3 motivi per cui il motore diesel della Civic è il riferimento
Il nuovo motore 1.6 i-DTEC della Honda Civic diesel offre un equilibrio tra prestazioni ed efficienza senza eguali.
L’ultima generazione del motore 1.6 i-DTEC della Honda Civic diesel è diventato il grande punto di riferimento della sua categoria. Forte di una storia di successo nello sviluppo tecnologico dei motori a benzina, Honda decise all’inizio di questo secolo di costruire il suo primo propulsore diesel, di fronte all’enorme domanda di questo tipo di meccaniche in Europa: il motore 2.2 i-CTDI. Le aspettative erano molto alte, per il pedigree di Honda nella costruzione di motori. Il motore 2.2 i-CTDi ha stabilito un nuovo riferimento tra le meccaniche diesel per rendimento, raffinatezza e piacevolezza di guida, un’eredità che il suo successore, 1.6 i-DTEC, ha mantenuto un decennio dopo e che ora arriva nella sua ultima generazione. La nuova Honda Civic offre già questo rinnovato motore diesel nella sua gamma, e possiamo assicurare che è uno dei migliori del mercato. Ti spieghiamo perché:
1. Miglior equilibrio tra prestazioni ed efficienza rispetto ai predecessori

Con le migliorie introdotte nel nuovo motore diesel 1.6 litri i-DTEC, gli ingegneri di Honda sono riusciti a ridurre l’attrito dei cilindri, aumentare l’efficienza della conversione di NOx e introdurre diversi avanzamenti che permettono a questo propulsore di raggiungere un equilibrio tra prestazioni ed efficienza impressionante:
- Potenza massima: 120 CV a 4.000 giri/min.
- Coppia massima: 300 Nm a 2.000 giri/min.
- Emissioni di CO2: 91 g/km (Civic Sedán) e 93 g/km (Civic 5 porte) nelle versioni equipaggiate con cambio manuale.
- Emissioni di NOx: 57,2 mg/km
- Emissioni di particolato: 0,13 mg/km
- Consumo di carburante misto: 3,4 l/100 km (Sedán) e 3,5 l/100 km (5 porte).
Nella tabella seguente si può apprezzare il grande miglioramento che ha fatto il nuovo 1.6 i-DTEC rispetto ai predecessori:
| Motore | Potenza e coppia | Prove di omologazione | Consumo
|
Emissioni di CO2
|
Emissioni di NOx
|
Emissioni di particolato
|
| Accord 2.2 i-CTDi (2003) | 140 CV a 4.000 giri/min e
340 Nm a 2.000 giri/min |
NEDC | 5,4 l/100 km | 143 g/km | 173 mg/km | 20 mg/km |
| Civic 1.6 i-DTEC (2013) | 120 CV a 4.000 giri/min e
300 Nm a 2.000 giri/min |
NEDC | 3,6 l/100 km | 94 g/km | 139 mg/km | 0,15 mg/km |
| Civic 1.6 i-DTEC (2018) | 120 CV a 4.000 giri/min
e 300 Nm a 2.000 giri/min |
WLTP + RDE | 3,5 l/100 km | 93 g/km* | 57,2 mg/km | 0,13 mg/km |
In sintesi, parliamo di un motore che, a parità di prestazioni, raggiunge un’efficienza molto maggiore.
2. Efficienza e prestazioni reali: uno dei pochi che migliora i suoi dati nel rigoroso ciclo WLTP

Uno dei grandi risultati del nuovo motore 1.6 i-DTEC di Honda è che è riuscito a migliorare i suoi dati ufficiali di consumo ed emissioni nel rigoroso ciclo di omologazione WLTP, un risultato incredibile considerando che il suo predecessore otteneva i dati ufficiali con il permissivo ciclo NEDC. Il nuovo obiettivo della maggior parte dei costruttori è che i loro motori eguaglino la propria efficienza nel nuovo ciclo rispetto al vecchio NEDC, ma Honda ha raggiunto un traguardo molto più ambizioso.
Con il ciclo WLTP le auto ottengono dati di prestazioni ed efficienza molto più realistici, e questo accade perché le misurazioni effettuate sono molto più esigenti. Nella tabella seguente possiamo osservare le differenze più importanti tra il vecchio ciclo NEDC e il nuovo WLTP:
| Ciclo di prove di omologazione | NEDC | WLTP |
| Distanza della prova | 11 km | 23,3 km |
| Durata della prova | 1.180 s | 1.800 s |
| Velocità media | 33,6 km/h | 46,5 km/h |
| Velocità massima | 120 km/h | 131 km/h |
| Fermate | 9 | 14 |
| Guida a velocità costante | 475 s | 66 s |
| Tempo di accelerazione | 247 s | 789 s |
| Tempo di frenata | 178 s | 719 s |
| Tempo al minimo | 280 s | 226 s |
3. Incredibile riduzione delle emissioni di NOx senza usare AdBlue

Il motore 1.6 i-DTEC di Honda è l’unico propulsore diesel della sua categoria che raggiunge bassi livelli di emissioni di NOx (57,2 mg/km) senza utilizzare un serbatoio di AdBlue, un additivo che aiuta a ridurre le emissioni di NOx ma che comporta un costo extra di manutenzione.
Sempre più costruttori utilizzano l’AdBlue per ridurre le emissioni di NOx nei veicoli diesel (dove si trova in una percentuale maggiore che nei motori a benzina), ma non bisogna dimenticare che l’AdBlue resta un problema per l’utente in termini di costi di manutenzione e tempo impiegato (bisogna ricordarsi di riempire il serbatoio ogni 5.000 – 10.000 km).
Ricordiamo che gli NOx sono uno dei gas delle auto più dannosi per l’essere umano, per cui la normativa sulle emissioni è sempre più severa nella sua riduzione.
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