Marchionne vuole dare a Ferrari una nuova Dino con motore V6 posteriore centrale

Guillermo Arnal     6 June 2015     4 min.
Marchionne vuole dare a Ferrari una nuova Dino con motore V6 posteriore centrale

Il corso degli eventi ha reso ancora più evidente l’abisso che separa Luca di Montezemolo e Sergio Marchionne. Nonostante ciò, il nuovo presidente di Ferrari, che cumula la carica con la guida di Fiat Chrysler Automobiles, lascerà un’impronta indelebile durante il suo mandato alla casa di Maranello. Le sue dichiarazioni, per il loro carattere polemico, non hanno nulla da invidiare a quelle del suo predecessore. Le ultime, pronunciate alla rivista britannica Autocar, faranno parlare a lungo gli appassionati del marchio.

Marchionne intende aggiungere alla gamma di Ferrari un nuovo veicolo che recuperi la denominazione Dino. La decisione, come ha spiegato ad Autocar, è ferma e resta solo da stabilire quando avverrà il lancio. Il modello non rappresenterà una reinterpretazione moderna dei prodotti di quel marchio secondario – che non venivano commercializzati come Ferrari – degli anni Sessanta e Settanta. L’obiettivo è, piuttosto, creare e occupare un quinto spazio nell’attuale ventaglio di sportive.

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Basandosi su ciò che Marchionne gli ha raccontato, Autocar prevede per la prossima Dino un carattere più prestazionale di quello della California T e, addirittura, delle sportive dell’antico marchio secondario.La pubblicazione inglese descrive la Dino del XXI secolo come un’alternativa alla California T più vicina a una sportiva pura e dura. Mentre la spider con configurazione 2+2 si adatta meglio al concetto di vettura orientata alla guida rilassata e a un uso ludico, la sua prossima compagna punterà sul dinamismo, sulle emozioni e su altri attributi più in linea con ciò che gli appassionati puristi intendono per una vera Ferrari. Tra questi spiccherà la sua架构 meccanica: a differenza della California T, la Dino avrà il motore in posizione centrale.

Ma dietro queste promesse si nasconde un altro obiettivo su cui si fonda la concezione di questo veicolo. Il vero ruolo della nuova Dino sarà contribuire a continuare a ridurre la media delle emissioni inquinanti dell’offerta di Ferrari. Sebbene l’adozione di propulsori turbo rappresenti un primo passo, il costruttore italiano deve continuare a lavorare per adeguarsi alle normative più severe che regoleranno i mercati cinese, statunitense ed europeo.

La condizione di indipendenza in cui si trova ora Ferrari, separata da FCA, le impedisce di usare le cifre di emissioni di CO2 del gruppo italoamericano per migliorare il proprio computo particolare. Questa Dino dovrà quindi impiegare una meccanica efficiente e relativamente più rispettosa dell’ambiente di quanto sia abituata a gestire Ferrari.

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Gli indizi suggeriscono che questa Dino sarà alimentata da un V6 biturbo da 500 CV.Autocar assicura che Marchionne punta su un motore V6 sovralimentato da due turbocompressori capace di erogare 500 cavalli di potenza. Sebbene la cifra sia inferiore a quella della California T, il cui V8 biturbo da 3,9 litri sviluppa 560 CV, Ferrari mira a offrire prestazioni simili, o anche superiori, e il prestigio intrinseco dei propri prodotti.

Il presidente del marchio e amministratore delegato di FCA ha espresso la propria soddisfazione per i risultati emersi dalle ricerche interne sulla produzione di questo propulsore. Non dimentichiamo che Ferrari già costruisce motori V6 con doppio turbocompressore per Maserati, quindi ha esperienza pregressa nel settore.

L’intento del costruttore è che il pubblico consideri la nuova Dino un vero Ferrari e non un modello economico e di classe inferiore.Un altro punto su cui Marchionne ha evitato di dilungarsi riguarda l’influenza dell’inserimento della Dino sulla produzione annua di Ferrari. Oggi le sue linee di montaggio sfornano 7.000 vetture all’anno. Il dirigente originario di Chieti vuole proteggere l’immagine di esclusività di Ferrari. Un aspetto che implica non solo impegnarsi per evitare che il pubblico consideri la Dino un altro modello “economico e di categoria inferiore“, ma anche che il ritmo di assemblaggio non cresca troppo al punto che i suoi prodotti si svalutino.

Marchionne ha precisato ad Autocar a questo proposito: “Preferisco produrre 500 vetture in meno rispetto a quelle richieste dal mercato piuttosto che 500 in più. Dobbiamo attenerci alle aspettative dei nostri clienti riguardo a Ferrari come marchio di prestigio”. Molte responsabilità per il futuro benjamin di Ferrari, che non sempre ha avuto troppa fortuna quando ha giocato la carta della sportiva economica per ampliare il pubblico di riferimento.

Via | Autocar

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