Audi SQ5 Sportback TDI quattro: abbiamo provato il SUV tuttofare
Una vistosa carrozzeria SUV dal look coupé, un potente motore TDI da 341 CV che per prestazioni sportive non sembra affatto un diesel, trazione quattro, etichetta ECO… la Audi SQ5 Sportback ha tutto.

Le versioni “S” della Audi hanno un fascino particolare. Sono auto che puntano sulla sportività, ma senza ostentarla troppo: per quello ci sono le RS, come questa Audi SQ5 Sportback. Praticamente potresti scorrere il listino delle opzioni e configurare una Audi Q5 Sportback con motore base per farla somigliare alla SQ5. Ma non sarebbe una Audi “S”.
Questa Audi SQ5 Sportback è, a mio avviso, una delle vetture che meglio interpretano lo spirito delle versioni S del marchio dei quattro anelli: confortevole e versatile per l’uso quotidiano, ma capace di strapparti un sorriso a trentadue denti ogni volta che indossi i guanti da guida. Ti permette perfino qualche piccola avventura fuori dall’asfalto!
La Audi SQ5 Sportback TDI e i suoi possibili rivali
Il cocktail ha di tutto: carrozzeria SUV con linea coupé, ma con un abitacolo e un bagagliaio molto pratici; un motore turbodiesel che non sfigura su una sportiva né per prestazioni né per sonorità, capace di far correre molto la SQ5 consumando pochissimo; e un telaio magnificamente messo a punto. Per completare il quadro, grazie all’ibrido leggero la Audi SQ5 sfoggia la etichetta ECO della DGT, con tutti i vantaggi che ne derivano, e non sono pochi.
Certo, tutto questo ha un costo: la SQ5 TDI ha un prezzo già rispettabile, a partire da 79.200 euro, e da 83.300 euro in questa versione con carrozzeria Sportback. Nell’ambito della propria gamma, un’alternativa possibile sarebbe la Q5 55 TFSIe quattro ibrida plug-in, da 367 CV, con partenza da 76.000 euro. Entrambe sono lontane dai 60.000 euro della scelta “ragionevole”, la 40 TFI quattro da 204 CV. Puoi “vestirla” quasi come la SQ5 con l’allestimento Black Line, ma ci si spinge già sui 66.000 euro. E non si avvicina, nemmeno lontanamente, alle qualità dinamiche della SQ5.

Come puoi immaginare, non è facile trovare auto che riuniscano tutte queste caratteristiche. In effetti, mi viene in mente solo una: il suo rivale naturale, la BMW X4 M40d, con 340 CV e disponibile da 77.600 euro. Restando nel segmento dei SUV, un riferimento obbligato per sportività sarebbe la Porsche Macan, con la Macan S (380 CV, da 83.500 euro) come punto di equilibrio, anche se con motore a benzina e senza etichetta ECO. Lo stesso accade nella gamma Mercedes GLC Coupé, dove l’alternativa sarebbe la versione 43 4MATIC, con 390 CV e prezzo da 85.000 euro.
Muscoli in mostra: il design della SQ5
La Audi è riuscita a conferire alla SQ5 un’immagine potente e sportiva, ma senza eccessi. Si nota che è una “S” speciale, comunque. Spiccano la calandra Singleframe con una trama particolare dalle forme ottagonali, gli inserti verticali nelle generose prese d’aria dei paraurti anteriori e i fari Matrix LED con abbaglianti automatici e frecce dinamiche, di serie. Al posteriore il diffusore integra due terminali di scarico ovali doppi e, come optional, è disponibile la tecnologia OLED. Un elemento del tutto superfluo, perché offre una firma luminosa esclusiva ma ha un prezzo elevato: 1.235 euro.

Preferirei investire in una delle sei tinte metallizzate opzionali per la carrozzeria, come il verde District dell’unità che vedi nelle immagini; altre opzioni sono il blu Itra, il rosso Marte, un tono argento o il bianco… Inoltre, il colore della carrozzeria può essere personalizzato a piacere del cliente tramite il programma Audi exclusive; in questo caso il costo è di 3.000 euro.
La grande varietà di cerchi disponibili rende la SQ5 ancora più elegante o più aggressiva. Di serie sono da 20 pollici con pneumatici 225/45; quelli che vedi nelle foto, firmati Audi Sport, sono da 21 pollici, montano pneumatici 255/40 e costano 2.100 euro.
Abitacolo della Audi SQ5: qualità e versatilità per l’uso quotidiano
All’interno, questa versione può essere scelta con un design in nero o grigio; personalmente preferisco quest’ultimo, con inserti in alluminio spazzolato che regalano un tocco elegante e allo stesso tempo tecnologico. I sedili sportivi di serie sono eccellenti e, come optional, possono avere funzioni di massaggio e ventilazione.
La famiglia Q5 non ha ancora ricevuto la digitalizzazione spinta all’estremo che caratterizza altri modelli del marchio, pieni di schermi touch integrati nella plancia e quasi privi di tasti. Non è una critica, affatto. Preferisco molto di più il funzionamento dei comandi del volante multifunzione della SQ5, quelli a rotella e pulsante, rispetto ai nuovi comandi capacitivi della Audi Q4 e-tron, per esempio. Il display multimediale flottante è in una posizione sopraelevata, facile da consultare sotto le bocchette di ventilazione, e ci sono comandi fisici per il climatizzatore e per alcune funzioni.

La strumentazione digitale Audi virtual cockpit, con un grande display da 12,3 pollici, è di serie. In questo caso si tratta della versione “plus”, con alcuni menu e visualizzazioni specifiche. Per chiarezza nella presentazione della grafica, risoluzione, design, rapidità e possibilità di configurazione, resta una delle migliori strumentazioni digitali che abbiamo visto finora.
Indipendentemente dal grado di digitalizzazione, la sensazione di qualità è eccellente. E anche l’ergonomia, con una buona visibilità, un ottimo pedaliera -poggiapiede incluso- e molti vani pratici per riporre oggetti. Notevole anche lo spazio disponibile, sia sui sedili anteriori sia su quelli posteriori; neppure la linea discendente del tetto compromette qui l’altezza, tanto che due adulti viaggiano comodi. È una delle caratteristiche delle Sportback della Audi rispetto ai SUV da cui derivano, e che abbiamo visto anche nella gamma Q3 e Q3 Sportback.

Addirittura resta quasi intatta la capacità del bagagliaio, con i suoi ottimi 500 litri, espandibili a 1.470 litri abbattendo gli schienali dei sedili posteriori. Questo si può fare in sezioni 40:20:40; inoltre, l’opzione panchetta posteriore plus (435 euro) consente di regolare longitudinalmente la panchetta per favorire lo spazio per i bagagli o per i passeggeri, oltre a regolare l’inclinazione degli schienali.
Un equipaggiamento molto completo… con alcune opzioni che dovrebbero essere di serie
Il sistema di navigazione MMI è di serie, così come l’impianto audio, il climatizzatore a tre zone, le luci ambiente e il Audi parking system plus. La ricca dotazione di serie può essere completata con numerose opzioni di personalizzazione e comfort, come un riscaldamento autonomo (1.930 euro), il pacchetto luci plus con fino a 30 colori (485 euro), una strumentazione proiettata sul parabrezza (1.220 euro), il tetto panoramico apribile (1.815 euro) o diverse tappezzerie in pelle.
Tra le opzioni che, considerando la categoria e il prezzo dell’auto, riteniamo avrebbero potuto essere di serie, ci sono la chiave comfort (700 euro), l’antifurto (600 euro), la telecamera posteriore (560 euro) e alcuni assistenti alla guida come il Audi pre sense basic (310 euro), l’avviso di cambio corsia involontario (1.010 euro) o l’assistente al mantenimento di corsia Audi lane assist (560 euro).

È inoltre disponibile come optional di fabbrica un gancio traino (1.245 euro), e i pacchetti di assistenti city (820 euro) e Tour (1.480 euro); questi ultimi due li trovo assolutamente consigliabili. Nel secondo, per esempio, sono raggruppati il cruise control adattivo con funzione stop-and-go, l’assistente alla guida nel traffico, l’assistente predittivo all’efficienza e l’assistente di svolta.
Il motore V6 TDI della Audi SQ5: è davvero un diesel?
Anche dopo molti chilometri, e dopo averlo verificato più volte, chi viaggia a bordo della Audi SQ5 come passeggero si chiederà ancora e ancora la stessa cosa. La Audi SQ5 non sembra un diesel, anche se può suonare come un luogo comune.
Il motore è il V6 3.0 TDI, già noto nel marchio, che nel suo ultimo aggiornamento ha ricevuto numerosi miglioramenti: pistoni in acciaio forgiato, nuovi iniettori, un turbocompressore con una turbina più piccola e leggera, un intercooler che permette di accorciare il percorso dell’aria di aspirazione… Tra le tecnologie di rilievo, ricordiamo che questo V6 TDI utilizza un sistema mild hybrid a 48 volt che migliora la risposta e l’efficienza, e gli consente di avere l’etichetta ECO.

All’interno del sistema MHEV a 48 volt, un altro componente interessante è il compressore elettrico, un meccanismo che in pratica mantiene ciò che promette: eliminare quasi completamente il ritardo di risposta del turbo, o “turbo lag”, aumentando la sovrappressione in aspirazione all’accelerazione con il motore a bassi giri, quando il turbo convenzionale fatica a farlo.
Sul dibattito tanto di moda sul fatto che i diesel siano puliti o meno, la Audi risponde con un doppio sistema di catalizzatori SCR – filtro antiparticolato con doppia iniezione di AdBlue. Rispetta ampiamente le normative vigenti.
Su strada con la Audi SQ5 TDI
Come si traduce tutta questa tecnologia in numeri e in sensazioni? Il V6 TDI sviluppa 341 CV e una coppia massima di 700 Nm, costante da 1.750 a 3.250 giri/min. Raggiunge una velocità massima di 250 km/h, limitata elettronicamente, e si distingue per la sua capacità di accelerazione: da 0 a 100 km/h in 5,1 secondi.
Le auto comparabili che offrono prestazioni così sportive hanno generalmente un problema: richiedono un distributore -o una colonnina di ricarica- ogni pochi chilometri; non è il caso della Audi SQ5, che mette in luce una caratteristica di cui i diesel possono ancora vantarsi: un consumo imbattibile. Ottenere medie tra 8,5 e 9 l/100 km non richiede grande sforzo in guida normale, un dato che non si discosta molto dagli 8,2 l/100 km omologati.

La situazione cambia molto se si passa alla modalità sport, ma nel peggiore dei casi si sta intorno ai 15 l/100 km, già con una guida molto estrema. Le auto a benzina capaci di tenere il passo della SQ5 arrivano a cifre che iniziano per due.
Già dall’avviamento la SQ5 TDI dimostra una spinta eccezionale, accompagnata da un suono rauco e profondo, grazie alle farfalle collocate strategicamente nell’impianto di scarico. Eppure, con tante auto elettriche potenti e la loro capacità di erogare la coppia massima da zero, ci stiamo abituando molto male. Ma a questo V6 non lo prenderai mai di sorpresa.
Inoltre, il cambio tiptronic con convertitore di coppia, morbidissimo e abbastanza rapido quando serve, fa sì che tu possa concentrarti su volante e pedali e dimenticarti di tutto il resto. A proposito, grazie all’ibrido leggero, il motore può disinnestarsi quando si viaggia per inerzia (rilasciando il pedale dell’acceleratore) con la modalità efficiency selezionata, per intervalli fino a 40 secondi. Completa il sistema di trasmissione la trazione integrale permanente quattro, con una ripartizione della coppia 40/60 tra asse anteriore e posteriore, che può variare in base alle condizioni di aderenza per inviare fino al 70% della forza motrice alle ruote anteriori e l’85% a quelle posteriori.

Con questo, e con il assetto sportivo S (ammortizzazione più rigida e altezza da terra ridotta di 30 mm), non servirebbe altro per godersi un SUV comodo quando si viaggia, ed efficace come pochi quando si tratta di percorrere curve il più velocemente possibile. L’isolamento è fantastico nonostante i pneumatici larghi, offre un comfort sulle buche che altre auto dal carattere molto meno sportivo potrebbero invidiare, la carrozzeria si inclina poco o pochissimo (a seconda della modalità di guida scelta) e lo sterzo e i freni si distinguono… perché passano inosservati.
Ma la Audi offre ancora tre opzioni che amplificano ulteriormente la sportività che la SQ5 è in grado di trasmettere. La prima è lo sterzo dinamico a demoltiplicazione variabile (1.245 euro); anche se preferisco di gran lunga le sospensioni pneumatiche adattive (1.200 euro), che consentono fino a cinque livelli di regolazione dell’altezza da terra e aggiungono il profilo offroad a quelli già abituali (auto, comfort, dynamic, individual ed efficiency) nel Audi drive select.
Infine, il differenziale sportivo (1.680 euro) aggiunge un di agilità distribuendo più coppia alla ruota posteriore esterna alla curva sull’asse posteriore, riducendo il sottosterzo; è ciò che si chiama anche torque vectoring. Non mi sembra un’opzione indispensabile, ma se io acquistassi una Audi S, vorrei che fosse già di serie, e sapere di poter contare su di esso in quei giorni in cui ci si fa “seri” e si vuole godersi davvero la guida.
Galleria di immagini della Audi SQ5 TDI
Scheda tecnica di questa auto
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