Prova: le chiavi per scegliere bene un Jaguar F-PACE Diesel

Antonio Roncero    @roncero_antonio    1 August 2023     10 min.
Prova: le chiavi per scegliere bene un Jaguar F-PACE Diesel

Dopo l’ultimo aggiornamento avvenuto alla fine del 2022, la Jaguar F-PACE si ritaglia il suo spazio tra i SUV di lusso della sua categoria con più tecnologia e più comfort che mai, e con tre opzioni turbodiesel tra cui scegliere.

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La Jaguar F-PACE è sul mercato dal 2016. Qualche annetto, per il ritmo con cui si muove questo settore, anche se nel corso della sua vita il SUV inglese ha subito successivi aggiornamenti. Il modello attualmente in vendita è quello che nel 2020 ha sostituito la prima generazione, e che nel 2022 ha ricevuto alcuni miglioramenti di dotazione.

Le principali novità dopo l’ultimo aggiornamento di dicembre 2022 hanno incluso il miglioramento dell’autonomia per la variante F-PACE P400e ibrida plug-in, il ritorno in gamma della F-PACE Diesel di accesso da 163 CV, che era stata tolta dalla vendita all’inizio di quell’anno, e ulteriori miglioramenti dell’equipaggiamento. Tra questi ultimi, il più importante è lo schermo TFT di serie per la strumentazione e i cerchi da 19 pollici.

In questo modo, la gamma Jaguar F-PACE offre attualmente le seguenti opzioni meccaniche, con prezzi di partenza a partire da:

  • F-PACE 2.0 D (163 CV): 72.550 €
  • F-PACE 2.0 D (204 CV): 75.700 €
  • F-PACE 3.0 D (300 CV): 90.750 €
  • F-PACE PHEV (404 CV): 85.750 €
  • F-PACE 5.0 V8 (550 CV): 130.650 €

Tutte le versioni includono di serie la trazione integrale AWD e il cambio automatico. I tre diesel e il V8 dispongono della tecnologia di ibridazione leggera MHEV, che consente loro di esporre l’etichetta ECO della DGT.

Questa volta mi concentrerò sulle due versioni di accesso alla gamma con il motore 2.0 turbodiesel a quattro cilindri, perché per me non c’è dubbio nella scelta se valga la pena fare il salto al 3.0 D a sei cilindri. La spiegazione è molto semplice: sì, il 3.0 a 6 cilindri è un motore fantastico, più fluido e con prestazioni migliori del 4 cilindri da 204 CV. Ma la differenza non è tale da giustificare l’investimento di 15.000 euro in più per il sei cilindri (10.000 euro se si pareggia la dotazione).

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Inoltre, se valutassi in modo particolare quella maggiore raffinatezza e prestazioni più sportive, il 3.0 D ha un altro handicap: a parità di dotazione costa quanto la F-PACE PHEV, che ha 404 CV, omologa ora 65 km di autonomia in modalità elettrica e gode di tutti i vantaggi della etichetta CERO. In sintesi: se ci muoviamo nella parte alta della gamma per prezzo e potenza, in cerca di lusso e sofisticazione, meglio la PHEV che il diesel più potente. Se vuoi una F-PACE con cui passare molto tempo in autostrada con grande autonomia e un basso costo al chilometro, allora bisogna guardare ai turbodiesel a 4 cilindri.

La migliore F-PACE per equilibrio tra prestazioni e consumi

Fatta questa prima precisazione, la faccenda si semplifica. Con il ritorno della versione da 163 CV come motore di accesso alla gamma F-PACE per potenza e prezzo, il dubbio successivo è se sarà sufficiente o se valga la pena pagare i circa 3.000 euro che costa la versione dello stesso motore da 204 CV. E qui ti dico che vale la pena non lesinare.

È vero che in molte situazioni di guida il motore meno potente è sufficiente. E le sue prestazioni sono corrette, con 195 km/h di velocità massima e 10,1 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h. Ma la versione da 204 CV ha più “grinta”, e questo si nota non solo in accelerazione -quasi due secondi più rapida, fermando il cronometro a 8,2 secondi-, ma anche nelle riprese da marce lunghe senza che il cambio automatico debba scalare. E sebbene il consumo omologato sia lo stesso in entrambi i casi, 6,3 l/100 km, oso dire che nell’uso reale quello più potente finirà per avere un vantaggio, anche se piccolo.

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Già che parliamo di consumi, durante la nostra prova con la F-PACE diesel da 204 CV non ho trovato difficile ottenere medie reali di 7 l/100 km e perfino scendere sotto questa cifra su percorsi autostradali a velocità di crociera stabile. In queste condizioni, i rapporti lunghi della trasmissione permettono di viaggiare a 120 km/h in ottava marcia con il motore che gira appena a 1.800 giri/min, con un livello sonoro molto contenuto e un consumo molto basso usando i programmi “Eco” o “Comfort” sulla manopola rotante.

Se vuoi sfruttare di più la potenza e passi alla modalità “Sport”, per esempio per guidare su strade tortuose, si avverte chiaramente al pedale dell’acceleratore una maggiore capacità di risposta… e anche che il consumo medio già passa a circa 8 l/100 km, e oltre. In ogni caso, il consumo è una delle virtù di questo motore da 204 CV, che muove la F-PACE con grande disinvoltura, anche se resta leggermente indietro in raffinatezza se lo confrontiamo con i migliori della sua classe, cioè il 4 cilindri turbodiesel di BMW, che è uno dei miei preferiti.

Al volante della Jaguar F-PACE 2.0 D: orientata al comfort

Proseguendo con le qualità dinamiche della F-PACE, ho dovuto consultare appunti e prove precedenti di questo modello nella sua prima generazione per confermare le sensazioni che mi ha trasmesso al volante: siamo di fronte a un’auto più confortevole di prima, sia per il modo in cui lavorano le sospensioni sia per l’isolamento acustico, con una magnifica qualità di marcia.

C’è un pacchetto di equipaggiamento che incide direttamente sul comportamento dinamico del veicolo, ed è il pacchetto Dynamic Pack. Costa quasi 5.000 euro e include sospensioni adattive, il sistema adaptive surface response, il sistema Configurable Dynamics, le pinze dei freni verniciate in rosso e degli enormi cerchi da 22 pollici.

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Ma l’auto va molto bene così com’è di serie, per cui rinuncerei a questo pacchetto che esteticamente sta molto bene, ma che obbliga a “caricare” per forza degli enormi cerchi e pneumatici 265/40, che non servono affatto alla F-PACE 2.0 Diesel. Al massimo prenderei in considerazione l’opzione singola delle sospensioni adattive, che costa circa 1.500 euro; e già che ci siamo, i 210 euro aggiuntivi del surface response, che analizza la strada e anticipa regolando la sospensione. Ma, come dico, così com’è di serie l’auto offre un comportamento molto equilibrato.

Anche gli assistenti alla guida funzionano molto bene, ma il più interessante, il cruise control adattivo con assistente allo sterzo, è opzionale e fa parte di un pacchetto da pagare a parte: il Driver Assist Pack. Costa circa 830 euro e aggiunge il monitor per la retromarcia e il rilevamento collisione posteriore, oltre al monitor dell’angolo cieco. Per il prezzo dell’auto, credo che siano elementi che dovrebbe includere di serie, così come il dispositivo per la ricarica wireless dello smartphone, che costa 200 euro; o l’accesso senza chiave, che ammonta alla bellezza di 1.220 euro.

Un interno lussuoso e sofisticato

A una Jaguar, indipendentemente dal prezzo, si richiede una qualità di finiture e un’impeccabile rifinitura interna, cosa che non sempre è stata così per la F-PACE. Ma dall’ultimo aggiornamento il SUV inglese non ammette critiche su questo aspetto. Tutti i materiali danno un’impressione di grande qualità e si nota cura e attenzione per i dettagli, dal feedback che trasmettono i vari comandi quando si azionano fino alle rifiniture anche nelle zone non visibili. Voto molto alto, senza arrivare all’eccellenza che darei, ad esempio, alla Mercedes GLC o a una Audi Q5.

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La lista delle opzioni di personalizzazione è da riempirci un libro: c’è di tutto da scegliere, tra rivestimenti di diversi materiali e colori, passando per modanature, tipi di sedili ecc. Certo, i prezzi non sono affatto economici appena si esce dalla dotazione di serie. Quanto all’abitabilità, è nella media alta in tutte le misure, anche nella capacità del bagagliaio, con 470 litri e forme molto sfruttabili.

Mi è piaciuto molto come funziona il sistema di infotainment Pivi-Pro. Un’altra cosa più discutibile sarebbe come è stata risolta Jaguar la collocazione del grande schermo da 11,4 pollici del sistema multimediale, che appare “sovrapposto” sulla plancia, rendendo chiaro che si tratta di un aggiornamento tecnologico successivo al disegno iniziale. Non è quindi integrato nel design, ma personalmente credo che non stoni. In ogni caso, i dubbi si dissolvono constatando quanto funzioni bene il sistema in fluidità, risoluzione e connettività, con collegamento per Apple CarPlay e Android Auto già in modalità wireless.

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Un altro ambito in cui la F-PACE ha guadagnato molto è la nuova strumentazione digitale, in sostituzione di quella precedente con orologi analogici e un display TFT tra essi. L’unità a cui corrispondono le immagini aveva ancora quest’ultima, che non mi convinceva del tutto; ma la nuova, prima opzionale e di serie su alcune versioni, offre ora più rapidità e risoluzione e molte possibilità di personalizzazione. Il nuovo selettore del cambio, insieme ad altre modifiche ai pannelli delle portiere e al volante, conferiscono alla F-PACE un aspetto più moderno, tecnologico e sofisticato.

La Jaguar F-PACE 2.0 D a confronto con i rivali

Abbiamo già visto che la F-PACE è un’auto che ha saputo aggiornarsi per tenere testa alla concorrenza senza complessi, sia in termini di motori sia di comportamento dinamico, con una chiara virata verso il comfort. E anche in dotazione tecnologica, soprattutto per tutto ciò che riguarda l’infotainment e le ausilii alla guida. Il risultato è un’auto che regge qualsiasi confronto con i tre “big” della categoria, i SUV tedeschi di Audi, BMW e Mercedes, in ogni ambito… tranne il prezzo, dato che costa circa 10.000 euro in più rispetto ai rivali.

 

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Il più moderno di tutti è la Mercedes GLC, che a marzo dell’anno scorso è arrivata alla sua seconda generazione per sostituire il modello lanciato nel 2019. Disponibile in versione SUV o nella attraente e di successo GLC Coupé, la versione 220d 4MATIC da 200 CV è disponibile da circa 63.000 euro, e c’è una 300d 4MATIC da 269 CV a partire da 71.000 euro.

Aggiornato nel 2021, il BMW X3, che dispone anche di una variante coupé -la BMW X4-, si offre a partire da 59.000 euro nella versione xDrive 20d con allestimento X Line, e da 66.200 euro la xDrive 30d a sei cilindri e 286 CV, ancora molto più economica della F-PACE base da 163 CV e quattro cilindri.

Il terzo incomodo, la Audi Q5, è stata aggiornata l’ultima volta nel 2021 e, come gli altri due SUV tedeschi, può essere scelta anche con carrozzeria coupé, la Q5 Sportback. La si trova a partire da 55.500 euro con motore 2.0 TDI da 163 CV e trazione 4×2, ma quella che mette alle corde la F-PACE è la Q5 40 TDI quattro ultra da 204 CV, che costa circa 60.000 euro, 2.000 euro in più con l’allestimento S line.

Galleria fotografica della Jaguar F-Pace Diesel AWD

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