Golf Sportsvan Volkswagen Gamma / versioni Monovolume Prove
VW Golf Sportsvan 2.0 TDI, prova (motore, prestazioni, comportamento e consumi)

In questi giorni in Highmotor abbiamo trascorso del tempo con una delle auto più conosciute al mondo. Parliamo della Volkswagen Golf, ma non di una Golf “tradizionale”.
Il nostro compagno di viaggio è stata una Golf Sportsvan, la variante con un’impostazione familiare che, in questa settima generazione della Golf, sostituisce le precedenti Golf Plus.
Motore
La nostra unità di prova è equipaggiata con un propulsore 2.0 TDI che, nella sua ultima evoluzione, eroga 150 CV. È, di fatto, l’alternativa più potente attualmente disponibile sul mercato spagnolo. È possibile che in futuro vengano aggiunte opzioni più prestazionali, anche se anticipo che alla Sportsvan non serve proprio nulla di più.

Sovralimentato da un turbo a geometria variabile, il 2.0 TDI eroga 150 CV e 340 Nm. Di serie è abbinato a un cambio manuale a 6 marce, mentre come optional è disponibile un DSG, anch’esso a 6 rapporti. In generale, questo 2.0 TDI si presenta come un propulsore moderno, con un livello di rumorosità e vibrazioni che si distanzia molto da quei ruvidi TDI di un tempo. Anzi, è praticamente impossibile avvertire una qualche vibrazione con il motore in moto, a meno che non si sia appena avviato a freddo.
Prestazioni
Il 2.0 TDI è uno dei motori più diffusi del Gruppo VW: viene montato su moltissimi modelli e marchi, da Seat a Audi, passando per Skoda e, naturalmente, Volkswagen. Così, ci troviamo con un’A4 che monta lo stesso motore di una Seat León, garantendo sempre un ottimo risultato. La Sportsvan offre prestazioni più che sufficienti con questo motore, accelerando da 0 a 100 km/h in 9,2 secondi, mentre la sua velocità massima è dichiarata a 212 km/h.

Il motore ha forza già da 1.800 giri/min, momento in cui si risveglia e spinge con decisione. Non è paragonabile alla celebre “spinta TDI” di quei vecchi motori a pompa-iniettore, ma questo common rail conserva ancora un po’ di quel carattere così peculiare… nel bene e nel male. E infatti al di sotto di quella soglia di 1.800 giri/min il motore non ha forza sufficiente e, se ci distraiamo con il cambio di marcia, ci si può trovare di fronte a un vuoto di potenza davvero sgradevole.
In queste circostanze il motore si limita a tremare e a lamentarsi, chiedendo che si “scali una marcia”. All’opposto, i motori diesel si allungano sempre di più, e questo non fa eccezione. Eroga la potenza massima tra i 3.500 e i 4.000 giri/min, anche se oltre i 4.500 giri/min il motore si spegne e non dà più nulla, risultando più conveniente salire di marcia.

Le riprese una volta lanciati non rappresentano alcun problema per la Sportsvan, che offre un ampio margine di sicurezza e spinta per effettuare sorpassi con piena tranquillità. Inoltre, è in grado di mantenere velocità di crociera elevate senza affaticarsi, grazie a rapporti del cambio molto ben scelti.
Comportamento
La Sportsvan che ci ha accompagnato in questi giorni montava l’allestimento Sport, il più costoso e anche quello con un’impostazione più sportiva. Costruita sulla nuova piattaforma modulare MQB, la Sportsvan si propone come una delle migliori monovolume compatte del momento in quanto a comportamento, competendo direttamente con la BMW Serie 2 Active Tourer, l’altro riferimento del segmento.
È davvero sorprendente la risposta dell’auto quando dobbiamo affrontare le curve. La sospensione (McPherson all’anteriore e multibraccio al posteriore) contiene magnificamente le oscillazioni senza risultare particolarmente rigida e i freni, più che sufficienti, arrestano la vettura con rapidità. Non ci piace altrettanto la sensazione dello sterzo, troppo assistito e che non trasmette tutte le informazioni che vorremmo quando ci si vuole concedere qualche “gioia” al volante.

Tuttavia, come ho già detto, la Sportsvan offre una risposta più che sorprendente quando si tratta di percorrere un tratto di curve. È chiaro che la Golf Sportsvan non è una Golf GTI, cosa che d’altronde non pretende di essere, ma la si può definire “la Golf GTI tra le monovolume compatte”.
La nostra unità era dotata dell’opzione dei profili di guida, “Driving Mode Selection”, che consente di variare diverse impostazioni del veicolo, come l’assistenza dello sterzo o la risposta dell’acceleratore e, nel caso sia montato il sistema di ammortizzazione pilotata DCC, anche la sua rigidità. In modalità ECO la Sportsvan diventa una vera autostradista, capace di affrontare percorrenze impressionanti con grande facilità.
Esistono anche la modalità normale e la Sport, indicata per i momenti più “allegri”. Offre inoltre una modalità personalizzabile denominata “Individual”.
Consumi
La Golf Sportsvan 2.0 TDI con cambio manuale omologa valori di consumo davvero bassi: 5,1 litri in città, 4,0 nel ciclo extraurbano e 4,4 litri di media. Pur non essendo riusciti a raggiungere questi valori, il consumo finale della prova, 6,1 litri, mi sembra del tutto soddisfacente. In ambito urbano il consumo si aggira sui 6,5 litri, grazie anche allo Start&Stop, di serie su tutta la gamma, mentre in autostrada, a 120 km/h, il consumo si attesta intorno ai 5,5 litri ogni 100 km.
Ciò che è peggiorato rispetto alla precedente versione è l’autonomia, per la semplice ragione che la capienza del serbatoio è stata ridotta a 50 litri esatti, riserva inclusa.
Fotografia | Daniel Valdivielso
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