Ibride, elettriche e alternative ormai interessano più dei diesel e quasi quanto le benzina
Sebbene restino una minoranza sul mercato, l’interesse per i veicoli ibridi, elettrici e alternativi cresce in modo significativo nelle intenzioni di acquisto

Secondo l’ultimo Osservatorio Cetelem del Motore 2018, il 29 per cento degli acquirenti spagnoli ritiene già che la prossima auto che acquisterà sarà un ibrido, contro il 26 per cento che pensa di comprare un diesel come prossima auto. Cifre che contrastano nettamente con il 10 per cento che pensava di comprare un ibrido e il 62 per cento che intendeva acquistare un diesel nel 2007, anno precedente alla crisi.
L’interesse suscitato dalle nuove tecnologie di mobilità è sempre maggiore. Le auto ibride ed elettriche conquistano consensi tra i consumatori, e l’intenzione di acquisto manifestata dagli intervistati nell’Osservatorio Cetelem del Motore 2018 (36 per cento in totale) non solo supera chiaramente quella per un futuro acquisto di diesel, ma quasi eguaglia quella per le benzina, che con il 37 per cento è attualmente la più richiesta sul mercato. Secondo l’Osservatorio Cetelem, il 23 per cento degli spagnoli intende acquistare un veicolo elettrico nei prossimi due anni.

Cifre particolarmente sorprendenti perché, per il resto degli intervistati, l’opzione di un veicolo elettrico sarebbe molto interessante a condizione che si eliminassero alcuni dei forti ostacoli che l’elettrico presenta per l’uso quotidiano. Infatti, secondo l’Osservatorio Cetelem del Motore 2018, i principali motivi per cui i consumatori non optano al momento per l’acquisto di un elettrico sono soprattutto la autonomia insufficiente (57% la indica come la principale), il prezzo ancora elevato (54%), la difficoltà di trovare stazioni di ricarica per le batterie (40%) e il tempo di ricarica delle stesse (27%). Solo il 19% non si fida ancora di questa tecnologia e appena l’1% la considera pericolosa.
I dati dell’Osservatorio Cetelem trovano conferma in quelli forniti sia dal mercato stesso sia, occasionalmente, dai costruttori di questo tipo di modelli. Nel primo trimestre del 2018 in Spagna sono stati immatricolati 19.445 veicoli elettrici e ibridi, con un incremento del 39,3 per cento rispetto al numero di unità immatricolate nello stesso periodo dell’anno precedente. Di questa cifra, 2.697 erano veicoli puramente elettrici, con un aumento del 119% rispetto a quelli immatricolati nel 2017, e 16.748 erano unità dotate di motorizzazioni ibride, con un incremento del 31,6% rispetto a quelle registrate nel primo trimestre del 2018, secondo i dati forniti da ANFAC.

I costruttori stessi confermano il crescente interesse dei consumatori per questo tipo di motorizzazioni. Ad esempio SEAT segnala che quest’anno le immatricolazioni delle unità ibride della SEAT León stanno crescendo esponenzialmente, quelle dotate della motorizzazione bifuel TGI, che permette di utilizzare sia benzina sia gas naturale come carburante. Secondo quanto dichiarato di recente da Mikel Palomera, Direttore Generale Commerciale di SEAT, sul totale delle vendite della nuova León, più del 10 per cento delle unità monta motori TGI sotto il cofano, e la cifra continua a crescere.
Ancora più spettacolari sono i numeri di Toyota, marchio per il quale attualmente il 70 per cento delle sue immatricolazioni corrisponde già a unità dotate di motorizzazioni ibride. Secondo il marchio giapponese, attualmente 1.500 persone al giorno in Spagna si interessano a un veicolo ibrido elettrico presso la rete di concessionari ufficiali di Toyota. Più di 187 visitatori all’ora frequentano le concessionarie del marchio nel nostro paese chiedendo informazioni su uno dei modelli ibridi della gamma e richiedendo un’offerta commerciale. Tra tutti, quello che più attira l’attenzione è la C-HR, il crossover compatto che è diventato uno dei più richiesti nella sua nicchia di mercato. Più dell’80 per cento dei veicoli ibridi immatricolati in Spagna porta sul frontale il logo di Toyota.
E non solo i consumatori mostrano maggiore interesse per i veicoli elettrici e alternativi. Anche i costruttori spagnoli scommettono su di essi. Il crescente interesse dei consumatori per questo tipo di modelli fa sì che i costruttori dedichino sempre più risorse al loro sviluppo e, per la stessa ragione, l’Associazione Nazionale dei Costruttori di Automobili e Autocarri ha appena creato un comitato specificamente dedicato ai veicoli elettrici e alternativi per “lavorare a proposte che favoriscano la mobilità elettrica e alternativa nei suoi diversi aspetti e con una visione d’insieme”, indica il comunicato di ANFAC.

Il citato comitato “sosterrà l’introduzione di un piano strutturale di incentivi, con una dotazione di 150 milioni di euro annui, per l’acquisto di veicoli alternativi”, afferma il comunicato. Incentivare l’installazione di punti di ricarica pubblici e collegati a elettricità, gas e celle a combustibile, così come la flessibilizzazione o eliminazione del quadro normativo del gestore della ricarica, saranno anch’essi compiti del nuovo comitato, poiché ANFAC ritiene questi aspetti e, in particolare, la pianificazione di un’infrastruttura di ricarica rapida, fondamentali per aumentare la quota di mercato dei veicoli elettrici e alternativi in Spagna.
Ottenere una fiscalità più orientata all’uso che alla proprietà e favorevole a questi veicoli, con l’applicazione di un’IVA ridotta per gli elettrici e gli alternativi, e raggiungere una maggiore omogeneizzazione della legislazione locale e regionale, potenziando l’etichettatura promossa dalla Direzione Generale del Traffico per favorire la circolazione a emissioni zero nelle grandi città, saranno anch’essi oggetto del lavoro quotidiano del nuovo comitato.
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