Il previsto aumento fiscale sul diesel non ha fondamento

Di fronte alla presunta applicazione di nuovi oneri fiscali ai veicoli più inquinanti, ANIACAM ha diffuso un comunicato in cui denuncia la mancanza di logica di questo nuovo approccio fiscale da parte del governo. Il fatto che tutti i veicoli diesel venduti oggi in Spagna rispettino la normativa Euro V mette in discussione il fondamento teorico dell’aumento della tassazione.
Un diesel moderno che emette meno di 0,20 g/Km non giustifica che debba pagare come un diesel di 20 anni fa o più, con valori di inquinamento ben più elevati. Insieme al crollo delle vendite che provocherà questa nuova imposizione, la situazione generale del settore automobilistico in Spagna non potrebbe che peggiorare sempre di più.
Di seguito, il comunicato completo di ANIACAM reso noto in risposta alle dichiarazioni di ieri del segretario di Stato per l’Ambiente, Federico Ramos de Armas:
Negli ultimi 20 anni le emissioni di NOx prodotte dagli automobili si sono ridotte del 98%. I veicoli venduti attualmente dal settembre 2009 (Euro V) non emettono praticamente NOx grazie ai nuovi catalizzatori a tre vie.
Sono i veicoli anteriori al 2000 a presentare davvero un elevato grado di inquinamento da NOx e CO2, e rappresentano il 40% del parco circolante spagnolo. Per questo il settore automobilistico chiede da tempo un Piano di Rinnovo del Parco per migliorare l’ambiente e la sicurezza stradale. Se la misura, come si deve presumere provenendo dal Ministero dell’Ambiente, è motivata da ragioni ambientali e non fiscali, la soluzione non è certo coerente con la proposta annunciata dal Segretario di Stato.
D’altra parte, la cessione ai Comuni, dato che l’imposta di circolazione è l’unico tributo che questi applicano alle automobili, dovrebbe basarsi sull’età dei veicoli e sul rispetto della normativa Euro, perché applicare la stessa imposta a un diesel moderno che emette 0,18 g/Km e a un diesel di oltre 10 anni che supera abbondantemente i 2,0 g/Km sarebbe del tutto ingiustificabile. Senza contare che il presunto vantaggio fiscale sarebbe annullato dal crollo delle vendite e si tradurrebbe in un minor gettito netto per le casse dello Stato.
Quanto al presunto obiettivo di incentivare o disincentivare l’uso dei veicoli in funzione delle loro emissioni, bisognerebbe chiedere ai lavoratori autonomi e alle PMI con flotte di auto vecchie se per svolgere il loro lavoro rinunceranno alle proprie automobili o furgoni, a fronte della nostra proposta di incentivare la sostituzione dei veicoli di oltre 10 anni con quelli di meno di 5 anni, che emettono molto meno NOx, CO2 e particolato (PM). Il rinnovo di questi veicoli sarebbe positivo per la sicurezza stradale, per il consumatore finale, per le casse dello Stato e, inoltre, ridurrebbe i costi di manutenzione di lavoratori autonomi e PMI.
Infine, per introdurre un ultimo punto di discussione, l’automobile non è l’unica fonte di emissioni di NOx nelle grandi città, quindi presumo che il Segretario di Stato adotterà misure per tutte le fonti di energia termica d’uso domestico, commerciale, industriale e di servizi; la produzione di oli; il gas naturale per uso domestico, industriale e di servizi; l’incenerimento dei rifiuti, compresi i servizi municipali.
Credo che sia chiaro che, secondo ANIACAM, la proposta non ha alcuna base né fondamento.
Via | Motor2000
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