Circolare per Madrid: nuovi limiti di velocità per i veicoli e manovre consentite per biciclette e monopattini
Circolare per Madrid non sarà più semplice: i veicoli avranno restrizioni di accesso e nuovi limiti di velocità, e le manovre di biciclette e monopattini saranno vietate

“Pacificare il traffico stradale e aumentare la sicurezza stradale di pedoni e conducenti di ogni tipo di veicolo” sono le ragioni che il Comune di Madrid adduce per avviare una nuova regolamentazione normativa sull’uso delle sue strade da parte degli automobilisti, che, sommata alle precedenti, rende sempre più difficile l’uso dell’auto privata nella capitale.
Ogni giorno a Madrid circolano quasi cinque milioni di automobili, di cui circa 1,5 milioni provengono da fuori città. Ogni 100 abitanti, nella capitale ci sono circa 53 auto. Per il comune della capitale, l’automobile è diventata il principale nemico da abbattere, poiché il suo elevato numero di unità in circolazione sta “impedendo ai cittadini di godere della propria città in modo salutare”, affermano i responsabili dell’area Mobilità e Trasporti della giunta madrilena.

Il Comune di Madrid stringe il cerchio attorno all’uso dell’automobile con una nuova Ordinanza sulla mobilità sostenibile che aggiunge nuove restrizioni, molto difficili da rispettare. Il Comune di Madrid vuole “restituire” la città ai cittadini e per farlo si è proposto di legiferare in modo da limitare al minimo l’uso dell’auto all’interno della città. In pratica, l’obiettivo può sembrare ragionevole, ma lo sono le misure adottate? Vediamo quali sono e analizziamo la loro pertinenza.
A che serve limitare la velocità a 30 km/h in quasi tutte le strade di Madrid, quando la velocità media giornaliera di circolazione su di esse è inferiore ai 25 km/h e di fino a 10 km/h in meno nella zona centrale e nel centro storico?

Nuova ordinanza sostenibile di Madrid: limiti di velocità
| VEICOLI | ||
|---|---|---|
| ZONA | LIMITE | OSSERVAZIONI |
| Generica per tutti i veicoli in tutta la città | 50 km/h | |
| Strade a una sola corsia | 30 km/h | Il pedone può attraversare dove vuole purché non vi sia rischio o non ostacoli la circolazione |
| Strade a una corsia per senso di marcia | 30 km/h | |
| Quartieri con piattaforma unica (marciapiedi e carreggiata alla stessa quota) | 20 km/h | Il pedone ha la precedenza |
| M-30 | 70-90 km/h | Secondo i protocolli |
| M-40 | km/h | Secondo i protocolli |
| Accessi alla città | >50 km/h | Secondo i protocolli |
| Zone 30 | 30 km/h | Il pedone può attraversare dove vuole purché non vi sia rischio o non ostacoli la circolazione |
| BICICLETTE | |
|---|---|
| MANOVRA | OSSERVAZIONI |
| Svolta a destra con semaforo rosso | Consentita quando la manovra è segnalata dal semaforo |
| Circolazione in senso contrario | Solo nei quartieri a piattaforma unica, nelle piste ciclabili e nelle ciclostrade |
| MONOPATTINI | |
|---|---|
| MANOVRA | OSSERVAZIONI |
| Circolazione su marciapiedi e zone pedonali | Solo senza motore |
| Circolazione su piste ciclabili e ciclostrade | Solo senza motore |
Oltre ai lavori interminabili che gli automobilisti subiscono da anni a Madrid (inspiegabilmente, quelli di rinnovamento dei marciapiedi in Gran Vía e ad Atocha stanno durando tanto quanto, o più, della costruzione dei tunnel della M30), la nuova Ordinanza sulla Mobilità Sostenibile di Madrid limita la velocità massima di circolazione all’interno della città a 50 km/h, la stessa che già esisteva in precedenza, ma aggiunge un nuovo limite di 30 km/h per le strade a una sola corsia e per quelle a una corsia per senso di marcia, il che equivale a limitare a 30 km/h la velocità di circolazione in fino all’83 per cento delle strade della città. Limite che scende a 20 km/h nelle strade la cui carreggiata si trova alla stessa altezza dei marciapiedi.

Rendere più sicura la libera circolazione dei pedoni nelle strade e contribuire a ridurre le emissioni di fumi sono le principali ragioni che il Comune adduce per adottare questi nuovi limiti di velocità nelle sue strade.
Con i limiti attualmente in vigore, la velocità nelle strade di Madrid raggiunge a malapena i 25 km/h di media. Per l’Associazione Madrilena dei Distributori di Automobili (AMDA) questa misura non serve a risolvere i problemi di traffico in città, né quelli dell’inquinamento atmosferico, né quelli di sicurezza stradale a cui fa riferimento il Comune. Al contrario, la sua adozione potrebbe persino aggravarli.
Secondo AMDA, “le principali cause di investimenti in città derivano dalla imprudenza dei pedoni, dalla cattiva illuminazione delle strade e dalle distrazioni sia dei pedoni sia degli automobilisti (come affermano gli studi della DGT)”. AMDA indica che, dei 4 investimenti giornalieri avvenuti nel 2017 a Madrid, gran parte della responsabilità è dei pedoni stessi che si muovono per la città “prestando più attenzione ai propri smartphone che a ciò che li circonda mentre camminano”, andando con “le orecchie tappate mentre ascoltano musica con gli auricolari” e “attraversando le strade in luoghi vietati… con il semaforo rosso e senza usare le strisce pedonali”. Problema che l’aumento progressivo dell’uso dei veicoli elettrici verrà a “aggravare, poiché questi veicoli sono molto silenziosi e non hanno rumore di motore“, il che “rende la loro presenza meno udibile per il pedone”.

Quanto alla velocità, per AMDA “è dimostrato che circolare a una velocità inferiore o uguale a 30 km/h non è adeguato per una città come Madrid“. Inoltre, sottolinea che “circolare così piano, al di sotto dei 30 km/h, può far peggiorare il traffico, producendo un numero maggiore di code e ingorghi”.
AMDA indica anche che la misura adottata potrebbe rivelarsi controproducente, poiché “il Comune di Madrid dà per scontato che i conducenti sapranno circolare a meno di 30 km/h senza far girare eccessivamente i motori. Al contrario, circolare in prima o in seconda implica un motore più su di giri, il che comporta una maggiore emissione di gas nocivi“, causata dal maggiore consumo di carburante che si produce viaggiando con marce basse, essendo questo uno dei primi punti fondamentali che l’IDAE consiglia di evitare nella pratica della guida efficiente.

E, insistendo ancor più sull’errore concettuale del governo municipale, sono proprio i motori diesel, quelli che dal consistorio sono stati attaccati in modo più irrazionale e poco riflessivo, a poter “mantenere più facilmente una bassa velocità con il motore che lavora a un regime di giri inferiore, al contrario del motore a benzina”.
Secondo quanto informa AMDA, “gli esperti raccomandano di cambiare marcia tra i 2.000 e i 2.500 giri al minuto nelle auto a benzina e tra i 1.500 e i 2.000 rpm nei diesel, ma non serve a nulla cambiare marcia in quei range se andiamo così piano che l’auto praticamente si spegne, costringendo il motore a uno sforzo per non fermarsi che fa salire consumi e, quindi, emissioni”.

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