Abbiamo provato la nuova Honda Jazz Hybrid: monovolume e SUV
Per consumi, facilità d’uso e spazio interno, la nuova Honda Jazz è un’auto ideale per la città che non teme i viaggi su strada.

È il momento di metterci al volante della nuova Honda Jazz e conoscere più a fondo il nuovo monovolume compatto del marchio giapponese. Un’auto con molte qualità per essere considerata l’utilitaria ideale per muoversi in città. Ma, come vedremo, il suo raggio d’azione non si limita solo alle grandi metropoli.
Prima di entrare nel merito delle sensazioni di guida, iniziamo passando in rassegna la gamma e i prezzi, così come le caratteristiche più importanti di questa nuova generazione della Honda Jazz.
Versioni Jazz e Crosstar, prezzo da 21.900 euro
La nuova Honda Jazz è disponibile esclusivamente in versione ibrida, con il sistema di propulsione e:HEV che dichiara una potenza di 109 CV. Più avanti entreremo nel dettaglio di come funziona in teoria… e in pratica.
Questo motore è abbinato a tre allestimenti, denominati Comfort, Elegance ed Executive. Esiste una versione collocata al vertice della gamma per prezzo, con un’estetica diversa per avvicinarla a un SUV, commercializzata con la denominazione Honda Crosstar.
Ecco i prezzi della Honda Jazz:
- Jazz 1.5 i-MMD Comfort: 21.900 euro
- Jazz 1.5 i-MMD Elegance: 23.100 euro
- Jazz 1.5 i-MMD Executive: 24.800 euro
- Crosstar 1.5 i-MMD: 27.900 euro
Sulla carta, il prezzo è piuttosto elevato se cerchiamo auto delle dimensioni della Honda Jazz senza filtrare per tipo di propulsione o carrozzeria. Ma i monovolume praticamente non esistono più, e ancor meno in questa categoria, il che le conferisce un valore aggiunto e un vantaggio in termini di versatilità e spazio. E senza entrare nel dettaglio di ciò che include ogni versione, la dotazione è molto completa anche già dalla versione base.

Va sottolineato che con i 1.200 euro di differenza tra Elegance e Comfort si ottengono il piacevole rivestimento misto in tessuto e pelle, i sensori di parcheggio e il sistema Honda Connect con schermo touch da 9″. Le Elegance comportano un esborso di altri 1.700 euro rispetto alle Comfort, aggiungendo elementi come l’avviso di traffico trasversale, il sistema di rilevamento della presenza nell’angolo cieco, la chiave intelligente, il navigatore e la telecamera posteriore.
Quanto alla versione Crosstar, il suo unico “problema” è che viene commercializzata con un equipaggiamento chiuso, una sorta di “top di gamma”. Probabilmente molti utenti sarebbero attratti da questa proposta in una variante con meno dotazioni che abbassasse il prezzo d’accesso.

La Honda Crosstar si distingue per una griglia specifica, protezioni della carrozzeria, barre sul tetto, un rivestimento speciale più resistente (idrorepellente) e un impianto audio più potente. Ha anche più altezza da terra ed equipaggia cerchi da 16 pollici con pneumatici di misura 185/60. Sulle altre Jazz, i cerchi di serie sono 185/55-15 per l’allestimento Comfort, e da 16 pollici a partire dalle Elegance. È l’unica che può essere richiesta con una verniciatura bitono, con il tetto a contrasto.
L’abitacolo della nuova Honda Jazz
Il punto forte della nuova Honda Jazz all’interno è il rapporto tra dimensioni esterne e abitabilità. Sono i vantaggi del formato monovolume della sua carrozzeria, molto popolare in passato in questo segmento e oggi praticamente scomparso.

Con appena 4 metri di lunghezza e 1,53 metri di altezza, la Jazz mantiene quella versatilità che ha sempre caratterizzato questo modello. Offre ancora buone misure in tutti i posti, anche più di compatte di dimensioni maggiori, soprattutto nei sedili posteriori. E con miglioramenti nella visibilità (montanti molto sottili, plancia molto orizzontale) e nell’ergonomia (numerosi vani pratici per riporre oggetti).
Resta il comodo sistema che Honda chiama Magic Seats, che permette di ribaltare facilmente la seduta dei sedili posteriori contro lo schienale, facilitando il trasporto di oggetti alti. La posizione di guida ora è più naturale e rilassata (i pedali sono stati riposizionati) e si avverte il comfort e l’efficacia dei nuovi sedili. Spicca la splendida visibilità offerta dall’ampio lunotto e dai montanti anteriori molto slanciati. I materiali della plancia hanno un tatto e un aspetto più solido e robusto che lussuoso.

Dove resta un po’ indietro è nella capacità del bagagliaio, dovendo far posto alla batteria del sistema ibrido. Sono 304 litri secondo i dati ufficiali, che possono salire fino a 1.205 ribaltando i sedili posteriori. Quest’ultimo valore è superiore a quello di auto delle sue dimensioni. Sotto il pavimento c’è un vano che permette di riporre piccoli oggetti.
Connettività e sistemi di assistenza
La Jazz è un’auto piccola, ma non è indietro quando si tratta di sistemi di assistenza o connettività. Qui spiccano il nuovo sistema Honda Connect, di serie a partire dal secondo livello di allestimento. Non solo è più rapido e intuitivo navigare nei menu e scegliere la funzione desiderata, cosa di cui aveva bisogno. Aggiunge anche funzioni come un hotspot Wi-Fi o la compatibilità con Android Auto e Apple CarPlay, quest’ultimo senza necessità di cavo. Lo schermo in questo caso è da 9 pollici, contro i 5 delle versioni Comfort. Ciò che è di serie su tutte le Jazz, indipendentemente dal livello di allestimento, è la strumentazione digitale con schermo da sette pollici, di buona risoluzione e facile lettura.

Un’altra novità è il sistema di riconoscimento vocale che, invece di comandi fissi, riconosce frasi del linguaggio abituale. L’app My Honda consente di controllare diverse funzioni dallo smartphone, come impostare avvisi di geolocalizzazione o aprire e chiudere le porte a distanza. E il nuovo Assistente Personale Honda, già visto sulla Honda e, fornisce servizi online tramite comando vocale utilizzando intelligenza artificiale. Puoi chiedere, per esempio, dove mangiare e che tipo di cucina, e ti suggerisce ristoranti vicini con tavoli liberi.

Il pacchetto che Honda chiama Sensing include tutti i sistemi di sicurezza e assistenza alla guida. Non sono pochi, tra cui spiccano la frenata di emergenza con riconoscimento di pedoni e ciclisti, o il cruise control attivo. La novità principale è che ora questi sistemi funzionano meglio grazie a una nuova telecamera ad alta risoluzione che migliora la capacità di rilevamento degli oggetti (e persino di cordoli o segnaletica stradale) rispetto alla precedente combinazione di telecamera e radar. Un miglioramento che viene introdotto anche su altri modelli della gamma.
Un ibrido con tre motori
Il sistema di propulsione della nuova Honda Jazz è un po’ più sofisticato di quello degli ibridi convenzionali non ricaricabili in questa categoria. Utilizza tre motori: un 1.5 benzina da 72 kW (98 CV) e 131 Nm a 4 cilindri che funziona secondo il ciclo Atkinson, e due motori elettrici. Il primo ha 70 kW e funziona principalmente come generatore di elettricità; il secondo, incaricato della propulsione, raggiunge gli 80 kW (108 CV) e una coppia massima di 253.

Il motore termico è collegato al motore elettrico che svolge la funzione di generatore, mentre il motore elettrico che funziona da propulsore è collegato alle ruote. Tra i due c’è una frizione di accoppiamento. La potenza totale è di soli 109 CV; come vedremo, ciò che prevale è l’efficienza.
Ed è proprio così: la Honda Jazz omologa un consumo combinato nel ciclo WLTP di soli 4,5 l/100 km. Non esiste un’auto a benzina che possa competere in questo senso. Come ci riesce? Funzionando molto più a lungo in modalità elettrica rispetto ad altri ibridi, grazie al suo potente motore e a una straordinaria capacità di ricaricare la batteria in marcia. Qui entra in gioco quel “terzo” motore che altri ibridi non hanno, salvo casi particolari come la nuova Clio E-TECH.

Le prestazioni possiamo definirle sufficienti: da 0 a 100 km/h in 9,4 secondi, con una velocità massima di 175 km/h. Anticipiamo già che le differenze di sensazioni al volante tra la Jazz e la Jazz Crosstar sono minime, anche se la Crosstar omologa un consumo superiore di 0,3 l/100 km e impiega mezzo secondo in più nell’accelerazione da 0 a 100 km/h. Entrambe, naturalmente, beneficiano dei vantaggi offerti dal bollino ECO della DGT.
La Honda Jazz in azione
Che si guidi la Jazz o la Crosstar, la sensazione è di facilità di guida e piacevolezza d’uso, soprattutto in città. All’avviamento dell’auto e in marcia sotto i 40 km/h si attiva la modalità E Drive, in cui il motore elettrico di propulsione muove le ruote utilizzando l’energia della batteria. Secondo Honda, nei percorsi urbani la Jazz può funzionare in modalità elettrica per l’85% del tempo.

Se la batteria ha poca carica, o se richiedi più accelerazione, si attiva la modalità Hybrid Drive. È la modalità che normalmente opera a velocità comprese tra 40 e 80 km/h. La differenza rispetto ad altre auto ibride è che nella Jazz il motore termico non muove ancora le ruote: la benzina consumata serve a far girare il motore elettrico generatore, e l’elettricità prodotta da quest’ultimo va al motore elettrico di propulsione o alla batteria. Ma la Honda Jazz, in modalità “ibrida”, è comunque spinta dal motore elettrico di propulsione.
La terza modalità di funzionamento, denominata Engine Drive, si attiva a partire da circa 80 km/h ed è quella che entra in gioco per la marcia su strada. In questo caso il motore a benzina si collega alle ruote attraverso la frizione di accoppiamento, senza bisogno di un cambio; al suo posto si utilizza un ingranaggio a rapporto fisso. Se necessario, in forte accelerazione (per esempio in un sorpasso o affrontando una salita ripida), il motore elettrico di propulsione aggiunge potenza a quello termico. Su strada, la Jazz si muove per circa il 70 per cento del tempo spinta dal motore termico, ma per circa il 13% lo fa in modalità elettrica e quasi il 14% in modalità ibrida.

In pratica, il funzionamento del sistema passa totalmente inosservato al conducente, che non deve preoccuparsi di nulla oltre al pedale dell’acceleratore, del freno e del volante; al massimo può selezionare la modalità “ECO” con il pulsante sulla consolle, o giocare con le posizioni B e D della leva del cambio (non ci sono palette al volante) per ottenere una maggiore frenata motore.
La sensazione in forte accelerazione è simile a quella di alcuni ibridi Toyota con la loro trasmissione a ingranaggi planetari, o a quella di alcuni automatici con cambio CVT, con un aumento del rumore del motore sproporzionato rispetto all’incremento di velocità. Gestendo bene l’acceleratore, non risulta troppo fastidioso. Soprattutto perché la Jazz invita a una guida rilassata.

La Jazz precedente era un’auto molto più agile e dinamica nell’affrontare una strada di curve. Ma l’approccio attuale che Honda ha dato alla Jazz mi sembra più adeguato: comfort ed efficienza innanzitutto, con una sensazione di sicurezza e controllo. Tra gli aspetti migliorabili, oltre al rumore del motore in forte accelerazione o all’assenza di palette per giocare con diversi livelli di frenata motore, segnalerei il feeling dei freni, a cui inizialmente si fatica a trovare il giusto punto.
Quanto ai consumi, dopo una giornata di prove su ogni tipo di strada con entrambe le auto, alternando i conducenti, abbiamo misurato un consumo medio di 6 l/100 km sulla Jazz e di 6,4 sulla Crosstar, senza praticare in nessun caso una guida particolarmente efficiente. Cifre molto buone in entrambi i casi, che possono scendere sotto i 5 litri se ci si muove solo in città, e che non salgono di molto anche se su strada si decide di aumentare il ritmo e non usare la modalità ECO.
Galleria fotografica Honda Jazz e Crosstar
Scheda tecnica di questa auto
Deja un comentario


Nuovo Lexus ES: il lusso cresce e diventa elettrico
Primo contatto con la Dacia Sandero Hybrid 155: potenza ed efficienza a partire da 19.890 euro
Alla guida della Leapmotor B03X, una city car elettrica economica