Volkswagen Tiguan 2.0 TDI 140 CV DSG 4M, prova (Design esterno, interni e finiture)

Diego G. Moreira     23 October 2012     3 min.
Volkswagen Tiguan 2.0 TDI 140 CV DSG 4M, prova (Design esterno, interni e finiture)

Seconda parte della prova della Volkswagen Tiguan 2.0 TDI da 140 CV con trazione integrale e cambio automatico DSG. In questa seconda parte analizziamo il design esterno, il design degli interni, lo spazio, il bagagliaio e la qualità delle finiture.

Passiamo ora al livello due, ovvero la seconda parte della Volkswagen Tiguan che stiamo provando per voi. Una prova che non sarà isolata, dato che dopo la Tiguan arriverà la prova della nuova Mazda CX-5, entrambe con motore diesel e cambio automatico.

Tornando al nostro protagonista di oggi, come anticipato ieri, la Tiguan è un modello veterano sul mercato, ma questo non significa che sia vecchia, tutt’altro. Meno di un anno fa, la Tiguan ha ricevuto il restyling corrispondente all’anno 2012, e questa unità che proviamo è una delle prime con il nuovo look.

Design esterno

I cambiamenti si concentrano soprattutto sull’esterno dell’auto, con piccole variazioni nella parte anteriore, griglia e nuovi fari che ora dispongono di tecnologia LED (optional) per le luci diurne. Precisiamo che sono optional, perché di serie le luci diurne sono a lampadina e non di tipo LED, che sono condivise con modelli come la Touareg.

Il restyling ha anche aggiunto nuove tonalità alla gamma del SUV più famoso sul mercato tedesco, uno dei suoi mercati più forti. Mentre sul posteriore, i gruppi ottici contano su tecnologia LED e pochi cambiamenti in un modello dal design tradizionale e senza grandi linee o un aspetto futuristico; proprio questo tipo di design è quello che invecchia meglio con il passare del tempo.

Uno dei punti deboli del posteriore è la piccola luce di retromarcia: è un dettaglio di minore importanza, ma dovrebbe avere dimensioni maggiori.

Design interno, abitabilità e finiture

Quando saliamo su una Tiguan, la postazione di guida ci sembra familiare: è la stessa della Golf Plus, certo con una posizione di guida leggermente più rialzata. Il design è sobrio, tipicamente Volkswagen, con l’essenziale e tutto presentato in modo pratico.

La qualità è corretta, non eccezionale, soprattutto considerando che nella parte superiore ci sono plastiche morbide al tatto, mentre nella parte inferiore compaiono già plastiche dure; la Golf ha una finitura interna migliore, nel complesso. Certo, i vani portaoggetti sono tutti rivestiti all’interno o hanno il fondo in gomma, un dettaglio che si ritrova anche sulla Golf.

I sedili anteriori sono comodi: la posizione leggermente rialzata offre una buona visibilità e spazio sufficiente per viaggiare comodi nei posti anteriori. Tuttavia, rispetto ad altri SUV, davanti è meno spaziosa e la sensazione è più simile a quella di una compatta che di un SUV.

Mentre dietro, viaggiano comodamente due adulti, tre ci starebbero più stretti, e ci sono alcuni elementi pratici, come la regolazione dello schienale dei sedili posteriori e lo scorrimento individuale (in due parti).

Questa versatilità è molto pratica, perché possiamo guadagnare spazio nel bagagliaio o nei posti posteriori in base alle nostre esigenze di ogni momento. Una persona alta non avrà problemi a viaggiare sulla Tiguan, sia davanti che dietro: fino a 1,90 metri si viaggia comodamente.

Vani portaoggetti e bagagliaio

Che gli interni derivino dalla Golf Plus si nota nella parte dei vani portaoggetti, perché ci sono parecchie soluzioni pratiche all’interno per riporre le nostre cose. Ci sono vani nella console centrale, nel tunnel centrale e nel vano che funge da bracciolo.

Il bagagliaio ha una capacità di 470 litri, con i sedili spostati indietro, lasciando il maggiore spazio possibile per i piedi. Le forme sono regolari e consente ancora una buona capacità di carico, nella norma per il segmento dei crossover.

Nella terza parte analizzeremo l’equipaggiamento della Tiguan, i prezzi e la nostra valutazione generale sul modello.

Foto | Diego G. Moreira

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