L'Unione Europea valuta di applicare dazi speciali anche agli ibridi importati dalla Cina
L’applicazione da parte dell’Unione Europea di dazi speciali sui veicoli interamente elettrici cinesi ha prodotto come conseguenza un notevole aumento delle importazioni di veicoli ibridi provenienti da questo Paese. I produttori cinesi hanno così trovato il modo di mantenere il proprio volume di vendite sul nostro mercato, evitando in questo modo l’effetto negativo che i dazi avrebbero avuto su di esse.
Consapevole di questa nuova realtà, la Commissione Europea sta ora valutando la possibilità di applicare dazi speciali anche ai veicoli ibridi importati dalla Cina, estendendo così le misure già in vigore per i modelli puramente elettrici.

Dall’ottobre 2024 ai veicoli interamente elettrici provenienti dalla Cina si applica un dazio speciale, che varia a seconda del costruttore tra il 7,8 e il 35,3 per cento nel caso peggiore. Questo dazio si aggiunge al dieci per cento del dazio generale. L’Unione Europea giustifica la sua applicazione come un modo per contrastare i vantaggi di cui godono i produttori cinesi, derivanti dagli aiuti che ricevono dal governo del loro Paese, il che rende molto difficile ai costruttori europei competere in condizioni di parità.
Non frenare anche le importazioni di ibridi cinesi sta avendo delle conseguenze
L’estensione di questi dazi speciali ai veicoli ibridi si spiegherebbe ora con la forte crescita delle importazioni cinesi di ibridi nel blocco comunitario. Basta dare un’occhiata ai numeri per rendersi conto dell’effetto che ha avuto sulle importazioni di veicoli ibridi il fatto che i dazi speciali si applichino oggi esclusivamente ai modelli interamente elettrici.
Nel 2025 le importazioni di veicoli ibridi nell’Unione Europea provenienti dalla Cina sono aumentate del 155 per cento, mentre quelle dei veicoli puramente elettrici sono cresciute solo del 12 per cento. Sebbene sia vero che il volume complessivo di ibridi importati non ha ancora superato quello dei puramente elettrici, appare evidente che il boom delle importazioni di ibridi non è altro che una manovra strategica dei produttori cinesi per aggirare le barriere doganali sui puramente elettrici.

A livello globale, gli ibridi rappresentano già circa un terzo delle esportazioni di automobili cinesi, e si stima che, di questo passo, presto supereranno i puramente elettrici.
Tenendo conto della forte scommessa dell’Unione Europea sulla transizione verso la mobilità interamente elettrica, che include anche l’addio alla commercializzazione in questo mercato di veicoli con motore a combustione a partire dal 2035, l’applicazione dei dazi speciali ai veicoli elettrici cinesi ha prodotto un effetto del tutto contrario alla stessa strategia europea in materia di mobilità. Una situazione che ora si intende correggere prima che il problema diventi ancora più grave.
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