BYD si avventura nel mondo dei pick-up con la Shark, ibrida plug-in e fino a 90 km di autonomia elettrica

David Lopez    @espacionblanco    21 July 2026     4 min.
BYD si avventura nel mondo dei pick-up con la Shark, ibrida plug-in e fino a 90 km di autonomia elettrica

BYD si avventurerà nel mondo dei pick-up con la Shark, la sua proposta per questo segmento equipaggiata con il sistema ibrido plug-in Super Hybrid DMO

Byd Shark

L’Europa non è un mercato in cui i pick-up si distinguano particolarmente, anche se ovviamente hanno la loro quota di mercato, un segmento in cui regnano due modelli con una lunga tradizione, uno dei quali è la Ranger di Ford, che recentemente si è avventurata nel mondo dell’elettrificazione con una versione ibrida plug-in in cui avremo tutto ciò che una Ranger offre, sommato alla possibilità di risparmiare circolando in modalità elettrica.

Finora la Ford Ranger ibrida plug-in si trovava comoda, ma la sua leadership potrebbe iniziare a vacillare con l’arrivo sulla scena di un altro protagonista che ha già fatto strage in altri segmenti. Si tratta della cinese BYD e del suo nuovo pick-up chiamato Shark, che arriverà anche in formato ibrido plug-in, con caratteristiche che, come potete immaginare, potrebbero stravolgere il segmento, compresa la onnipotente Ranger.

Byd Shark (1)

Parlando proprio della Ford Ranger, guardando la BYD Shark è inevitabile non ricordare il pick-up americano, perché basta vedere il frontale per notare una certa grande somiglianza estetica con la Ranger e, più precisamente, con la sua versione Raptor. Secondo la casa cinese, il frontale della Shark ricrea attraverso il suo gruppo ottico e la grande calandra anteriore sia gli occhi sia la bocca di uno squalo, da cui il nome, mentre vista di lato il suo design aerodinamico si ispira anch’esso agli squali, senza dimenticare i cerchi da 18 pollici, per concludere con una coda dominata da una striscia luminosa da un capo all’altro del portellone, accompagnata dal logo di BYD più grande che abbiano mai realizzato.

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Tutta questa estetica si basa su una lunghezza di 5.457 mm, una larghezza di 1.971 mm e un’altezza di 1.925 mm, mentre il passo è di 3.260 mm. Grazie a queste dimensioni presenta un angolo di attacco di 31º insieme a un angolo di uscita di 19,3º che le permette di affrontare terreni angusti, senza dimenticare i 230 mm di altezza da terra; altri dati che ci offre la BYD Shark sono i suoi 2.500 kg di capacità massima di traino, un carico utile massimo di 790 kg e un cassone con un volume di 1.200 litri.

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Per l’interno della Shark, BYD si è concentrata nel mescolare un design in cui si percepisca la robustezza in elementi come le prominenti maniglie sulla consolle centrale, la funzionalità rappresentata da altri elementi come il selettore del cambio sul piantone dello sterzo e comandi di grandi dimensioni per un azionamento facile anche con i guanti, fino al comfort di un SUV, riflesso in elementi come i sedili anteriori sportivi riscaldabili e ventilati. Intanto, i posti posteriori non saranno da meno in fatto di scomodità, grazie a un pavimento piatto, quasi 90 cm di spazio per le gambe o sedili posteriori con schienale reclinabile fino a 27º; il tutto condito dal tipico cruscotto di BYD, composto da una strumentazione digitale da 10,25 pollici e dal sistema di infotainment in alta definizione da 15,6 pollici.

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Sul piano meccanico sarà proprio dove la BYD Shark si distinguerà ancora di più, sfruttando la tecnologia Dual Mode, presente anche in altri modelli del marchio come la SEAL U DM-i o la recentemente presentata DOLPHIN G DM-i, tra gli altri. Il sistema Super Hybrid DMO utilizza due motori elettrici, uno sull’asse anteriore da 231 CV e 310 Nm e un altro su quello posteriore da 204 CV e 340 Nm, insieme a un motore a benzina turbo a quattro cilindri da 1.500 cc che per la maggior parte del tempo funziona come generatore di elettricità, ottenendo nel complesso una potenza combinata di 436 CV e una coppia di 650 Nm.

Il telaio a longheroni e traverse della BYD Shark è stato progettato per integrare la Blade Battery attraverso la tecnologia CTC (Cell-to-Chassis), una batteria che, per inciso, ha una capacità di 32,2 kWh che le permette di certificare fino a 90 km di autonomia in modalità completamente elettrica e fino a 675 km di autonomia complessiva. Il consumo di carburante combinato con la batteria carica è di 3,5 l/100 km e, con la batteria scarica, si mantiene a 9,6 l/100 km secondo il ciclo WLTP. Quando la batteria si trova al 15% servono poco più di tre ore in corrente alternata trifase da 11 kW, tempo che si riduce a 21 minuti per passare dal 30% all’80% in corrente continua.

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