Prova SEAT Ibiza 2018 1.0 MPI Reference Plus: accordo di minimo

Daniel Valdivielso    @valdi92    11 December 2017     9 min.
Prova SEAT Ibiza 2018 1.0 MPI Reference Plus: accordo di minimo

Abbiamo provato in Highmotor uno dei bestseller più noti, la SEAT Ibiza, abbinata al motore d’accesso, un 1.0 MPI da 75 CV con allestimento Reference Plus.

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Questa settimana nella sezione prove di Highmotor abbiamo con noi uno dei modelli più conosciuti e apprezzati dal mercato nazionale.

L’utilitaria Ibiza di SEAT ha raggiunto la maturità con la sua nuova generazione, e la mettiamo alla prova nella versione 1.0 MPI con allestimento Reference Plus.

Design esterno

L’Ibiza è un modello molto conosciuto, soprattutto in Europa, il suo principale mercato. La city car spagnola, con più di 30 anni di storia, ha saputo adattarsi ai tempi, evolvendosi da un modello base, di approccio puramente funzionale, fino a diventare una delle citycar più avanzate e complete del segmento.

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La nuova Ibiza, presentata all’inizio del 2017, non può -né vuole- nascondere il proprio DNA: il suo design esterno attinge chiaramente alle linee del fratello maggiore, la compatta León. Questo processo di “crescita” non riguarda solo l’Ibiza, dato che la maggior parte delle citycar sta spostando i propri design verso linee più simili a quelle del segmento C.

Il frontale dell’Ibiza è, probabilmente, la parte più simile alla León. Il muso della nuova Ibiza conferisce più imponenza che mai, con una calandra ormai tipica del marchio e gruppi ottici praticamente identici a quelli della León, che a seconda dell’allestimento possono montare per la prima volta la tecnologia Full LED sul modello del marchio spagnolo.

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Con un paraurti molto avvolgente, le modanature in posizione verticale situate alle estremità conferiscono ampiezza visiva all’insieme, integrando inoltre i fari per la luce antinebbia. Spicca l’accattivante trama delle modanature e delle prese d’aria, che aumenta la sensazione di qualità dell’insieme.

La vista laterale dell’Ibiza è simile a quella della sua predecessora, con due linee di tensione molto marcate che convergono all’altezza delle maniglie delle portiere, più una terza linea ascendente posizionata nella parte inferiore delle stesse, con andamento ascendente.

La superficie vetrata, di nuovo con aspetto ascendente, ha forme simili a quelle della sua predecessora, garantendo luce sufficiente all’abitacolo e terminando in un terzo lunotto di protezione sul montante C. I cerchi in lega, nella nostra unità da 15 pollici, sono semplici e funzionali, essendo disponibili anche da 18″ come optional. Gli specchietti esterni, praticamente identici a quelli della León, integrano per la prima volta sul modello la freccia laterale.

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La nuova Ibiza è lunga uguale (4,06 metri), ma il passo è aumentato di 10 cm fino a 2,56 metri

La coda dell’Ibiza è, anche in questo caso, molto simile a quella della sua antenata, con forme leggermente più marcate e spigolose. I gruppi ottici mantengono forma e posizione, anche se a seconda dell’allestimento possono integrare la tecnologia LED. Un lunotto posteriore di generose dimensioni assicura una buona visibilità posteriore.

Il paraurti integra inoltre un falso diffusore che conferisce al retrotreno un tocco sportivo molto gradevole alla vista. In questa variante, le uscite di scarico sono nascoste, e non abbiamo nemmeno modanature che le imitino, un aspetto che sarà un punto a favore per alcuni clienti.

Design interno

L’abitacolo della nuova SEAT Ibiza ha fatto un grande passo avanti in termini di immagine. Se quello precedente aveva un design un po’ insipido e piatto, il nuovo si è evoluto fino a raggiungere una maturità che permetterà di conquistare utenti di profilo più serio e formale. Senza dubbio, una buona notizia per il marchio.

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Le linee dritte e marcate dell’esterno si ritrovano nell’interno, dove troviamo una plancia leggermente orientata verso il conducente, con una postazione di comando semplice da gestire, in cui l’ergonomia è stata studiata per consentire un buon utilizzo di tutti i sistemi del veicolo.

La qualità costruttiva è buona, dato che non si avvertono rumori parassiti e gli accoppiamenti tra i componenti sono corretti. Tuttavia, la nuova Ibiza non dispone all’interno di alcun tipo di rivestimento plastico imbottito, ovvero tutto l’abitacolo è realizzato con plastiche rigide, con una resa visiva povera. Ad onor del vero, i braccioli delle portiere anteriori hanno un materiale sintetico imbottito; qui finiscono i comfort, almeno in questo allestimento Reference.

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Questa sensazione visiva si impoverisce ulteriormente in questa linea di allestimento a causa dell’uso della plastica rigida e ruvida anche per il pannello frontale della plancia, che negli altri allestimenti può essere verniciato. Inoltre, la nostra unità montava volante e pomelli in plastica, così come maniglie delle portiere in plastica nera, trasmettendo una sensazione di semplicità, di “auto economica”.

La già citata sensazione di auto economica dovuta alla decorazione della plancia è compensata da dettagli come la morbidezza con cui si azionano tutti i comandi, in particolare i comandi a leva per le frecce e i tergicristalli. I sedili, rivestiti in tessuto grigio e nero, sono sufficienti per spostamenti brevi, ma la mancanza di imbottitura e di sagomatura dei fianchi fa sì che i viaggi lunghi non siano comodi quanto potrebbero.

L’Ibiza presenta anche qualche carenza di comfort. Un esempio è la mancanza di una plafoniera per i posti posteriori, così come l’assenza di maniglie al soffitto, nemmeno nella parte anteriore. Naturalmente, né le cornici delle portiere né quella del bagagliaio sono rivestite, lasciando a vista la lamiera verniciata.

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La strumentazione è molto semplice, con due grandi quadranti analogici e indicatori digitali per il contagiri e il tachimetro. Un display centrale monocromatico svolge la funzione di computer di bordo, fornendo informazioni sul viaggio o sullo stato del veicolo.

La abitabilità interna è buona, e si nota il cambio di piattaforma rispetto alla versione precedente. I posti posteriori sono ora più comodi e più ampi, sia in spazio per le gambe sia in altezza libera sotto il tetto. Il bagagliaio, dal canto suo, cresce fino a raggiungere i 355 litri, collocandosi come uno dei più capienti del suo segmento. Inoltre, gli schienali dei posti posteriori possono essere abbattuti, anche se la superficie di carico non risulta del tutto piana.

Dinamica di guida

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L’Ibiza nasconde sotto la carrozzeria una nuova piattaforma modulare denominata MQB A0. Questa piattaforma deriva dalla MQB utilizzata da numerosi modelli del Gruppo Volkswagen, opportunamente configurata per veicoli più piccoli. L’Ibiza è stata, di fatto, il primo modello del gruppo a utilizzarla, seguita dalla Polo, anch’essa di recentissimo debutto.

Meccanicamente, “la nostra” Ibiza era equipaggiata con il motore d’accesso della gamma, un 1.0 MPI da 75 CV e 95 Nm, un propulsore semplice e affidabile, con architettura a tre cilindri in linea, abbinato a un cambio manuale a 5 marce. È vero che le prestazioni non sono brillanti, ma la fluidità di questo propulsore è più che degna di nota, soprattutto trattandosi di un motore a tre cilindri, più predisposto alle vibrazioni per la sua stessa concezione.

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I dati ufficiali parlano da sé: da 0 a 100 km/h in 14,7 secondi, con una velocità massima di 167 km/h. I consumi sono, almeno quelli omologati, piuttosto contenuti, con un valore urbano di 6,0 litri/100 km, 4,3 litri/100 km nel ciclo extraurbano e un valore misto di 4,9 litri/100 km. Nel nostro caso, dopo 1.500 km di prova in ogni tipo di scenario, il veicolo ha registrato un consumo medio da computer di bordo di 6,1 litri/100 km, mantenendo in ogni momento una guida tranquilla.

La nuova piattaforma ha giovato molto all’Ibiza, che ora è un veicolo più stabile e solido. Sembra, di fatto, un veicolo del segmento C. L’agilità del telaio si manifesta in ogni momento, con un’ammortizzazione ben calibrata che offre comfort senza perdere vivacità. Peccato che, almeno in questa occasione, il propulsore non l’abbia assecondata troppo.

Il funzionamento di tutti i componenti meccanici dell’Ibiza è molto morbido, si tratti dello sterzo (a servoassistenza elettrica) o dell’impianto frenante, oltre a un cambio dal buon tatto e corse brevi, elemento che giova alla agilità di marcia poiché, con questo propulsore, è necessario usare spesso il cambio.

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Una volta in movimento, l’Ibiza dimostra che il telaio, costituito da una scocca monoscocca sensibilmente più rigida della precedente e da sospensioni con McPherson anteriori e assale a ruote interconnesse posteriore, è decisamente superiore al propulsore, che dà il meglio di sé una volta superati i 3.000 giri. I rapporti corti della trasmissione aiutano a mantenere la velocità, anche se a volte è inevitabile perdere spinta e velocità se non si ricorre al cambio.

Sorprende la buona illuminazione offerta dai suoi fari alogeni sia con anabbaglianti sia con abbaglianti, così come un’insonorizzazione molto ben riuscita, che fa sì che a 120 km/h il suono del propulsore sia impercettibile, un funzionamento che non riusciremo a rilevare nemmeno al minimo.

Gamma e versioni: quanto costa l’unità che vedi?

L’Ibiza è uno dei prodotti più importanti di SEAT, e la casa spagnola lo sa. Per questo cura il suo modello di punta con una gamma estesa di motori diesel, benzina e alimentati a gas naturale. A benzina le opzioni tra cui scegliere sono quattro: 1.0 MPI 75 CV, 1.0 EcoTSI da 95 e 115 CV e, infine, il recentissimo 1.5 TSI Evo da 150 CV, riservato alle versioni FR.

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A diesel le opzioni disponibili sono tre, tutte basate sullo stesso blocco 1.6 TDI a quattro cilindri, selezionabile con 80, 95 o 115 CV. Inoltre, è possibile optare per un propulsore in grado di funzionare con gas naturale compresso, denominato 1.0 TGI, con una potenza di 90 CV. Non mancano i cambi manuali a 5 e 6 rapporti, così come una trasmissione automatica a doppia frizione DSG a 7 rapporti.

Anche l’equipaggiamento dell’Ibiza si è evoluto in modo notevole in questa nuova generazione. Tra gli elementi più rilevanti, tutti di nuova concezione, spicca un nuovo sistema di infotainment con schermo touch fino a 8″, impianto audio Beats, cruise control attivo, illuminazione interna ambientale o fari Full LED.

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La nostra variante, lo ricordiamo, con allestimento Reference Plus, disponeva di serie di aria condizionata, chiusura centralizzata con telecomando, sensore di luce, ESP, computer di bordo, connessione USB o frenata automatica di emergenza in città con rilevatore di pedoni.

Con un prezzo di partenza di 11.760 € (sconti inclusi), la nostra unità montava come optional il Pacchetto Inverno (350 €), cruise control+rilevatore di stanchezza (160 €), fendinebbia con funzione cornering (190 €), cerchi da 15″ (400 €), sedile posteriore ribaltabile in due parti (120 €), vernice metallizzata Grigio Pirineos (430 €), sensore di parcheggio posteriore (250 €) e alzacristalli posteriori elettrici (150 €), il che porta a un prezzo finale di 13.840 €.

Scheda tecnica di questa auto


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