Auto Elettriche Auto ibride Coches hidrógeno
La Cina si pone come obiettivo che i veicoli a nuova energia rappresentino il 30% del parco circolante del Paese entro il 2030
Con questo piano, la Cina punta a consolidare la propria leadership nella mobilità sostenibile, avanzando con decisione verso i propri impegni climatici nazionali.
Il governo cinese ha presentato il suo piano d’azione per controllare il picco delle emissioni di CO₂, con obiettivi concreti per trasformare il settore dei trasporti. Secondo il documento pubblicato dal Consiglio di Stato cinese, entro il 2030 i veicoli con sistemi di propulsione alternativi dovranno rappresentare il 30% del parco circolante totale del Paese.
Come abbiamo già spiegato in numerose occasioni, il concetto di “veicoli a nuova energia” (NEV) comprende le auto elettriche a batteria, le ibride plug-in, inclusi quelli con extender di autonomia, e quelli alimentati da celle a combustibile a idrogeno. Attualmente la Cina conta circa 44 milioni di veicoli NEV immatricolati, pari al 12% del totale. La grande maggioranza, circa il 69%, è costituita da veicoli elettrici puri. Per raggiungere l’obiettivo del 30% nel 2030, il peso di questa tipologia di veicoli dovrà quindi più che raddoppiare in meno di cinque anni.

Il piano del governo cinese non si limita al trasporto privato. In ambito commerciale, si prevede che i veicoli a propulsione alternativa raggiungano il 25% della flotta operativa entro il 2030. Inoltre, sarà promossa l’elettrificazione delle flotte pubbliche e l’uso di veicoli a zero emissioni in settori come l’edilizia, l’estrazione mineraria, i porti e gli aeroporti. Anche i camion pesanti faranno parte di questa transizione verso tecnologie più pulite.
Misure per raggiungerlo
Per rendere possibile questo cambiamento, il governo accelererà l’espansione delle infrastrutture. È prevista la costruzione di più stazioni di ricarica, sistemi di scambio delle batterie e punti di rifornimento di idrogeno verde, ammoniaca e metanolo. Lo sforzo si concentrerà in particolare sulle autostrade e sui corridoi di trasporto più trafficati, dove saranno progressivamente create rotte prive di emissioni di CO₂.
Queste misure si inseriscono in un programma nazionale più ampio di decarbonizzazione. Entro il 2030, la Cina si è impegnata a ridurre le emissioni di CO₂ per unità di PIL del 17% e a portare la quota di energie non fossili nel proprio consumo energetico al 25%. Il piano prevede un forte impulso all’energia eolica e solare, all’energia nucleare, ai sistemi di accumulo e allo sviluppo di parchi e stabilimenti industriali a emissioni zero.

Questo nuovo approccio coincide, d’altra parte, con una revisione della strategia degli incentivi. Dopo anni di sussidi diretti che hanno favorito l’elettromobilità, il governo sta riducendo gradualmente questi aiuti. A luglio è stata annunciata la fine dell’esenzione fiscale per le ibride plug-in e per alcuni veicoli commerciali elettrificati a partire dal 2027, sebbene le auto elettriche pure manterranno questo vantaggio. Anziché affidarsi tanto a sussidi puntuali, le autorità puntano ora su obiettivi a lungo termine per flotte, infrastrutture e transizione energetica.
Deja un comentario


Peugeot E-208 GTi: un giocattolo a batteria che recupera lo spirito delle sportive degli anni Ottanta
Nuovo Lexus ES: il lusso cresce e diventa elettrico
Primo contatto con la Dacia Sandero Hybrid 155: potenza ed efficienza a partire da 19.890 euro