Auto con storia: Alfa Romeo Sprint, una compatta sportiva all'italiana che ha segnato un'epoca

Jaime Avilés     19 January 2022     3 min.
Auto con storia: Alfa Romeo Sprint, una compatta sportiva all'italiana che ha segnato un'epoca

Progettata dal leggendario Giorgetto Giugiaro, la Sprint è nata nel 1976 con una silhouette ricca di carattere e un comportamento che le hanno permesso di avere un grande successo durante gli anni ’70 e ’80

Alfa Romeo Sprint

Durante gli anni ’60 e ’70, Alfa Romeo ha attraversato una serie di importanti cambiamenti come azienda, arrivando a produrre le sue vetture nel sud Italia, precisamente nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, a Napoli. Questo stabilimento fu inaugurato con uno dei modelli più leggendari del marchio del Biscione, l’Alfa Romeo Alfasud, una delle prime compatte d’Europa dell’epoca, dalla quale derivò la Alfa Romeo Alfasud Sprint, la nostra protagonista di oggi.

La Sprint fu progettata dall’acclamato designer Giorgetto Giugiaro nel 1971, come variante sportiva dell’Alfasud. La sua combinazione di stili e linee univa il dinamismo di una coupé con la grande abitabilità di una berlina, e vantava inoltre una vista laterale davvero accattivante con numerosi elementi tipici delle Alfa di allora: i due fari per lato o la grande calandra coronata dalla mitica griglia triangolare.

Un riferimento nel design

Con questo design, la Sprint è stata senza dubbio un successo, vendendo un totale di 116.552 unità nei 13 anni di commercializzazione (1976-1989), diventando oggi una delle Alfa Romeo più belle di quell’epoca, soprattutto, a nostro modesto parere, la seconda generazione della Sprint, che trasmetteva quell’aria tipicamente anni ’80 e si distingueva dall’Alfasud.

Alfa Romeo Alfasud Sprint Quadrifoglio Verde 1983 1280 01

All’interno, la Sprint offriva spazio per quattro persone e si poteva scegliere tra sedili più convenzionali o altri più sportivi che trattenevano meglio gli occupanti nel momento di fare delle sfide, qualcosa in cui questa vettura era davvero brava.

Oltre a questi sedili, la Sprint disponeva di un quadro strumenti composto da due indicatori analogici di forma arrotondata inseriti nel cruscotto, un volante a tre razze attraverso il quale si potevano gestire sistemi come il climatizzatore e, infine, un’abitabilità tra le migliori del suo segmento, con un bagagliaio da 425 litri di capacità.

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Le meccaniche che facevano di questa una grande compatta sportiva

Sotto il cofano, la Sprint montava un motore Boxer a 4 cilindri a V di 180 gradi, con carburazione singola o doppia a seconda della versione, e persino con iniezione negli ultimi anni di commercializzazione.

Nel 1972, la versione più potente della Sprint erogava 76 CV, che le permettevano di raggiungere i 165 km/h, valori che nel 1989 furono aumentati fino a 118 CV, con i quali la Sprint poteva raggiungere i 196 km/h abbinata a un cambio manuale a 5 marce e freni a disco su tutte e quattro le ruote.

Anche se possono sembrare cifre di potenza irrisorie rispetto a quelle a cui siamo abituati oggi, i 76 e 118 CV per i 915 kg della Sprint la rendevano un oggetto di puro piacere di guida, ideale per trascorrere grandi momenti al volante, cosa che si può dire di pochissime auto di oggi.

Alfa Romeo Alfasud Sprint 1.5 Veloce 1979 1280 01

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