Prova BMW M850i xDrive: una coupé difficile da migliorare
È stato terribile dover riconsegnare l’auto a BMW Spagna e tornare alla dura realtà. La Serie 8 di BMW e in particolare questa M850i xDrive rappresentano la perfezione di ciò che dovrebbe essere la migliore coupé: grande e sportiva, elegante, molto tecnologica e con una dinamica impeccabile. Sicuramente ha qualcosa di negativo…
BMW quasi non ci sorprende mai. Anzi, mai. Sono sempre al massimo livello, e questo è molto apprezzabile. Ma con questa auto ci hanno davvero lasciati senza parole, immaginando, non senza un certo timore, ciò che potrà offrire il M8 che deve ancora arrivare, anche se questo è un argomento per un’altra prova.
Per valutare la M850i xDrive la cosa migliore sarebbe iniziare elencando tutto ciò che non ci piace… il bagagliaio è addirittura grande per questo tipo di auto, c’è sempre il prezzo, ma questo è da poveri, me lo dissero già molti anni fa, quando scrivevo per la rivista Ferrari in Spagna. Quindi, non trovo alcun difetto.
La BMW M850i xDrive è una grande gran turismo a 2+2 posti, di grandi dimensioni ed eleganza, capace di soddisfare il guidatore più esigente. Ha tutto e fa tutto bene.
L’attuale Serie 8 offre fino a otto varianti tra carrozzerie coupé e cabrio, senza dimenticare la Gran Coupé a quattro porte che deve ancora arrivare sul mercato. Ci sono motori a benzina da 340 e 530 CV e un diesel da 320 CV. Tra questi abbiamo scelto la M850i xDrive, che sicuramente ha potenza più che sufficiente per conquistare e riunisce tutto ciò che chiediamo a una grande coupé.
Un motore V8 che incanta
La M850i xDrive ci sembra l’opzione perfetta, ultrasportiva e più equilibrata di una gamma d’élite di BMW. Il motore è un V8 biturbo da 4,4 litri di impostazione scultorea, con due alberi a camme che agiscono sulle 32 valvole di aspirazione e scarico per generare i dichiarati 530 CV a 5.500 giri/min, insieme a una coppia di 750 Nm già a soli 1.800 giri/min. Con cifre del genere è facile immaginare la capacità di accelerazione di quest’auto che, nonostante le sue due tonnellate di peso, non mostra né ha zone di scarso rendimento, né momenti di attesa né nulla di simile.

Il suo funzionamento è quasi come un interruttore: on/off. Se si preme l’acceleratore, la potenza arriva a piacimento, sempre con la dose scelta, con progressività e persino dolcezza, oppure con la violenza sufficiente a far sentire la pressione sul collo e a far affondare i passeggeri nei comodi sedili.
Quando parliamo di questa “violenza”, bisogna ricordare che si tratta di un’auto che, nonostante ciò che indica la bilancia, completa lo 0-100 km/h in appena 3,7 secondi e in poco più raggiunge i 250 km/h, la sua velocità massima, limitata elettronicamente.

Il motore è di una raffinatezza estrema per morbidezza, bassa rumorosità e capacità di spinta, e volendo mettere in evidenza tutto ciò che ci piace, possiamo includere anche i consumi. Perché con un piede leggero è possibile scendere a dieci litri ogni cento chilometri, anche se non è facile. Il più semplice è aggirarsi sui dodici litri ogni 100 km e, godendo di ciò che offre, è difficile scendere sotto i 15 litri sulla stessa distanza. In ogni caso, è un consumo più che ragionevole se ricordiamo che si tratta di un brutale V8 biturbo da 4,4 litri che trascina più di due tonnellate con l’agilità di una leggera GTi.

L’imponente motore è abbinato in modo azzeccato a un cambio automatico con comando sequenziale e palette al volante a otto rapporti, che è anch’esso una vera delizia. È un cambio ZF che svolge il suo compito in modo eccellente. Molto fluido nel funzionamento, al punto che quasi non si avvertono i cambi, e allo stesso tempo energico e sportivo quando lo si sollecita al massimo.
Usando le palette si può praticare una guida sportiva da vera Formula 1, con tempi di risposta minimi e un risultato impeccabile. Ce ne sono di più rapidi, ma non molto migliori. Con un motore e un cambio simili potrebbe sembrare che tutto sia già detto, ma è proprio da questo punto in poi che la BMW inizia a mostrare davvero ciò che è.
Trazione integrale per la massima efficacia
La trazione integrale variabile e un telaio impeccabile, quasi futuristico per la sua tecnologia, così efficace da sembrare intelligente, così intuitivo da dare l’impressione di anticipare ciò che il conducente desidera o pensa, è ciò che fa davvero la differenza.

Sulla consolle, accanto al pomello del cambio, il conducente dispone di una serie di pulsanti che trasformano la dinamica di guida della BMW. Può scegliere tra EcoPro, Comfort, Sport e Sport Plus, che sono le diverse modalità di utilizzo. Si tratta di un completo controllo elettronico che interviene su tutto, dagli ammortizzatori alla gestione elettronica del motore. La trasformazione è spettacolare.
Il sistema di sospensioni, a ruote indipendenti davanti e dietro, impiega ammortizzatori attivi a durezza variabile, sensibili alle indicazioni delle diverse modalità e anche al modo di guidare dell’utente e persino al tipo di strada su cui si viaggia. In funzione della modalità selezionata, cambiano la gestione elettronica del motore e del cambio, la sensibilità dell’acceleratore, il controllo di trazione, la ripartizione della coppia tra i due assi, la strumentazione digitale e persino l’angolo di sterzata delle ruote posteriori, che sono sterzanti e in gran parte responsabili del fatto che sia un’auto così agile.

In modalità convenzionale la trazione è sulle ruote posteriori, anche se l’avantreno riceve sempre almeno il cinque per cento della coppia. In base allo slittamento delle ruote rilevato dal sistema di controllo elettronico, questo si occupa di inviare all’avantreno tutta la coppia necessaria, ricorrendo inoltre a un efficace differenziale posteriore attivo a slittamento limitato, che si occupa di distribuire la coppia tra entrambe le ruote.
Prestazioni eccezionali: i 3,7 secondi nello 0-100 e la facilità con cui raggiunge i 250 km/h dicono tutto.
Con una simile artiglieria, volare in autostrada non ha il minimo merito. Si potrebbe dire che il suo habitat ideale è l’autostrada, e lì la BMW M850i xDrive può mantenere velocità fuori dai limiti della logica con estrema facilità, ma la cosa più sorprendente è che non solo non si rimpicciolisce nei tratti più tortuosi, ma in realtà si muove come un pesce nell’acqua nonostante le sue dimensioni e il suo peso.
Oltre al treno posteriore sterzante, che aiuta molto, non bisogna dimenticare che monta barre stabilizzatrici attive, che ottengono un risultato simile a quello della sospensione attiva, evitando in gran parte le inclinazioni laterali.
Questo sistema di controllo elettronico conferisce alla dinamica dell’auto un’eccellente sportività, che richiede solo di appoggiarsi su gomme eccellenti montate su cerchi da 20 pollici e su freni altrettanto potenti, con dischi anteriori da 395 mm e pinze a quattro pistoncini, perché il comportamento di questa BMW M850i xDrive sia valutato, quasi obbligatoriamente, come semplicemente eccezionale.

Inoltre porta la M di BMW Motorsport nel suo nome, in attesa che un giorno arrivi una travolgente M8. Questo dice molto di quest’auto, anche se in questo caso la M si intuisce più dalla tecnologia applicata, da qualche dettaglio decorativo e dalla fibra di carbonio quasi a piacimento. Nella nostra unità, oltre allo spoiler, ai labbri inferiori e all’alettone, la fibra di carbonio era presente in modo massiccio anche sul tetto, il che permette di abbassare il baricentro in modo deciso, e questo si percepisce anche in un notevole miglioramento dinamico.

Il prezzo, 140.400 euro, è alto, ma quasi sembra adeguato dato il livello tecnologico sviluppato e ciò che ottiene e offre, al di là di optional costosi come il tetto in fibra di carbonio, il pomello del cambio in cristallo intagliato o l’impianto audio firmato Harman & Kardon… Sinceramente non toglierei nulla. Mi sembra un’opera d’arte.
Galleria fotografica BMW M850i
Fotografia: P. Morera e BMW
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