Sixt rent a car e Continental propongono misure per fermare l'invecchiamento del parco veicoli in Spagna

L’azienda di noleggio auto e il produttore di pneumatici si sono uniti per realizzare uno studio sull’invecchiamento del parco automobilistico spagnolo e conoscere l’opinione dei suoi proprietari. Lo studio è stato condotto su un campione di 300 conducenti di auto immatricolate prima dell’anno 2000. Ci sarebbe molto da discutere, poiché le raccomandazioni formulate per impedire un ulteriore invecchiamento del parco auto spagnolo sono piuttosto radicali.
Per quanto riguarda le auto vecchie, si è concluso che l’età media raggiunge i 16 anni, dato che coincide con l’anzianità delle auto rottamate con il Plan PIVE. Il 57,79% monta motori a benzina con un consumo medio di 7,9 l/100 km, il 93,44% è assicurato per la sola responsabilità civile verso terzi, il 52,87% è di seconda mano, con il 2000 come anno medio di acquisto, e l’81,97% è guidato dai propri proprietari; il 68,4% di loro sono uomini con un’età media di 40 anni, il 51,2% è sposato e il 68,4% ha un lavoro.
Proseguendo con questo sorprendente quadro dello stato del parco automobilistico nel nostro Paese, solo il 15,57% dei proprietari di auto vecchie si rivolge a un’officina ufficiale per riparare la propria vettura e circa la metà la utilizza per il tempo libero. Il 78,28% non ha intenzione di cambiare auto a breve.
La richiesta al governo da parte del rapporto menziona la necessità di incentivare la sostituzione dei veicoli obsoleti e di premiare chi se ne disfa, oltre a vietare la vendita tra privati di veicoli con più di 15 anni, ritirare dalla circolazione le auto che superano i 30 anni di anzianità (ad eccezione delle auto d’epoca) e limitare l’accesso alle grandi città ai veicoli inquinanti.
Ma non hanno detto una cosa che “non è molto importante”: Da dove verranno i soldi per rinnovare le auto? Non credo che sia il momento appropriato per “raccomandare” questa serie di misure, a meno che non siano ciechi e sordi di fronte alla realtà economica della Spagna, con liste di disoccupazione più lunghe di quelle delle vendite di auto.
È positivo che si chiedano più incentivi, che si evidenzino i vantaggi delle auto più recenti e che si pongano limiti a quelle più inquinanti, ma di fronte alla congiuntura in cui viviamo, queste raccomandazioni sono solo una voce nel deserto.
Via | Coches
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