Tesla inizia a ritirare i supervisori umani dai percorsi dei suoi Robotaxi
Il graduale ritiro dei supervisori di sicurezza dai robotaxi che operano ad Austin segna un punto di svolta nella corsa verso la mobilità autonoma, anche se la strada da percorrere è ancora impegnativa.
Tesla ha appena compiuto un passo avanti davvero importante verso la guida completamente autonoma, confermando di aver iniziato a ritirare, su alcuni dei suoi robotaxi che circolano per la città di Austin, i supervisori umani che fino a ora occupavano il posto anteriore destro dei veicoli per motivi di sicurezza. Questi robotaxi effettueranno quindi tutti i percorsi esclusivamente con i passeggeri che richiedono il servizio.
È stato lo stesso Elon Musk a rendere nota la notizia con un post sul social network X, congratulandosi poi con tutto il team di intelligenza artificiale di Tesla per l’ottimo lavoro che sta svolgendo.

Finora, dal lancio del servizio di robotaxi di Tesla nella città texana di Austin nel giugno dell’anno scorso, c’è sempre stato un supervisore di sicurezza sul sedile del passeggero anteriore. Nell’area della Baia di San Francisco, dove il servizio è attivo anch’esso, su tutti i robotaxi viaggia ancora uno di questi dipendenti che monitora ogni tragitto.
Senza fretta ma senza pause
Il ritiro di questi supervisori di sicurezza dai robotaxi che prestano servizio ad Austin si estenderà gradualmente a un numero maggiore di veicoli, come ha spiegato Ashok Elluswamy, attuale responsabile del software autonomo di Tesla. Inizialmente, solo pochi veicoli effettueranno percorsi senza questi supervisori e, man mano che si verificherà che i robotaxi possono svolgere i tragitti in piena sicurezza, verranno rimossi da un numero sempre maggiore di veicoli.
Una volta rimossi tutti i supervisori di sicurezza dall’intera flotta di robotaxi in circolazione ad Austin, la sfida successiva per Tesla sarà seguire lo stesso percorso in altre città statunitensi in cui i suoi robotaxi sono già operativi. Il successo di questo processo è essenziale per Tesla, poiché l’azienda prevede di avviare il prossimo aprile la produzione in serie del Cybercab, un veicolo senza volante né pedali con soli due posti, quindi senza spazio per un supervisore di sicurezza.

Resta da vedere, d’altra parte, quando le capacità di guida avanzata che i robotaxi dell’azienda stanno dimostrando arriveranno anche ai veicoli di Tesla dei proprietari privati. Negli Stati Uniti, i conducenti che hanno acquistato il pacchetto Full Self Driving (FSD) o pagano l’abbonamento mensile godono di un livello di guida autonoma davvero avanzato che sta sorprendendo gli utenti per il suo buon funzionamento. Tuttavia, lo stesso Elon Musk ha già confermato che i robotaxi dell’azienda utilizzano una versione più avanzata di questo software.

La visione a lungo termine di Tesla resta quella di permettere a qualsiasi proprietario di una Tesla di attivare questa tecnologia quando lo desidera, generando ricavi mettendo il proprio veicolo al lavoro come robotaxi durante le ore della giornata in cui non ne ha bisogno per i propri spostamenti. Riuscirci in modo massiccio e sicuro rappresenta una sfida ancora maggiore per l’azienda.
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