Lamborghini Countach LPI 800-4: ciò che mi piace di più… e ciò che mi piace di meno della nuova supercar italiana

Lamborghini ha scelto anche il Salone dell’Automobile di Monterrey per presentare la nuova Lamborghini Countach LPI 800-4. Senza dubbio, una delle supercar più attese, che intende rendere omaggio a un’auto unica: l’iconica Countach originale degli anni ’70 e ’80.
E non serve avere i capelli bianchi per essere tra gli ammiratori del mitico modello disegnato da Marcello Gandini, che faceva bella mostra di sé nei poster che noi più “fissati” appendevamo alle pareti della nostra cameretta, e nelle foto ritagliate dalle riviste con cui rivestivamo le nostre cartelle scolastiche.
Il design della nuova Lamborghini Countach
Come non poteva essere altrimenti, le linee della nuova Countach cercano di onorare il suo nome… e in gran parte ci riescono. Ma devo anche dire che, se invece di chiamarla Countach le avessero dato un altro nome, probabilmente solo gli appassionati della “Lambo” per eccellenza avrebbero riconosciuto la parentela diretta.

Sono un’evidente eredità di alcune delle diverse edizioni del modello originale elementi come i fari, la forma dei passaruota, le branchie, le prese d’aria laterali, la forma a cuneo rovesciato nella parte posteriore, i cerchi (da 20 pollici anteriori e 21 pollici sull’asse posteriore) e, naturalmente, le celebri portiere ad ala di gabbiano. Ma oggi la nuova Countach fatica molto a distinguersi e a lanciare tendenze, di fronte alla grande quantità di supercar arrivate sul mercato.

Senza dubbio, gran parte del suo fascino rispetto ai rivali sta nel poter vantare un nome leggendario. E di sicuro non deluderà i fortunati che potranno acquistare una delle 112 unità che verranno prodotte, consegnate a partire dal primo trimestre del 2022. Qui puoi leggere di più su la Lamborghini Countach e l’origine del suo nome.

Non c’è nulla da obiettare invece all’interno, perché la nuova Countach non può rinunciare alla digitalizzazione. Lo schermo touch centrale da 8,4 pollici funge da centro di controllo, insieme a una strumentazione imponente, anch’essa digitale. Per fortuna, però, non si è affidato tutto alla gestione touch, e ci sono dei pulsanti per molte delle funzioni.
L’ispirazione al modello originale arriva qui attraverso il rivestimento in pelle rossa e nera e alcuni dettagli di design a forma quadrata che replicano quelli dell’originale. Tra le tecnologie più avanzate spicca il tetto fotocromatico, che passa da trasparente a opaco premendo un pulsante sulla consolle.
Motore V12 da 780 CV e tecnologia a supercondensatori
Un’altra caratteristica che non può mancare in una reinterpretazione della Countach è un motore V12, anche se, nell’epoca in cui viviamo, nessuno si sarebbe stupito se Lamborghini avesse optato per una soluzione più “sofisticata”. Perché la tecnologia a supercondensatori suona molto bene, ma il motore della Countach non è nemmeno un “ibrido plug-in”, come nella Ferrari 296 GTB, per esempio. Si tratta della stessa tecnologia a 48 volt già vista nella Lamborghini Sian, che permette di disporre occasionalmente di 34 CV aggiuntivi grazie al piccolo motore elettrico, sfruttando la maggiore potenza che i supercondensatori possono erogare al posto di una batteria.

Forse su questo punto ci aspettavamo qualcosa di più, considerando che i 780 CV e i 720 Nm di coppia annunciati dal V12 aspirato da 6,5 litri possono sembrare pochi. Soprattutto se si pensa che l’elettrificazione permette a vetture come la Pininfarina Battista di vantare 1.900 CV e oltre 2.000 Nm di coppia.
Ma grazie allo telaio monoscocca e ai pannelli della carrozzeria in fibra di carbonio, liberandosi delle pesanti batterie, il peso a vuoto della nuova Countach si attesta a 1.595 kg, con un rapporto peso/potenza di 1,95 kg/CV. Il risultato sono prestazioni che non deludono: accelerazione da 0 a 100 km/h in 2,8 secondi, e appena 8,6 secondi per raggiungere i 200 km/h da fermo, con una velocità massima di 355 km/h.

La potenza viene trasmessa alle ruote attraverso un sistema a trazione integrale “classico”, con frizione Haldex, mentre per il cambio si ricorre a un cambio a doppia frizione a sette marce. Le sospensioni montano ammortizzatori magnetoreologici e molle in disposizione orizzontale, mentre per i freni ci si affida a dischi carboceramici da 400 mm all’anteriore con pinze monoblocco in alluminio a sei pistoncini, e da 380 mm di diametro sull’asse posteriore con pinze a 4 pistoncini.
Galleria fotografica della Lamborghini Countach LPI 800-4
Deja un comentario


Peugeot E-208 GTi: un giocattolo a batteria che recupera lo spirito delle sportive degli anni Ottanta
Nuovo Lexus ES: il lusso cresce e diventa elettrico
Primo contatto con la Dacia Sandero Hybrid 155: potenza ed efficienza a partire da 19.890 euro