Honda HR-V Compatte Foto Prove
Prova Honda HR-V Executive 1.6 i-DTEC; uno per tutti

Questa settimana su Highmotor abbiamo con noi una di quelle auto che potrebbero perfettamente rappresentare il concetto di “tuttofare”.
Parliamo della Honda HR-V, un piccolo crossover spinto in questo caso da un motore diesel 1.6 i-DTEC e dotato della finitura più alta, la Executive.
La Honda HR-V non è una novità. All’inizio del secolo la casa giapponese lanciò la prima generazione dell’HR-V sotto forma di compatta dalle aspirazioni da fuoristrada. Non fu un modello molto popolare sul mercato spagnolo a causa del suo stile bizzarro e dei suoi motori, unicamente a benzina. Tuttavia, quell’HR-V così primitivo tracciò già la strada dell’HR-V che conosciamo oggi.
Design esterno
La Honda HR-V attualmente in commercio è sul mercato da poco più di sei mesi. Si tratta, quindi, di un modello ancora poco visto, che attira l’attenzione per le sue forme insolite. Il frontale integra una modanatura in finitura nera lucida che corre sia lungo la griglia superiore sia nella zona della targa. Non manca il logo della marca, di dimensioni piuttosto moderate.
I gruppi ottici sono relativamente grandi, ma si armonizzano bene con le linee del resto dell’auto collegando correttamente il frontale con i parafanghi anteriori. Integrano la luce diurna, sotto forma di striscia LED. In questa versione Executive anche la luce anabbagliante è affidata alla tecnologia LED, mentre la luce di profondità e le frecce ricorrono ancora alle lampadine alogene.
Nella parte inferiore del frontale, due piccole modanature di forma allungata collocate alle estremità integrano i fendinebbia, rafforzando l’immagine di larghezza e robustezza. Nella parte centrale, una nuova apertura con finitura a griglia a nido d’ape completa un muso ben proporzionato.

L’HR-V misura 4,29 metri di lunghezza, 1,77 metri di larghezza e 1,60 metri di altezza
La vista laterale è quella classica dei crossover compatti che abbondano oggi sulle nostre strade. Le barre sul tetto, in finitura metallica, suggeriscono un utilizzo familiare dell’auto. La superficie vetrata è piuttosto equilibrata e disegna una sorta di onda che termina in una modanatura nera sul montante C, dove si nasconde anche la maniglia per aprire le portiere posteriori, come sulle Alfa Romeo 147 o sulle Seat Leon II.
La lamiera disegna un paio di linee di tensione che salgono progressivamente dal frontale verso la parte posteriore, il che, unito a sottoscocca e passaruota finiti in plastica nera e cerchi in lega da 17″ in finitura bicolore contribuisce a offrire un’immagine robusta e da fuoristrada dell’HR-V, molto in linea con il segmento.
Nella parte posteriore non manca un paraurti con protezioni in plastica nera integrate, dove troviamo anche i fendinebbia incassati. Il portellone del bagagliaio è di grandi dimensioni e la sua apertura risulta molto semplice. La targa è collocata al centro. I gruppi ottici posteriori, che in questa versione hanno un design interno leggermente diverso da quello delle altre versioni, sono ben integrati e contribuiscono al disegno della coda, dove la carrozzeria disegna con le sue linee una sorta di semicirconferenza.

Design interno
Passando all’interno, l’originalità prende il sopravvento. L’HR-V non nasconde le sue origini giapponesi, nel bene e nel male. Il lato positivo è che si trova subito una buona posizione di guida, così come dettagli utili e apprezzati, come la doppia presa USB o l’abbondanza di vani portaoggetti. Il lato negativo è l’inaccessibilità di alcuni comandi, collocati dietro il volante o dietro il tunnel centrale, o l’inutile difficoltà di alcuni menu sia nel computer di bordo sia nel sistema multimediale.
Il design della plancia è pensato perché il protagonista sia il conducente. Tutto è leggermente orientato affinché il conducente si trovi più a suo agio e più concentrato rispetto agli altri occupanti dell’auto. La parte frontale della plancia integra la strumentazione, molto ben decorata con colori e di facile lettura, lo schermo multimediale Honda Connect e le bocchette di aerazione, di gusto estetico discutibile sul lato del passeggero.
Si nota positivamente la posizione della leva del cambio, che è davvero a portata di mano grazie a una consolle centrale rialzata che, d’altra parte, lascia libero un ampio spazio dove sono collocate le porte USB e HDMI, così come le prese da 12 V. I materiali utilizzati sono modesti, perché non ci sono plastiche morbide se non quelle usate nella parte frontale della plancia, rifinite con una sorta di cucitura piacevole al tatto.

Tuttavia, Honda ha risolto in modo molto intelligente questa caratteristica, poiché le superfici che gli occupanti -e in particolare il conducente- toccano il 99% del tempo sono ben rifinite e molto piacevoli al tatto. Sia il volante sia il pomello della leva del cambio sono rivestiti in pelle, i pannelli delle portiere sono rifiniti in una sorta di tessuto imbottito e i braccioli sia delle portiere sia quello centrale sono ricoperti in materiale morbido.
Ci sono però dettagli di finitura molto migliorabili, come la debole unione del rivestimento del tetto con il parabrezza, dove con un po’ di insistenza si può infilare un dito. Inoltre, il ripiano che protegge il bagagliaio da sguardi indiscreti si alza molto poco quando apriamo il portellone, cosicché, quando ci chiniamo per caricare qualcosa, è possibile che finiamo per urtarci la testa contro di esso.
Honda ha optato per superfici touch senza pulsanti sia per il sistema multimediale sia per il climatizzatore. Questo ha il suo lato buono, perché libera la plancia da pulsanti e interruttori, e i suoi lati meno buoni, perché ostacola alcune operazioni che dovrebbero essere semplici, come alzare o abbassare il volume dell’impianto audio. In ogni caso, il modulo del climatizzatore -bizona in questa versione- è meglio risolto, con superfici touch di buone dimensioni e una superficie abbastanza resistente alle impronte e allo sporco.

L’interno dell’HR-V è molto Honda. Materiali ben assemblati e uno spazio sorprendente per le dimensioni dell’auto
I sedili sono molto comodi, rivestiti in pelle sui fianchi e sui poggiatesta e in tessuto nella parte centrale. Quelli anteriori hanno il riscaldamento a due livelli in questa finitura. Parlando di sedili, l’abitacolo di questa Honda, come ci ha abituato la casa giapponese con i suoi ultimi modelli, è davvero spazioso, soprattutto se si considerano le dimensioni esterne dell’auto.
L’HR-V si distingue per i posti posteriori, dove ogni misura è più propria di un segmento superiore, quindi tre occupanti potranno viaggiare senza stringersi. Inoltre, i sedili posteriori sono dotati del sistema Honda Magic Seat System, che consente di sganciare la parte inferiore della panchina affinché il pavimento risulti completamente piatto ma separato dal bagagliaio, dando vita a una superficie piana con un’altezza di carico molto efficace. Molto utile se vogliamo trasportare, per esempio, una pianta di dimensioni generose. Questa caratteristica è resa possibile dal fatto che il serbatoio del carburante, da 50 litri, è collocato sotto il sedile del conducente.
Il bagagliaio dell’HR-V offre una capacità di 470 litri, ampliabili tramite un doppiofondo e il ribaltamento degli schienali fino a un totale di 1.533 litri, cifre che lo collocano in testa al segmento. L’illuminazione è scarsa, perché c’è solo una plafoniera poco potente, collocata su un lato.

Dinamica di guida
I ragazzi della Honda hanno previsto due motori per la gamma dell’HR-V nel nostro paese, uno a benzina e uno diesel. La nostra unità montava il motore più richiesto e popolare, il 1.6 i-DTEC diesel, abbinato a un cambio manuale a 6 marce. Questo propulsore eroga 120 CV a 4.000 giri e 300 Nm a 2.000 giri. Omologa un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 10 secondi netti, raggiungendo una velocità massima di 192 km/h.
Nella vita reale, il 1.6 della Honda è uno dei migliori diesel della sua cilindrata, se non il migliore in assoluto. Molto fine, quasi non lascia percepire il suo carattere diesel. Spinge con forza fin dai bassi regimi e allunga in modo notevole fino a superare i 4.000 giri, momento in cui conviene salire di marcia. Nei viaggi si rivela un ottimo mezzo da lunga percorrenza grazie alla sua capacità di spinta anche in sesta marcia, che evita di dover usare il cambio di frequente, cosa che finiremo per fare con piacere grazie alla sua ottima precisione e alla corsa corta.

Senza alcun dubbio, il motore 1.6 i-DTEC è uno dei migliori diesel della sua cilindrata
Oltre a una buona erogazione, il motore 1.6 Honda si distingue soprattutto per i suoi consumi bassissimi. Il dato omologato indica 4,4 litri nel ciclo urbano, 3,9 litri nel ciclo extraurbano e 4,1 litri come valore misto. È evidente che non raggiungeremo cifre del genere, ma in autostrada, a 100-110 km/h, è facile mantenersi sui 4,2-4,5 litri indicati dal computer, valore che non supera i 5 litri sulle strade veloci. In città si aggireranno intorno ai 6 litri senza grande difficoltà, aiutati anche da uno Start&Stop ben funzionante. Nei 1.500 km di prova, il computer ha indicato un consumo finale di 5,2 litri/100 km.
L’HR-V è costruito in forma di “Frankenstein”. In termini pratici, la piattaforma è quasi la stessa usata dalla Jazz, il motore proviene dalla Civic e il cambio arriva dalla Accord americana. Dal punto di vista meccanico, l’HR-V monta uno schema di sospensioni “convenzionale”, con McPherson all’asse anteriore e ruota trainata con barra di torsione per la parte posteriore. La taratura dell’ammortizzazione è buona, assorbe le irregolarità del terreno senza che la carrozzeria oscilli eccessivamente. L’impianto frenante -quattro dischi- arresta correttamente l’auto. La risposta dello sterzo è quella tipica dei tempi che corrono, poco informativa.
Una volta in movimento è piacevole constatare che, per esempio, la visibilità è molto buona grazie a una superficie vetrata sufficiente, a montanti non troppo invadenti, a retrovisori di generose dimensioni e a una posizione di guida un po’ più alta di quella di una berlina convenzionale.

Quanto costa l’esemplare che vedi?
L’unità che la casa ci ha fornito per questa prova monta l’allestimento più completo, denominato Executive. Il prezzo di 28.500 € è senza alcuno sconto ma con le tasse incluse. In linea di principio è un prezzo piuttosto alto per un veicolo collocato a metà strada tra il segmento B e il C, ma la sua dotazione è davvero ampia.
L’HR-V include, per esempio, fari a LED, sensori di luce e pioggia, sistema di accesso e avviamento senza chiave, tetto panoramico apribile, sistema di frenata d’emergenza in città e avviso di cambio corsia, lettore dei segnali con limitatore intelligente di velocità, cerchi in lega da 17″, sensori di parcheggio anteriori e posteriori con telecamera per la visione posteriore, climatizzatore bizona, rivestimento misto pelle-tessuto, sedili anteriori riscaldati, navigatore Garmin o Mirror Link, lasciando come unica opzione la vernice metallizzata al prezzo di 550 €. Pertanto, l’unità mostrata nelle immagini ha un prezzo finale di 29.050 €.
Gamma e allestimenti
Tuttavia, non è necessario spendere quasi 5 milioni delle vecchie pesetas per accedere alla gamma HR-V, disponibile da 21.900 €:
- HR-V Comfort 1.5 i-VTEC 130 CV 21.900 €
- HR-V Comfort 1.6 i-DTEC 120 CV 23.700 €
- HR-V Elegance 1.5 i-VTEC 130 CV 23.800 €
- HR-V Elegance 1.5 i-VTEC 130 CV CVT 24.800 €
- HR-V Elegance 1.6 i-DTEC 120 CV 25.600 €
- HR-V Executive 1.5 i-VTEC 130 CV 26.700 €
- HR-V Executive 1.5 i-VTEC 130 CV CVT 27.700 €
- HR-V Executive 1.6 i-DTEC 120 CV 28.500 €

Fotografia | Daniel Valdivielso
Scheda tecnica di questa auto
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