La norma Euro 6e-bis mette in evidenza le auto ibride elettriche
La norma Euro 6bis si concentra sulle emissioni prodotte dalle auto ibride e ibride plug-in, che in realtà registrano valori più alti del previsto

Le normative su consumi ed emissioni inquinanti sono in continua evoluzione per adattarsi alle esigenze dei Paesi europei. Pertanto, i costruttori devono rispettare quanto stabilito da queste leggi e adattare i propri veicoli fino a conformarsi ad esse. L’ultima norma è la Euro 6, anche se ha ricevuto due aggiornamenti, denominati Euro 6d ed Euro 6e.
L’ultima evoluzione della norma Euro 6 fissa nuovi limiti per i veicoli che circolano in Europa, incluse le auto ibride plug-in. Questa nuova norma è entrata in vigore il 1° gennaio 2026, quindi tutti i costruttori hanno dovuto rioMologare tutti i propri modelli per adeguarli alla nuova normativa.

Le precedenti versioni della norma Euro 6 si sono concentrate sulla riduzione delle emissioni inquinanti regolamentate e sull’introduzione dei test di Emissioni Reali di Guida, mentre questa nuova evoluzione aggiunge requisiti specifici per le auto ibride plug-in, relativi alla certificazione delle loro emissioni di CO₂, al fattore di utilizzo e al loro impiego.
Modifiche nelle misurazioni
Il problema è che i test in laboratorio fornivano dati di emissioni e consumi nettamente inferiori rispetto a quelli rilevati in condizioni di traffico reale. Nei test si presupponeva che i conducenti utilizzassero il veicolo in modalità elettrica, cosa che nella pratica non accade. Questi valori errati causano anche problemi nella fiscalità, poiché si applicano esenzioni non reali che generano discrepanze tra gli oneri applicati e quelli che dovrebbero essere applicati.
Questa nuova normativa Euro 6e-bis rende più severi i requisiti di omologazione, introduce sistemi avanzati di Monitoraggio a Bordo (OBM), rafforza i test di Emissioni Reali di Guida (RDE) e adegua i criteri applicati alle auto ibride e ibride plug-in. In questo modo si ottengono condizioni di prova più realistiche, per allineare meglio i test di laboratorio con la guida reale.
Il risultato è che i valori medi di consumo ed emissioni delle auto ibride e ibride plug-in sono aumentati in modo considerevole rispetto alle misurazioni precedenti. Ad esempio, una Ford Kuga PHEV è passata da un consumo omologato di 0,9 l/100 km ed emissioni di 20 g/km di CO₂ a 2,7 l/100 km e 52 g/km di CO₂. Il cambiamento è molto evidente e comporta numerose conseguenze.
Le auto che già possiedono la etichetta ECO non subiscono questi cambiamenti, che si applicano solo ai nuovi veicoli e a quelli che hanno dovuto omologarsi nuovamente secondo la nuova norma. Se un qualsiasi veicolo ibrido o ibrido plug-in supera i 120 g/km, dovrà sottostare all’imposta di immatricolazione, il che inciderà sul prezzo di vendita e su altri aspetti che ridurranno la competitività di questi modelli.
Deja un comentario


Peugeot E-208 GTi: un giocattolo a batteria che recupera lo spirito delle sportive degli anni Ottanta
Nuovo Lexus ES: il lusso cresce e diventa elettrico
Primo contatto con la Dacia Sandero Hybrid 155: potenza ed efficienza a partire da 19.890 euro