Il piano di Audi per la Formula 1: vincere già al terzo anno
Dopo l’annuncio del suo ingresso in Formula 1 per il 2026, Audi ha scelto Madrid perché Adam Baker ci raccontasse più dettagli sul progetto, che già dirige con un obiettivo: vincere già al terzo anno

Era poco probabile che Audi rivelasse informazioni aggiuntive rispetto a quelle già fornite in occasione dell’annuncio del suo ingresso in Formula 1 dal 2026, in coincidenza con il recente Gran Premio del Belgio disputato a Spa-Francorchamps. Ma partecipare alla prima conferenza stampa di Adam Baker, il nuovo CEO della neonata Audi Formula Racing GmbH, e responsabile del progetto di Audi per la Formula 1, era un’occasione che non potevamo lasciarci sfuggire. Soprattutto dopo la scelta di Madrid per questo evento, che è una dimostrazione dell’importanza che il mercato spagnolo ha per il marchio dei quattro anelli.

Il fatto è che ci siamo presentati sul luogo dell’appuntamento… e lì abbiamo trovato una sorpresa che non ci aspettavamo. Anzi, non una, due. Da un lato, i modelli più rappresentativi dell’attuale gamma Audi RS (e alcuni altri storici) riuniti intorno a due emblematiche vetture da competizione, come la Audi R8 LMS GT2 e la leggendaria Audi quattro; come se fossimo in una sorta di museo. E dall’altro, il modellino della monoposto di Formula 1 con i colori di Audi Sport utilizzato nell’annuncio ufficiale a Spa, trasferito a Madrid per l’occasione. A chi piacciono le auto e le corse piacciono anche i modellini, che ve lo dico a fare.
Va bene, probabilmente l’auto definitiva, quando scenderà in pista nel 2026, conserverà ben poco del modellino oltre ai quattro anelli. Ma non si può non trovare emozionante immaginare una Formula 1 con la presenza di un marchio premium come Audi, l’unico che, oltre che in questa disciplina, ha gareggiato, innovato e collezionato vittorie nel Campionato Mondiale Rally, nella Pikes Peak, nel DTM, a Le Mans, in Formula E… e persino nella Dakar.
Sì, alla Dakar: Audi ha già vinto quattro tappe l’anno scorso, essendo il primo marchio ad aggiudicarsi una vittoria di tappa nella mitica prova con un prototipo elettrificato, e mostrando le sue possibilità di conquistare il trionfo finale già alla sua seconda partecipazione alla gara, nel gennaio 2023. A proposito, un’annotazione che qui calza a pennello: ricordiamo che la Audi RS Q e-tron per la Dakar utilizza i motori elettrici della monoposto con cui Audi ha gareggiato in Formula E.

Ma oggi si doveva parlare di Formula 1, e per questo avevamo a nostra completa disposizione Adam Baker. Riassumiamo le sue risposte ad alcune delle domande più interessanti per gli appassionati del marchio e della Formula 1. Ma prima…
Chi è Adam Baker, il responsabile del progetto Audi per la Formula 1?
Forse il nome non ti dirà molto, ma questo ingegnere australiano con cittadinanza tedesca dal 2018 ha una carriera che ti farà capire perché in Audi hanno riposto fiducia in lui per questo progetto, che è partito con un team di circa 100 tecnici appartenenti a Audi Sport, e che, quando sarà al completo, conterà più di 300 persone.

Baker ha iniziato a lavorare per la Holden nel 1998, sviluppando auto stradali. Ma presto è passato al mondo delle corse, come ingegnere di motori e sistemi a supporto dei team Infiniti in Indycar. Nel 2002 era già completamente inserito nel “Gran Circo” della F1, lavorando come ingegnere di motori per la Cosworth, assegnato a team come Arrows nel 2002, Jordan nel 2003, Jaguar nel 2004 e Minardi nel 2005. Da qui è passato, negli anni successivi della sua carriera, alla BMW, prima come ingegnere di motori della Williams F1 e poi della Sauber F1, per poi diventare nel 2007 il massimo responsabile della BMW F1 Powertrain, e fino al 2018 di tutti i programmi corsistici della BMW Motorsport.
Prima di essere ingaggiato da Audi, Baker è stato anche Direttore della Sicurezza della FIA per tre anni. Come vedi, l’esperienza non gli manca.
Perché Audi ha deciso di entrare in Formula 1?
Era una domanda obbligata, anche se non serve che sia Baker a spiegarcelo. Ci avrebbe detto cose che già sapevamo: è la categoria regina dell’automobilismo, quella che gode del maggior riconoscimento e prestigio, quella che attira più pubblico, e quella che tutti vogliono vincere. Per Audi, che ha già nelle sue bacheche i trofei più importanti, la sfida di conquistare il “Champions” del motorsport aleggiava da tempo sul tavolo del consiglio di amministrazione.

E il cambio di regolamento che avverrà nel 2026 è il momento giusto: nuove norme, con un cambiamento importante nelle vetture, che dovranno dare maggiore protagonismo alla parte elettrica nel sistema di propulsione. Una scelta che, a priori, si inserisce nella strategia di elettrificazione del marchio dei quattro anelli, anche se sembra una contraddizione se consideriamo che Audi ha annunciato che nel 2026 lancerà sul mercato solo auto nuove a propulsione 100% elettrica. Ma se ci pensi bene, non lo è poi tanto. Lo capirai meglio più avanti.
Quando sarà Audi in grado di vincere gare?
Altri costruttori ci hanno provato prima, e si sono ritirati senza successo… o dopo un fallimento clamoroso, si potrebbe interpretare in entrambi i modi. Ma Audi non contempla questa possibilità. Per Baker, un vantaggio di Audi è che la decisione è stata presa con molto anticipo: restano tre anni e mezzo in cui concentrarsi sulla preparazione. Inoltre, e questo è ancora più importante, la entrata in F1 coinciderà con un cambio di ciclo, il più grande che questo campionato vivrà nei tempi moderni. Questo, in un certo senso, rappresenta un’opportunità e livella un po’ le cose rispetto ai costruttori che già ci sono.

I piani prevedono ora di continuare a far progredire lo sviluppo dell’unità di propulsione, che sarà prodotta a Neuburg, e di fare lo stesso con la vettura completa, cercando soluzioni di compromesso fino a quando non sarà reso noto nel 2024 il regolamento tecnico completo, soprattutto per quanto riguarda il telaio. Con l’aiuto del simulatore si potrebbe essere in condizione di effettuare i primi test reali in pista a metà del 2025; e la Spagna sembra uno dei luoghi previsti nel calendario.
Secondo Baker: “il nostro obiettivo è essere in grado di vincere gare già al terzo anno”. Ma in fondo, credo che lo abbia detto con cautela, e lui e gli appassionati del marchio confidano che possa addirittura accadere prima.
Quale trasferimento tecnologico può offrire la F1 alle Audi stradali?
Questa domanda ha un’importanza ancora maggiore, considerando quanto segnalavo prima: che Audi non presenterà alcun nuovo modello con motore a combustione a partire dal 2026, e parliamo di competere in una disciplina con motori ibridi, dopo aver recentemente abbandonato la Formula E, che si sarebbe adattata meglio a quell’annuncio verso un’elettrificazione totale della sua gamma.
Ma senza dubbio, la Formula 1 tornerà a essere, ancora una volta, un magnifico laboratorio di prova per Audi. Come lo sono stati tutti i campionati a cui ha partecipato. Forse da questa avventura non nascerà un capitolo come quello che ha scritto la trazione quattro nei rally; o le pagine di successo a Le Mans con le prime vittorie di un motore FSI, di un diesel, di un ibrido a trazione integrale… Innovare in F1 è necessario se vuoi vincere, ma questa innovazione, secondo lo stesso Baker, deve arrivare anche da un’altra parte: nei concetti finanziari, logistici, strategici…

Inoltre, tieni presente che, per la sua nuova concezione tecnica, la F1 permetterà sempre al marchio tedesco di continuare ad acquisire conoscenze in materia di batterie, sistemi ad alta tensione e motori per le sue future auto elettriche… o nei motori a combustione e nei carburanti sintetici. Ricorda che Audi continuerà a commercializzare auto con motore a combustione almeno fino alla metà degli anni 2030… e molte di esse saranno ibride plug-in.
Del resto, sicuramente hai molte domande segnate che ti sarebbe piaciuto fare a Baker. Ad esempio, se verrà confermato ciò che è un segreto di Pulcinella, la possibile associazione con la Sauber. O come affronterà il marchio il fatto di ritrovarsi sui circuiti con la sua “sorella” Porsche. Senza contare la questione dei futuri piloti. Non è che non ci abbiamo provato; ma più volte Baker ha assunto un’espressione di “tutto a suo tempo, non ti preoccupare”. Al suo posto, avrei fatto esattamente lo stesso.
Progetto Audi Formula 1 – Galleria di immagini
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