 10 per cento. Lo studio, inoltre, rivela che meno della metà delle strade spagnole potrebbe attualmente adattarsi a una mobilità connessa, e appena il 14% presenta uno stato che potrebbe dare inizio al processo di transizione ecologica, un fattore chiave per migliorare la competitività, la qualità e la sostenibilità del nostro sistema viario.

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