Prova della SEAT Ateca 2.0 TDI 150 CV DSG-7 “Marathon”: un Ateca per perdersi nel deserto

Ramiro Mansanet    @RamiroMansanet    10 October 2024     8 min.
Prova della SEAT Ateca 2.0 TDI 150 CV DSG-7 “Marathon”: un Ateca per perdersi nel deserto

Seat Ateca Maraton 9

È un’auto di serie, ma non aspettarti di trovare la denominazione Marathon nel listino prezzi della SEAT Ateca. Dopo averla guidata per più di una settimana sulle peggiori piste del deserto del Marocco, comprese le interminabili dune che partono da Merzouga, me la comprerei senza esitare. Non avrei mai pensato che un SUV progettato per portare i bambini a scuola o per godersi un comodo viaggio in autostrada nel fine settimana potesse essere così incredibilmente efficace di fronte a ostacoli davvero considerevoli.

Il nome “Marathon” è soltanto un elemento distintivo rispetto agli ATECA X-Perience e FR da cui deriva. Un nome leggendario in SEAT, perché è quello che identifica l’imponente SEAT Toledo progettato per competere nei grandi raid internazionali. La SEAT Toledo Marathon è un prototipo fuoristrada realizzato su una struttura multitubolare con un motore brutale da 330 CV e trazione integrale con differenziale centrale bloccabile e differenziali autobloccanti su entrambi gli assi. Inoltre, le sospensioni furono rivoluzionarie per il loro tempo, con doppi triangoli sovrapposti e trenta centimetri di escursione. Niente a che vedere con il nostro Ateca di serie.

Il primo SUV di SEAT e un riferimento nelle vendite

Ma torniamo all’Ateca, il modello con cui SEAT ha iniziato a costruire la sua enorme gamma SUV nel 2016, un’auto che è un riferimento nelle vendite, con un totale di oltre mezzo milione di unità vendute in tutto il mondo e che continua a essere una delle più vendute in questo momento. Un’auto che per l’utente medio ha grandi qualità, come un abitacolo spazioso, versatilità d’uso, un design accattivante e, naturalmente, un comportamento dinamico agile, confortevole e anche divertente.

Seat Ateca Maraton 10

Tutto questo, però, non lo metteremo in risalto in questa prova: analizziamo invece come un’auto leggermente modificata dai maghi di SEAT Históricos si trasformi in una macchina quasi infallibile per vincere il RallyClassic África, attraversare le dune e superare le peggiori piste del deserto arido del Marocco, con un totale di cinque intense tappe e più di mille chilometri di navigazione tra Merzouga ed Erfoud, superando paesaggi spaventosi come i cordoni di dune dell’Erg Chebbi e zone tipiche di un vero Rally Dakar.

Un Ateca leggendario

La SEAT Ateca Marathon non è altro che una SEAT Ateca TDI 150 CV DSG che chiunque può acquistare presso la propria concessionaria. Il motore è il noto TDI da 150 CV con cambio automatico DSG a doppia frizione abbinato alla trazione integrale “4”, una combinazione perfetta e davvero sorprendente per come si comporta nel deserto o in qualsiasi altro terreno.

Forse la cosa più appariscente dall’esterno è il portapacchi progettato per trasportare le piastre, un imponente cric idraulico, la cassetta degli attrezzi, una pala e qualche altro accessorio da fuoristrada. Lungo i già citati mille chilometri di deserto è stato necessario usare le piastre e la pala in qualche occasione, ma questo fa parte dell’avventura. Il resto, non l’abbiamo toccato. Proseguendo con la “preparazione” off road, è stata aggiunta un po’ più di altezza da terra, 40 mm in totale, che aumenta leggermente anche con il profilo degli pneumatici scelti. I bracci vengono sostituiti con altri più rigidi rispetto agli originali e gli ammortizzatori vengono sostituiti. Al posto degli idraulici di serie, che possono esaurirsi per surriscaldamento dopo un maltrattamento continuo di centinaia di chilometri, per evitare guai peggiori sono stati montati ammortizzatori a gas regolabili con bombola di espansione, con cui la questione è più che risolta.

Seat Ateca Maraton 2

Insieme alla maggiore altezza della carrozzeria e agli ammortizzatori, è indispensabile un robusto paracoppa e sottoscocca del motore. Non era carenato nella parte inferiore, ma la zona del motore era ben protetta da una grande lamiera in duralluminio e c’erano anche alcune piastre in fibra a mo’ di paraschizzi per proteggere le sospensioni dai sassi del percorso. La scelta delle ruote è determinante e contribuisce molto a tutto ciò che l’Ateca Marathon riesce poi a fare sul terreno.

I cerchi in alluminio sono spettacolari: sono Braid Dakar da 16 pollici che montano imponenti pneumatici BF Goodrich All Terrain specifica Baja con battistrada da 225 mm e profilo 70, il che permette di guadagnare un paio di centimetri di altezza rispetto al montaggio originale. Avevamo due ruote di scorta nell’auto e, visto quanto mettevamo alla prova gli pneumatici, soprattutto sui fondi pietrosi più che sulle dune, era facile immaginare che avremmo dovuto cambiare ruota di tanto in tanto, ma non è stato così. Dopo più di mille chilometri con le condizioni più dure, abbiamo visto che le ruote avevano subito dei danni, presentavano anche parecchi morsi, diciamo che non erano più al loro meglio, ma avevano ampiamente soddisfatto le aspettative offrendo prestazioni impeccabili in ogni momento, senza dover cambiare ruota durante tutta la prova.

Seat Ateca Maraton 6

Nella zona delle dune le ruote sono state ugualmente un alleato indispensabile. Prima di iniziare a solcare la sabbia bisognava fermarsi e abbassare la pressione a un chilo, ovvero 1,1 bar: in questo modo lo pneumatico si gonfia a contatto con il suolo e si può salire sulle dune con più facilità, ma poi, all’uscita, bisognava rialzare la pressione perché con le pietre il rischio di foratura è molto alto. Le ruote hanno un ruolo fondamentale in una spedizione del genere.

L’Ateca Marathon è una macchina quasi infallibile per vincere il RallyClassic África

Anche nell’abitacolo tutto è di serie, anche se sono stati inseriti alcuni cambiamenti interessanti. I sedili sono stati presi dalla marca sorella: sono comodi bacquet quasi da competizione per la loro eccellente tenuta e più confortevoli di quelli da corsa, che sono ben imbottiti. Il design, ultrasportivo, consente di installare cinture di sicurezza da competizione tipo arnese, che contribuiscono molto al comfort interno, fanno sentire più sicuri e sono particolarmente utili per il copilota, che può restare ben allacciato mentre legge il roadbook, così che i salti o i colpi delle sospensioni non gli facciano male se arrivano mentre guarda il quaderno o maneggia gli apparecchi di navigazione.

Seat Ateca Maraton 7

C’è una cosa importante da tenere presente: il quadro strumenti ha molte spie accese… questo è forse l’aspetto più complesso della preparazione. L’elettronica che oggi governa ogni funzione dell’auto qui è stata disattivata. Niente airbag frontali o laterali, che si attiverebbero durante qualche atterraggio dopo le dune. Niente controllo di trazione o di stabilità, che sulle dune non ti permetterebbe di scivolare progressivamente. Inutile dire che gli ADAS e tutto il resto sono un intralcio in queste circostanze. È rimasto soltanto l’ABS, e a dire il vero si sentiva a malapena: funzionava come un ABS da competizione.

La denominazione Marathon è una preparazione realizzata da SEAT Históricos

Un motore diesel sensazionale: se potessimo sceglierne altri cento cavalli sarebbe fantastico, ma questi 150 CV di pura razza bastano. Il cambio automatico è una vera comodità ed è il compagno perfetto sia per il comfort di marcia sia per quanto aiuta a superare gli ostacoli. Rende migliore l’auto più di quanto farebbe il novanta per cento dei conducenti. E poi ci sono le palette, che non sono necessarie se non quando si percorrono le cime delle dune. Lì ti conviene non sbagliare, non esitare o ritardare l’accelerazione, perché potresti restare bloccato.

Seat Ateca Maraton 16

Con le palette, gestendo con abilità le prime tre marce, c’è sempre potenza sotto il pedale. E poi c’è la trazione integrale, che ricorre alla frizione di tipo Haldex che trasmette la trazione al retrotreno in funzione dello slittamento dell’avantreno. La capacità di trazione è spettacolare. Il sistema di trazione integrale 4Drive impiega un insieme di frizioni multidisco collocato sull’asse posteriore come differenziale autobloccante. La base è eccellente per le esigenze di qualsiasi utente, per affrontare escursioni su piste e anche fuori pista con buone garanzie; queste garanzie sono quelle che i meccanici di SEAT Históricos sono riusciti a completare per realizzare un autentico Ateca “Marathon”, l’Ateca del deserto.

Seat ATECA Maratón – Galleria di immagini

 

 

Scheda tecnica di questa auto


Deja un comentario