Lotus prevede di cambiare completamente la filosofia dei suoi prodotti

Se si guarda alla gamma attuale e a quella degli ultimi quindici anni del costruttore britannico, si noterà che i suoi pochissimi modelli hanno caratteristiche che riflettevano molto bene il modo in cui il suo fondatore, Colin Chapman, concepiva le automobili. Elise ed Exige hanno rappresentato forme magistrali di costruire auto estremamente leggere e semplici. Ma questo sta per finire.
Il presidente di Lotus e Proton (marchio malese proprietario del primo), Datuk Mohd Nadzmi Mohd Salleh, ha tenuto una conferenza in cui ha illustrato i passi che il gruppo automobilistico compirà nei prossimi anni, con i quali spera di riportare Lotus alla redditività entro un lustro circa, sotto il nuovo slogan “La sportiva di lusso di domani, oggi”. E in cosa consistono questi piani? Li trovate oltre il salto.

Secondo il presidente di Lotus, per tornare agli utili bisognerà aumentare le vendite da 2.000-2.500 unità annue a 6.000-8.000, oltre ad aumentare il numero di paesi in cui è presente da 30 a 55. Una delle principali misure che lo renderà possibile sarà l’arrivo di un nuovo modello urbano nella gamma di Lotus, che condividerà piattaforma e tecnologia con quello di Proton e che si ispirerà all’EMAS Concept (foto in alto) disegnato da Giugiaro presentato a Ginevra quest’anno. Tuttavia, la versione con il marchio britannico avrà finiture di qualità superiore, qualcosa come la Aston Martin Cygnet e la Toyota iQ.
Altri cambiamenti in Lotus riguarderanno, come abbiamo detto all’inizio, i futuri modelli del marchio (dato che Elise, Exige ed Evora manterranno il loro concetto). Per cominciare, saranno dotate di tecnologie come trasmissioni a doppia frizione a sette rapporti, elementi aerodinamici attivi, ammortizzatori a regolazione continua, versioni ibride e con autonomia estesa, o display informativi sul cruscotto (Heads up display).

Questo equipaggiamento più ricco si tradurrà in un aumento di prezzo tra le 80.000 e le 110.000 sterline (oltre 97.000 e 134.000 euro). Inoltre, verranno impiegate tecniche di produzione più complesse e costose, per migliorare la qualità dei prodotti. Ricordiamo che questa nuova rotta di Lotus ha un obiettivo piuttosto chiaro: puntare direttamente a marchi come Aston Martin e Ferrari.
Non a caso Lotus ha reclutato professionisti come gli ex direttore del design ed ex direttore delle vendite e dello sviluppo commerciale dell’italiana, Donato Coco e Andreas Prillmann, oppure il responsabile del marketing e dello sviluppo di rete di Aston Martin, Andreas Schlegel. Sembra che qualunque cosa Lotus presenterà a Parigi potrebbe lasciare senza parole anche lo scettico più incallito.
Via | Autocar
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