Peugeot 208 1.6 e-HDi 92 CV, prova (Motore, prestazioni, comportamento e consumi)

Da più di 30 anni Peugeot è una delle protagoniste del segmento delle utilitarie grazie alla 205, negli anni ’80, e alle 206 e 207 negli anni ’90 e 2000. Alla fine dello scorso anno è arrivata la sostituta di quest’ultima, la 208, presentata con molte novità sia nel comparto estetico sia in quello tecnologico, nell’equipaggiamento e nei motori. Inoltre garantiva una maggiore abitabilità e un bagagliaio un po’ più capiente. E tutto con una carrozzeria leggermente più corta.
Alcuni mesi fa il mio collega Diego G. Moreira ha avuto un primo contatto con la 208, nel suo caso con il motore a benzina 1.4 VTi da 95 CV. Ora abbiamo potuto provare la versione diesel 1.6 e-HDi da 92 CV, forse la più interessante della gamma perché la più equilibrata. È la variante intermedia per potenza e prezzo tra quelle a gasolio, ha un motore che risponde bene e consuma poco e può offrire molto equipaggiamento. Tutto ciò rende la 208 1.6 e-HDi da 92 CV una opzione molto interessante.
Motore e prestazioni

Il motore diesel 1.6 e-HDi da 92 CV montato sulla nostra vettura di prova si colloca al di sopra del 1.4 HDi da 68 CV e al di sotto del 1.6 e-HDi da 114 CV. Abbiamo detto che potrebbe essere la versione più interessante ed equilibrata perché non è carente di potenza come quella da 68 CV e ha la forza sufficiente, purché si gestisca adeguatamente il cambio, così da non rimpiangere i 22 CV in più della variante più potente.
Questo propulsore diesel e-HDi da 92 CV risponde bene alle richieste del conducente tramite il pedale dell’acceleratore quando il regime supera le 1.800-2.000 giri/min. Da lì in poi eroga la potenza in modo deciso, il che permette di guadagnare velocità rapidamente e in pochi metri. Questo consente, per esempio, di effettuare un sorpasso in sicurezza su strade a doppio senso o di immettersi su una via veloce con la garanzia di poter completare la manovra senza alcun problema.

Se si lascia il motore scendere di giri e lo si fa lavorare nella zona bassa del contagiri, sotto quei 1.800-2.000 giri/min, si sente la mancanza di una risposta migliore. La soluzione è semplice: scalare una marcia. In questo modo si torna ad avere forza sufficiente all’acceleratore per affrontare quasi qualsiasi situazione in strada. Pertanto, una corretta gestione del cambio garantirà piena soddisfazione per quanto riguarda la risposta del motore.
Questo motore, un po’ rumoroso, soprattutto a freddo e a bassi giri, è abbinato a un cambio manuale a cinque rapporti dalla risposta meno morbida, cosa che da qualche anno è una tendenza in Peugeot e che va apprezzata. Ha corse corte e ben definite che facilitano il passaggio da una marcia all’altra.

Sebbene questo motore e-HDi da 92 CV non sia un prodigio di morbidezza, poiché produce qualche vibrazione in partenza da fermo, è molto piacevole, per rapidità e fluidità, il suo sistema di arresto e avviamento automatico (‘Stop & Start’) nelle soste, come semafori e code. È tra i migliori dispositivi di questo tipo disponibili oggi. Affinché il conducente sappia in ogni momento per quanto tempo il motore è rimasto spento, e quindi senza consumare, c’è un indicatore ‘ECO’ nel quadro strumenti che mostra i minuti e i secondi in cui lo ‘Stop & Start’ è stato attivo.
Comportamento

Se la 207 era già un modello molto soddisfacente, la 208 lo è un po’ di più perché è più stabile, più facile da guidare in situazioni complicate come le curve successive ad alta velocità, e perde meno l’assetto nei forti cambi d’appoggio sui tratti tortuosi.
Nel complesso, la 208 è una delle utilitarie che trasmettono le migliori sensazioni al conducente, che risponde meglio grazie alle sue reazioni precise e alla sua buona sospensione. Quest’ultima svolge bene il proprio compito perché non è né rigida né secca, filtra bene le irregolarità del fondo stradale e trattiene adeguatamente la carrozzeria, evitando grandi movimenti laterali o in avanti.

Lo sterzo, in un primo momento, è un po’ morbido. È quello che si percepisce quando si manovra da fermi e a bassa velocità. Tuttavia, una volta in marcia, man mano che si acquista velocità, questa sensazione scompare perché lo sterzo diventa più duro e offre un feeling migliore, più preciso.
Su autostrade, superstrade e strade a doppio senso, così come nelle tangenziali delle grandi città, la 208 si trova a suo agio perché ha una buona stabilità e permette di viaggiare comodamente. Anche la circolazione urbana è il suo habitat, se possibile ancora di più, perché le sue dimensioni ridotte la rendono molto maneggevole.

A questo contribuisce anche il suo volante, più piccolo del solito e uno dei suoi tratti distintivi. Permette di manovrare con estrema facilità, e a questo aiuta anche la sua capacità di sterzare molto con poco spazio. Ciò consente di muoversi nei centri storici senza problemi. Anche parcheggiare non richiede grandi sforzi grazie alla somma di tutti questi fattori.
L’unico neo, per alcuni conducenti, potrebbe essere che i pedali sono un po’ ravvicinati tra loro e che la visibilità dal posto di guida non è buona come dovrebbe in alcune curve a causa delle generose dimensioni dei montanti del parabrezza. Poiché il lunotto non è molto grande, i sensori di parcheggio posteriori risultano molto utili.
Consumi

Uno dei punti di forza della 208 1.6 e-HDi da 92 CV è che consuma poco in qualsiasi circostanza. Questa versione ha un consumo medio omologato di 3,8 l/100 km, sia con il cambio manuale a cinque rapporti sia con il cambio automatico robotizzato (‘CMP’) a sei rapporti. È difficile raggiungere una cifra così bassa, ma non è complicato, con una guida efficiente, ottenere consumi vicini a 5,0 l/100 km.
In autostrada e superstrada, guidando in modo normale, accelerando con decisione quando necessario, per esempio per affrontare una forte salita o per effettuare un sorpasso, il consumo medio si attesta intorno ai 5,5 l/100 km viaggiando a una media di circa 120 km/h.

Su strade a doppio senso e nei dintorni dei centri urbani, viaggiando a 90-100 km/h, il consumo si avvicina ai 5,0 l/100 km. In città, basta prestare un minimo di attenzione alla guida e non tirare troppo le marce per ottenere consumi vicini ai 6,0 l/100 km. Per consumare più di questa cifra bisogna viaggiare costantemente con il motore molto alto di giri e senza prestare attenzione né all’efficienza né al cambio.
La 208, come molti modelli oggi sul mercato, dispone di un indicatore di marcia consigliata, utile per ottenere il consumo minimo possibile.
Nella seconda parte della prova della 208 ci concentreremo sul design della carrozzeria e dell’interno, oltre a descrivere nel dettaglio gli elementi più rilevanti dell’abitacolo, con particolare attenzione allo spazio disponibile, ai materiali e alle finiture, nonché al sistema multimediale con schermo touch che permette di gestire diversi dispositivi.

Foto | Jaime Arruz e team di prova
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Yo aconesejo a todo el mundo a comprarse un Peugeot, yo tuve un 307 y la verdad es que me arrepiento de haberlo vendido para adquirir algo más grande. Era pequeño, confortable, no se iba en las curvas y le pisaba bien y consumía muy poco combustible. Confío en que el 308 irá aún mejor que el predecesor.
Un saludo