BYD Dolphin G Auto ibride ECO Urbane
BYD Dolphin G DM-i: alla guida della plug-in ibrida più economica del mercato
La BYD Dolphin G DM-i arriva in Spagna come la plug-in ibrida più economica del mercato, con un prezzo a partire da 18.700 euro e fino a 105 km di autonomia elettrica.
La BYD Dolphin G DM-i arriva in Spagna con un argomento molto forte: è la plug-in ibrida più economica del mercato, stando al prezzo annunciato dalla casa, tenendo conto delle campagne di lancio, degli incentivi del Plan Auto+ e dello sconto per il finanziamento. Il suo prezzo parte da 18.700 euro.
L’abbiamo potuta conoscere in un primo contatto molto breve, sufficiente per verificare ciò che già intuivamo: BYD non ha voluto limitarsi a lanciare una versione plug-in di accesso per attirare l’attenzione con un “prezzo a partire da”, ma ha davvero portato la tecnologia PHEV in un segmento in cui non sembrava avere molto senso.

La presentazione nazionale si è svolta in contemporanea in diversi concessionari ufficiali di BYD, e il nostro primo contatto ha avuto luogo presso Harmony Auto, a Madrid. Bisognerà guidarla e conviverci più a lungo. Ma come primo approccio, posso confermare che la Dolphin G DM-i punta molto in alto.
Una PHEV da 18.700 euro: dov’è il trucco?
Il prezzo è, inevitabilmente, il primo titolo. Perché la BYD Dolphin G DM-i di accesso, con allestimento Active, parte da 25.200 euro, ma con le campagne, gli incentivi del Plan Auto+ e il finanziamento viene annunciata a partire dai già citati 18.700 euro. Questa è parte del trucco: il prezzo è con le campagne. La seconda parte è che con quella cifra si può accedere solo alla versione con batteria piccola, che offre 40 km di autonomia elettrica. Se si vuole la Dolphin G DM-i con fino a 105 km di autonomia, il prezzo con tutti gli sconti e gli incentivi parte da poco più di 21.000 euro.

Ciononostante, l’impatto commerciale è evidente: BYD è riuscita a immettere sul mercato una plug-in ibrida lunga 4,16 metri con etichetta Zero e un bagagliaio da 425 litri di capacità che non compete con altre PHEV perché, semplicemente, in questa fascia di prezzo non ce ne sono. È un’alternativa alle utilitarie ibride non plug-in, ai SUV piccoli a benzina e persino ai veicoli urbani interamente elettrici.
La gamma si articola in quattro versioni, con i seguenti prezzi, sempre tenendo conto di campagne, Plan Auto+ e finanziamento:
- BYD Dolphin G DM-i Active: da 18.700 euro
- BYD Dolphin G DM-i Boost: da 21.376 euro.
- BYD Dolphin G DM-i Comfort: da 22.846 euro.
- BYD Dolphin G DM-i Sport: da 23.826 euro.
Il salto più interessante si trova probabilmente nell’allestimento Boost, perché incorpora la batteria grande da 18,3 kWh, quella che permette di raggiungere quei 105 chilometri di autonomia elettrica WLTP. L’Active, per prezzo, è l’esca d’ingresso, ma la sua batteria da 7,4 kWh, come detto, limita l’autonomia elettrica omologata a 40 chilometri.
Questo modello amplia la gamma PHEV di BYD in Spagna, dove già conta su modelli come l’Atto 2 DM-i, la Seal U DM-i e la Seal 6 DM-i nelle varianti di carrozzeria berlina e Touring.
Una plug-in ibrida piccola, ma con bagagliaio da compatta
La Dolphin G DM-i misura 4.160 mm di lunghezza, 1.825 mm di larghezza e 1.575 mm di altezza, con un passo di 2.610 mm. È quindi un’auto urbana o del segmento B, anche se con una larghezza considerevole e un approccio pratico più vicino a quello di alcuni SUV piccoli.
La cosa più sorprendente è lo sfruttamento dello spazio. La BYD annuncia un bagagliaio da 425 litri, un valore molto buono per un’auto di quella lunghezza. E ancor più trattandosi di una plug-in ibrida, dove la batteria di solito sottrae capacità di carico. Sotto il pianale c’è un vano aggiuntivo da 45 litri, utile per riporre cavi od oggetti piccoli. E con i sedili posteriori abbattuti la capacità può arrivare a 1.225 litri.

L’interno segue una ricetta già nota in altri modelli di BYD: design pulito, schermo centrale flottante, strumentazione digitale e una distribuzione pensata per liberare spazio tra i sedili anteriori. Il selettore del cambio si trova sul piantone dello sterzo, il che permette di creare una zona centrale con vani portaoggetti, portabicchieri e, a seconda della versione, ricarica wireless per il cellulare.

L’impostazione è chiaramente funzionale, con una buona abitabilità per le sue dimensioni, una postazione di guida semplice da capire e una dotazione che, nelle versioni superiori, può includere elementi insoliti in questo segmento.
Tecnologia DM-i: guida elettrica per la maggior parte del tempo
Il sistema plug-in ibrido della Dolphin G DM-i utilizza la tecnologia Dual Mode Intelligence di BYD. In sostanza, l’auto privilegia la marcia elettrica e ricorre al motore a benzina da 1,5 litri e quattro cilindri quando serve generare energia, mantenere la carica della batteria o sostenere la trazione in determinate circostanze.
In tutte le versioni il motore termico è un 1.5 da 95 CV, che lavora insieme a un motore elettrico anteriore da 163 CV e 210 Nm. La potenza totale del sistema varia a seconda della batteria: 176 CV per l’Active e 212 CV nelle versioni Boost, Comfort e Sport. L’accelerazione da 0 a 100 km/h è di 8,3 secondi e la velocità massima raggiunge i 180 km/h in tutte le versioni.
BYD Dolphin G DM-i Active
La versione Active utilizza una batteria Blade LFP da 7,42 kWh. Omologa 40 chilometri di autonomia elettrica WLTP e fino a 1.020 chilometri di autonomia totale combinata. Il consumo ponderato è di 2,6 l/100 km e le emissioni di CO2 si attestano a 60 g/km. Il consumo combinato è di 4,3 l/100 km.
È l’opzione d’accesso e quella che consente di annunciare il prezzo a partire da 18.700 euro. Ha senso per chi cerca una PHEV molto accessibile, con etichetta Zero e percorsi urbani relativamente brevi. Per chi può caricare ogni giorno e vuole usarla come elettrica per più chilometri, le versioni superiori sembrano più consigliabili, anche se succede come un tempo con benzina e gasolio: bisogna fare due conti per capire se la differenza conviene e quando si ammortizza il sovrapprezzo delle versioni con batteria di maggiore capacità.
BYD Dolphin G DM-i Boost, Comfort e Sport
Le versioni Boost, Comfort e Sport montano la batteria da 18,3 kWh, con cui l’autonomia elettrica WLTP sale fino a 105 chilometri, il consumo ponderato scende a 1,4 l/100 km e l’autonomia totale combinata raggiunge i 1.040 chilometri. Le emissioni omologate sono di 32 g/km e il consumo medio è di 4,5 l/100 km.
Questa configurazione è la più interessante della Dolphin G DM-i, perché permette di coprire buona parte degli spostamenti quotidiani senza consumare benzina, se la si ricarica con frequenza. Inoltre, mantiene il vantaggio del motore termico per i viaggi lunghi, eliminando la dipendenza dall’infrastruttura di ricarica che condiziona molte auto elettriche pure.
Ricarica: fino a 39 kW in corrente continua
La versione Active accetta la ricarica in corrente alternata a 3,3 kW e può passare dal 15 al 100% in poco meno di tre ore. È una potenza modesta, ma sufficiente per una batteria da 7,42 kWh se si ricarica di notte.
Le versioni con batteria da 18,3 kWh portano la potenza in AC a 6,6 kW e aggiungono la ricarica rapida in corrente continua a 39 kW. Secondo i dati forniti dalla casa, possono passare dal 10 all’80% in 26 minuti. Non è una potenza elevata rispetto a un’elettrica moderna, ma è insolita per una PHEV di questo prezzo e dimensioni. In ogni caso, con entrambe le opzioni di batteria puoi pianificare di caricare comodamente a casa di notte da una presa domestica.

A partire dall’allestimento Boost è inclusa anche la funzione V2L, che permette di alimentare dispositivi elettrici esterni con una potenza fino a 3,3 kW. È una funzione pratica per il tempo libero, il lavoro o le emergenze, e aggiunge valore a un’auto che si presenta come utilitaria accessibile, ma con soluzioni da segmenti superiori.
L’allestimento Active include già cerchi da 16 pollici, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, telecamera per la retromarcia, fari LED, climatizzatore automatico, strumentazione digitale da 8,8 pollici, schermo touch da 10,1 pollici, Apple CarPlay, Android Auto e controllo vocale.
Il Boost aggiunge la batteria grande, schermo centrale da 12,8 pollici, sedili anteriori riscaldabili, volante riscaldabile, specchietti retrovisori ripiegabili elettricamente, illuminazione ambientale, ricarica wireless da 15 W, bocchette d’aria posteriori, prese USB sui posti posteriori, impianto audio a otto altoparlanti e funzione V2L.
Il Comfort alza molto il livello con Head-Up Display, tetto panoramico con tendina elettrica, telecamera a 360 gradi, sedile del conducente a regolazione elettrica con supporto lombare, cerchi da 18 pollici, rivestimento misto e sistema multimediale con integrazione Google, inclusi Google Maps e Google Assistant.
Lo Sport parte dalla base del Comfort e aggiunge un’immagine specifica, con cerchi oscurati da 18 pollici, loghi dedicati e rivestimento bicolore d’ispirazione sportiva.
Quanto alla sicurezza, tutte le Dolphin G DM-i includono un ampio pacchetto di assistenti: cruise control adattivo, cruise control intelligente, assistente di mantenimento della corsia, avviso di cambio di corsia involontario, avviso di traffico trasversale anteriore e posteriore con frenata automatica, rilevatore di angolo cieco, monitoraggio del conducente e avviso di apertura delle portiere.
Primo contatto: per chi ha senso la Dolphin G DM-i?
La Dolphin G DM-i non cerca di emozionare per il design o per la sportività. Il suo punto di forza è la razionalità: dimensioni contenute, etichetta Zero, bagagliaio grande in rapporto alle dimensioni esterne, autonomia elettrica sufficiente per l’uso quotidiano e un prezzo d’accesso che rompe la logica abituale delle plug-in ibride.
In un mercato dove le PHEV sono spesso associate a SUV medi, berline o modelli oltre i 30.000 euro, BYD propone qualcosa di molto più vicino all’acquirente generalista. Il suo punto forte è offrire molta tecnologia utile a poco prezzo. E lì, almeno sulla carta, la Dolphin G DM-i ha pochi rivali.

È un modello che si adatta particolarmente bene a conducenti che possono ricaricare a casa o al lavoro e fanno percorsi quotidiani inferiori a 100 chilometri. Facile da guidare, agile nel traffico urbano, comoda quando si esce in strada… In questo scenario, le versioni Boost, Comfort e Sport possono funzionare quasi come un’elettrica durante la settimana, riservando il motore a benzina a viaggi, imprevisti o spostamenti lunghi.
Può essere anche un’alternativa interessante per chi vuole l’etichetta Zero ma non si sente pronto a fare il salto verso un’elettrica pura. L’autonomia totale fino a 1.040 chilometri riduce l’ansia da ricarica, mentre l’autonomia elettrica permette di risparmiare carburante nell’uso quotidiano.
L’Active ha senso per il prezzo, anche se la sua batteria piccola ne limita l’attrattiva rispetto agli allestimenti superiori. Il Boost sembra la versione più equilibrata per chi cerca la batteria grande senza far lievitare il budget. Il Comfort sarà probabilmente il più appetibile per chi vuole più tecnologia e comfort, mentre lo Sport resta un’opzione estetica per chi preferisce un’immagine differenziata.
Conclusione: un prezzo che può cambiare il segmento
La BYD Dolphin G DM-i arriva con un’idea molto chiara: democratizzare la plug-in ibrida. A partire da 18.700 euro con condizioni -campagne, sconti, Plan Auto+ e batteria piccola, con fino a 40 km di autonomia elettrica- si colloca come la PHEV più economica del mercato spagnolo e lascia in una posizione scomoda le marche rivali, che sempre più fatica a giustificare alternative molto più care.

Bisognerà guidarla più a lungo in una prova approfondita per trarre ulteriori conclusioni. Ma dopo questo primo contatto breve, possiamo dire che BYD continua a far valere la sua strategia di attaccare il mercato con prezzo, tecnologia e una formula difficile da eguagliare.
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