Jeep Wrangler Unlimited 2.8 CRD 200 CV 75 anniversario, prova di un vero 4x4

Diego G. Moreira     16 January 2017     14 min.
Jeep Wrangler Unlimited 2.8 CRD 200 CV 75 anniversario, prova di un vero 4x4

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Crossover? SUV? Fuoristrada? L’estetica da fuoristrada è di moda, non c’è costruttore che non abbia nella sua gamma un SUV, ma la grande maggioranza non dispone di trazione e quelli che hanno la trazione 4×4 disponibile sono limitati da un design che non permette un uso off-road estremo o da un sistema di trazione senza riduttore.

La prova che vi presentiamo oggi è diversa, diversa nel concetto, diversa in ciò che cerca un acquirente di un’auto e diversa nel modo di intendere la guida. Non è un’auto veloce, non è pratica per le città, salirvi richiede un piccolo balzo, non è dinamica, il suo stile è estremamente robusto, ma è una delle poche auto sul mercato che non pone alcun limite alla guida e che è in grado di arrivare dove non arriva nessun altro (letteralmente). Il team di prova di Highmotor ha messo alla prova la Jeep Wrangler Unlimited nella versione 75 Anniversario con il motore 2.8 CRD da 200 CV e cambio automatico.

Un po’ di storia….

1941-Jeep-Willys-MA

Nel 1941 l’esercito degli Stati Uniti aveva bisogno di un veicolo agile, affidabile e capace di muoversi in ogni tipo di situazione e ambiente; per questo indissero un concorso pubblico a cui parteciparono i marchi automobilistici americani dell’epoca (Ford e Willys-Overland). Alla fine Willys-Overland si aggiudicò quel contratto per dotare l’esercito americano di un veicolo -il MA- che sarebbe stato il lontano antenato dell’attuale Jeep Wrangler. Un modello con cui condivide ancora alcuni dettagli curiosi e sorprendenti in un modello attuale: porte che si possono rimuovere e parabrezza ribaltabile, così come il tetto smontabile che può essere coperto con un telone.

Design esterno

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Brutale o rude, sono due degli aggettivi che meglio definiscono il design esterno della Jeep Wrangler, anche se è proprio il suo design a renderla così speciale. Partendo dall’enorme griglia con le sette feritoie tipiche del marchio, i due fari (alogeni, con un’illuminazione migliorabile) e con i due fermi che chiudono il cofano. Spiccano le due prese d’aria del cofano “Power Dome“, esclusive di questa edizione 75 anniversario. Proprio questa edizione aggiunge una serie di elementi esterni specifici come il logo Jeep in colore bronzo, la vernice verde “Sarge”, passaruota in colore carrozzeria, cerchi da 18 pollici specifici (con pneumatici enormi di misura 255/70 R18) e dettagli specifici all’interno.

Proseguendo con la rassegna dell’esterno, la nostra unità non disponeva di pedane per facilitare l’accesso al veicolo, il che non era impresa facile data l’grande altezza da terra. Come su tutte le Wrangler, le porte sono smontabili e inoltre si può rimuovere la capote (in due fasi, prima la parte anteriore e poi in un unico pezzo tutta la parte posteriore), anche se non è un’operazione semplice né alla portata di una sola persona (almeno per smontare la capote posteriore).

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Il portellone del bagagliaio si apre in due fasi: da un lato il vetro e dall’altro il portellone stesso, che incorpora la mitica ruota di scorta di dimensioni normali nella parte posteriore. Tutti i dettagli dell’esterno sono rudi, dal tappo del serbatoio del carburante (che si apre con la chiave ma non ha coperchio) fino alle stesse maniglie delle porte, che sono di grandi dimensioni.

Design interno

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All’interno, l’essenza esterna è ancora presente in una plancia che è cambiata poco nel corso delle generazioni, molto verticale, poco profonda, semplice e con pochi comandi oltre al sistema di navigazione e multimediale. La strumentazione è sobria, con un computer di bordo che include una bussola e mostra informazioni sul consumo medio, e che può persino mostrare alcune semplici indicazioni del sistema di navigazione (fino ad ora non era possibile).

All’interno si possono notare alcuni dettagli della versione 75 Anniversario, come i sedili in pelle e riscaldati (normalmente non disponibili sulla Wrangler), così come i monogrammi della maniglia del passeggero, gli inserti in colore marrone e i tappetini in gomma MOPAR.

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L’habitat ideale della Jeep Wrangler è qualunque luogo dove non ci sia asfaltoLa posizione di guida è peculiare: sulla Wrangler è il conducente che si adatta all’auto. Il volante si regola solo in altezza e non in profondità, mentre la posizione di guida è molto alta e verticale; comunque abbiamo percorso un lungo tragitto in autostrada (600 km) e i sedili sono stati piuttosto comodi, più di quelli in tessuto che normalmente equipaggiano la vettura. I posti posteriori hanno molto spazio per i piedi e altezza per la testa; certo, colpisce vedere la plastica della capote posteriore che si può rimuovere semplicemente svitando alcune viti.

Oltre ai due vani portaoggetti, di grandi dimensioni e con chiave, il resto dei vani della Wrangler è composto da un portabicchieri nel tunnel centrale e da diverse reti nelle porte che fungono da vano portaoggetti (anche se rustiche, sono pratiche per piccoli oggetti). Il bagagliaio è di grandi dimensioni, con una capacità di 498 litri, anche se è alto per caricare oggetti voluminosi e la capote in tela che è dotata per essere dispiegata in caso di pioggia e per guidare a cielo aperto limita molto il carico.

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Un altro dettaglio migliorabile è il subwoofer, collocato al centro del bagagliaio (protetto da una rete metallica molto resistente), ma non è un posto pratico: basta mettere la spesa nel bagagliaio e alzare un po’ il volume perché all’arrivo a casa ci ritroviamo con un vero pasticcio a causa della potente vibrazione; credo che la collocazione laterale, come sulla Sahara, sia più logica.

Motore: 200 CV di pura forza

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La Wrangler Unlimited 75 Anniversario protagonista di questa prova nasconde sotto il grande cofano una vecchia conoscenza: si tratta del propulsore 2.8 CRD da 200 CV, un motore che da anni equipaggia la Wrangler senza grandi cambiamenti. Nonostante i suoi 200 CV è un propulsore a soli quattro cilindri che si distingue per la sua forza, non per la finezza, né per le prestazioni o la raffinatezza (anche se non è quello che cerca).

Il cambio automatico a cinque rapporti è di serie: sono poche marce, ma funziona più che correttamente se si considera l’uso per cui è concepita la Wrangler. Si può gestire in modalità sequenziale dalla stessa leva del cambio, è abbastanza rapido nel cambiare marcia e ha anche una buona capacità di ritenuta in caso di discese prolungate. Il cambio è particolarmente utile quando usciamo dall’asfalto, poiché integra in ogni momento il sistema di trazione dell’auto e il riduttore. Normalmente è a trazione posteriore (con parecchio nerbo se disinseriamo il controllo di trazione) e, in caso di inserimento del riduttore, invia la forza alle ruote anteriori.

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Quanto alle prestazioni, la Wrangler non è un veicolo che risponde rapidamente né con agilità quando si preme il pedale dell’acceleratore; è piuttosto lenta, ma al propulsore non manca mai la forza. Ha una buona risposta a bassi regimi e fino a superare i 3.000 giri/min. Ne è prova la sua coppia di 460 Nm disponibile da 1.600 a 2.600 giri; in effetti, rispetto al modello del 2011 la coppia è stata migliorata e ottimizzata per una risposta migliore ai bassi regimi. Se viaggiamo in autostrada c’è un certo regime che può far lievitare i consumi, dato che a 120 km/h il motore gira a 2.500-2.800 giri, risultando poco eco, come ci ricorda la fascia verde sul contagiri che arriva fino a 2.300 giri/min.

Comportamento

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La Jeep Wrangler è un’auto creata per esplorare e percorrere quei luoghi o terreni dove un’auto normale non può arrivareL’habitat ideale della Jeep Wrangler è qualunque luogo dove non ci sia asfalto; di fatto si può arrivare in luoghi unici e non importa il tipo di terreno. Eppure non è un’auto scomoda in altri ambienti: in autostrada, dopo il nostro consueto percorso di 1.200 km, è un’auto relativamente confortevole. Le sue dimensioni e la scarsa aerodinamica fanno sì che nell’abitacolo entri molto rumore, ma in compenso c’è il potente impianto audio o il suono del motore quando premiamo l’acceleratore. Non spicca per comfort in autostrada, ma non è scomoda: i sedili in pelle hanno una buona imbottitura e il controllo di velocità è un valore aggiunto in termini di comfort. Quanto alla risposta, il motore è più che sufficiente per viaggiare ad alte velocità, anche se le sensazioni dello sterzo e le reazioni sono molto distanti da quelle di una berlina.

Su strada la Wrangler è un’auto comoda, soprattutto se l’asfalto è in cattive condizioni o ci sono buche, poiché la sospensione e il grande profilo dei pneumatici (255/70 R18) sono in grado di assorbire qualsiasi imprevisto senza ridurre il comfort a bordo. Certo, non è un’auto agile (grandi dimensioni e telaio a longheroni e traverse) e ha bisogno che anticipiamo le situazioni della strada e del traffico per non prenderci nessuno spavento. Per esempio, i freni sono potenti, ma se spingiamo troppo la frenata come se fosse una berlina potremmo prendere una sorpresa; detto questo, sono tutte questioni più che logiche per un’auto di questo tipo, con queste dimensioni e questo peso.

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Infine, la città forse è l’ambiente più sfavorevole per la Jeep Wrangler, soprattutto per questa versione Unlimited, dato che è un’auto di grandi dimensioni che inoltre non dispone di alcun tipo di assistenza né per parcheggiare né per manovrare (a parte lo sterzo servoassistito); quindi, infilarsi nel centro di una grande città con la Wrangler è quanto meno un’esperienza. Certo, si vedono gli altri conducenti da una prospettiva insolita (data l’altezza) e i suoi grandi specchietti retrovisori (più tipici di un camion) offrono un’ottima visibilità.

Comportamento off-road

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Il senso pieno della Jeep Wrangler è uscire dall’asfalto: è un’auto creata per esplorare e percorrere quei luoghi o terreni dove un’auto normale non può arrivare. Le sue specifiche sono orientate all’uso off-road; il suo telaio è il tradizionale a longheroni e traverse (uno dei pochi sopravvissuti con questa configurazione), che non è per nulla agile su strada ma è perfetto per l’uso off-road. La sua sospensione è formata da un ponte rigido anteriore DANA 30 (DANA 44 nella versione Rubicon) con 5 punti di ancoraggio con bracci oscillanti, barra Panhard, molle elicoidali e barra stabilizzatrice, e un ponte rigido posteriore DANA 44.

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Poi c’è il sistema di trazione Command-Trac con riduttore, che ci permette di cambiare tipo di trazione in qualsiasi momento adattandosi al percorso. Il rapporto di riduzione di 2,72:1 moltiplica la coppia motrice a bassa velocità, consentendo di aumentare la trazione in condizioni difficili. Per attivare la trazione disponiamo di una leva con diverse posizioni (2H, 4H e 4L) sulla quale bisogna applicare una leggera forza per azionarla.

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Se a tutto questo aggiungiamo una generosa altezza libera da terra (26 cm), angoli d’attacco e di uscita eccezionali (i migliori del mercato 4×4 attuale) e pneumatici BRIDGESTONE DUELER HT 840 di misura 255/70 R18, la Wrangler ha difficoltà minime quando decidiamo di uscire dall’asfalto. Nella nostra prova abituale su un tagliafuoco, dove molti 4×4 devono salire con la trazione inserita, la Wrangler è salita tranquillamente in modalità 4×2 (trazione posteriore), il che già ci dava un’idea delle sue capacità. È particolarmente brava nei fossi: quando il terreno diventa irregolare, questa Jeep non ha paura e avanza senza complessi, così come sulle superfici rocciose (e pensare che la Rubicon migliora ulteriormente le capacità off-road della Wrangler).

La protezione del sottoscocca è migliorabile, ma supera di gran lunga le tipiche protezioni in plastica che equipaggiano altri 4×4 sul mercato. La cosa buona del sistema di trazione a inserimento manuale è che non interviene mai un computer o una centralina a dare ordini, il che ci fa guadagnare tempo in caso di imprevisti e in capacità di reazione. In modalità 4H la manovrabilità si riduce, poiché le ruote dei due lati girano in modo solidale.

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In sintesi, qualsiasi luogo senza asfalto è ideale per la Jeep Wrangler, essendo un’auto molto divertente in questo tipo di ambienti (ancor più se disinseriamo il controllo di trazione, anche se bisogna avere agilità nelle mani), e su questo tipo di terreni si può praticamente arrivare ovunque vogliamo: è uno dei 4×4 più capaci del mercato.

Consumo

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Il motore 2.8 CRD con i suoi 200 CV non è certo un propulsore parsimonioso, anche se si muove su valori ragionevoli. In autostrada il consumo medio è stato di 9,6 litri ogni 100 km, una cifra che sicuramente può scendere ancora un po’, tenendo conto dei pochi chilometri della nostra unità di prova (che non superava i 2.000 km). Mentre su strada il consumo normale era di 10,5 litri ogni 100 km; sorprendentemente, in città arrivava appena a 12 litri ogni 100 km come valore massimo nel nostro consueto percorso per le strade di Vigo.

Equipaggiamento

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L’equipaggiamento dell’edizione 75 Anniversario è molto completo: si basa sull’allestimento Sahara con elementi propri e non trascura alcun dettaglio. Oltre allo stile specifico, sia esterno che interno, spiccano i sedili in pelle riscaldabili, il sistema di navigazione con schermo touch da 6,5 pollici e connessione Bluetooth, il controllo di velocità, il climatizzatore, l’impianto audio Alpine da 570 W, i fari automatici e il sensore pioggia.

Tra gli elementi più degni di nota dell’equipaggiamento c’è il sistema di navigazione con schermo touch da 6,5 pollici: un sistema che, pur non essendo nuovo, funzionava in modo sublime nella ricerca degli indirizzi e nelle indicazioni di navigazione, il tutto con una buona cartografia che altre auto più premium non hanno. A questo si aggiunge il potente e nitido impianto audio firmato Alpine, con una potenza di 570 W, paragonabile a quei sistemi audio che i marchi premium fanno pagare come optional.

Opinione personale e prezzo

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Dopo aver provato diversi modelli, alcuni dei quali veri 4×4, raramente ho avuto il piacere di guidare un’auto autentica. È vero che rinuncia ad alcuni comfort che oggi tutte le auto hanno, ma con la Wrangler puoi tornare a sentire la guida (cosa che non sempre riesce a un’auto) e inoltre possiamo uscire dalla strada con piena sicurezza, perché il sistema di trazione risponderà in ogni caso, qualunque sia il percorso. Dall’altro lato della bilancia c’è il prezzo, elevato per un’auto più che ammortizzata, e alcuni elementi che chiedono a gran voce un miglioramento, come le luci.

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Il prezzo di partenza di una Jeep Wrangler nella versione “corta” parte da 39.200 euro (senza sconti), ma la versione 75 Anniversario sale fino a 51.200 euro (senza sconti); se inoltre vogliamo la versione Unlimited, il prezzo sale fino a 54.200 euro. Questi prezzi possono ridursi a seconda della promozione in vigore.

Foto | Diego G. Moreira

un comentario

  1. alexis says:

    hola nesecito un motor 2.8 wrangler sahara diesel si alguien puede ayudarme a conseguirlo por favor se lo agradesco en mio se me tranco

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