Audi mette alla prova con la realtà virtuale situazioni critiche per i veicoli autonomi
Mentre altri marchi testano la loro tecnologia autonoma in situazioni reali, Audi lo fa in ambienti virtuali, riproducendo molteplici scenari e pericoli

Da Audi siamo ormai abituati a utilizzare gli ultimi progressi tecnologici per sviluppare i suoi veicoli, in questo caso quelli autonomi, nei quali non solo Audi, ma anche molti altri marchi concentrano oggi gran parte delle proprie risorse. Il marchio di Ingolstadt, ad esempio, ci aveva già mostrato alla fine del 2016 uno dei suoi progressi in questo campo, il suo sistema di Parcheggio Automatico Intelligente.
Ora vogliono mostrarci come Audi stia sviluppando la tecnologia che permetterà ai futuri veicoli autonomi di circolare senza pericolo, ovvero anticipare quelle situazioni che potrebbero causare un incidente, soprattutto in un ambiente urbano, dove i pericoli possono essere completamente diversi a ogni metro percorso dall’auto. E, a dire il vero, credo che questo sia uno dei fattori che più preoccupano i consumatori finali.

Ma a differenza di quanto altri marchi stanno già facendo, ossia mettere in circolazione veicoli autonomi in prova in diverse città del mondo, Audi lo fa per il momento in un ambiente virtuale, dove le scene possono essere cambiate a piacimento. Per farlo ricorrono alla realtà virtuale e alla stessa tecnologia di simulazione utilizzata per i videogiochi.
Attualmente l’ingegnere di ambienti virtuali di Audi Andreas Kern e lo sviluppatore di videogiochi Ralph Stock stanno lavorando al Audi Electronics Venture nella simulazione dell’assistente agli incroci, una funzione che da Audi indicano non essere lontana dall’introduzione nelle vetture di serie. Per farlo utilizzano un dispositivo che hanno denominato Virtual Engineering Terminal (VET), con il quale possono realizzare simulazioni delle nuove tecnologie che si trovano ancora nella fase di prototipo.

L’esempio che ci propongono è quello di una Audi che si avvicina a un incrocio, dove un grande edificio blocca la visuale frontale del veicolo, ma una doppia freccia rossa e un segnale sonoro avvertono insistentemente il conducente di un potenziale pericolo in arrivo: i sensori radar hanno rilevato un veicolo che si avvicina da dietro l’edificio, per cui la Audi può iniziare la frenata con sufficiente anticipo per evitare un incidente.
Ogni volta che il modello in scala si muove sulla superficie del VET, su un monitor da 65 pollici viene rappresentato il Audi Virtual Cockpit e un ambiente generato al computer, che si adatta con estrema precisione a tutti i movimenti. Il settore dei videogiochi ha un’enorme esperienza in questo ambito; di fatto, questo tipo di sviluppi è alla base di molti videogiochi, ed è per questo che marchi come Audi vogliono trarne vantaggio e imparare da essa.
Ma questo non significa che Audi intenda abbandonare i test con auto reali, tutt’altro: il problema è che oggi i sistemi connessi sono ancora enormemente complessi da realizzare con auto reali in ambienti reali. Così, in questo modo, Audi può eseguire e ripetere infinite volte tutti gli scenari che gli vengono in mente senza dipendere in ogni momento da auto reali.
Fonte | Audi
Deja un comentario


Peugeot E-208 GTi: un giocattolo a batteria che recupera lo spirito delle sportive degli anni Ottanta
Nuovo Lexus ES: il lusso cresce e diventa elettrico
Primo contatto con la Dacia Sandero Hybrid 155: potenza ed efficienza a partire da 19.890 euro