Rivian guida la guida autonoma con lo sviluppo di una nuova architettura basata sull'IA

Javier Cantagalli     14 December 2025     3 min.
Rivian guida la guida autonoma con lo sviluppo di una nuova architettura basata sull'IA

Rivian ha un piano per non restare indietro rispetto ai progressi ottenuti da altri concorrenti nella guida autonoma, che potrebbero finire per far pendere la bilancia a sfavore dei marchi che non offrono queste capacità.

Durante il primo evento dell’azienda interamente dedicato ai progressi nella guida autonoma e nell’intelligenza artificiale, Rivian ha annunciato che sta lavorando allo sviluppo di un nuovo chip di silicio che fungerà da base per il sistema di guida autonoma di nuova generazione dell’azienda, così come per una nuova architettura software basata sull’IA.

Il Rivian Autonomy Processor -RAP1- è un chip da 5 nanometri progettato interamente dall’azienda. Questo processore integra calcolo e memoria in un unico modulo ed è ottimizzato per un’IA basata principalmente sulla visione. Sarà la base delle ambizioni autonome di Rivian, con un’implementazione iniziale per la guida autonoma di Livello 3 e un’evoluzione successiva verso il Livello 4, necessario affinché i veicoli del costruttore statunitense possano offrire un servizio di robotaxi.

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RJ Scaringe, fondatore e Amministratore Delegato di Rivian, non ha nascosto il proprio entusiasmo per questa rivelazione. Il nuovo hardware che include questo chip, in grado di raggiungere i 1.600 TOPS di inferenza, consentirà progressi decisivi verso la guida autonoma di Livello 4. Il RAP1 alimenterà il terzo modulo di calcolo autonomo (ACM3), capace di elaborare fino a 5.000 milioni di pixel al secondo, una potenza essenziale per gestire in tempo reale l’enorme volume di dati richiesto dalla guida autonoma.

Rivian si allontana dai modelli di guida autonoma basati esclusivamente sulla visione

Va notato, tuttavia, che a differenza di Tesla, che punta esclusivamente su telecamere e visione artificiale, Rivian integrerà il LiDAR nei suoi futuri veicoli a partire dal SUV elettrico R2 previsto per il 2026. Questo sensore laser completerà la strategia multimodale dei sensori, fornendo mappe tridimensionali precise e ridondanza per rilevare meglio le situazioni limite. L’azienda ha inoltre presentato il suo Large Driving Model (LDM), un modello fondazionale di guida addestrato in modo simile ai grandi modelli linguistici, che ricava strategie ottimali da enormi insiemi di dati.

Per ora, la seconda generazione dell’R1 migliorerà i suoi sistemi di assistenza avanzata con Universal Hands-Free (UHF), che permetterà la guida a mani libere su lunghi tratti e su oltre 5,6 milioni di chilometri di strade negli Stati Uniti e in Canada. Si tratta di un Livello 2 avanzato, che obbliga il conducente a mantenere l’attenzione sulla strada ed essere pronto a intervenire in qualsiasi momento. Rivian prevede di evolvere verso il Livello 3, che permette al conducente di smettere di prestare attenzione continua alla strada come passo intermedio, per poi raggiungere a più lungo termine il tanto atteso Livello 4.

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Il pacchetto Autonomy+, che includerà Universal Hands-Free (UHF) e sarà migliorato nel tempo tramite aggiornamenti software, avrà un costo di 2.500 dollari se il pagamento viene effettuato in un’unica soluzione oppure 49,99 dollari al mese a partire dall’inizio del 2026, prezzi nettamente più competitivi rispetto a quelli di alcuni rivali che offrono caratteristiche simili.

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Scaringe ha chiarito che, sebbene l’obiettivo iniziale sia rappresentato dai veicoli privati, la tecnologia sviluppata apre anche future opportunità nella mobilità condivisa e nei robotaxi, un terreno già esplorato da concorrenti come Waymo. Rivian avanza così con passo deciso verso un futuro di guida pienamente autonoma.

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