Prova OMODA 7 SHS: etichetta ZERO, 279 CV e più argomenti di quanti ci aspettassimo
Abbiamo percorso più di 250 km con la OMODA 7 SHS per verificare se la sua etichetta ZERO, i suoi 279 CV e il suo sistema ibrido plug-in sono all’altezza di ciò che promette.
La OMODA 7 SHS arriva con una di quelle schede tecniche che, sulla carta, sembrano fatte apposta per smontare i pregiudizi. È un SUV ibrido plug-in lungo 4,66 metri, con 279 CV, fino a 92 chilometri
di autonomia elettrica omologata, etichetta ZERO e un prezzo che la colloca in una posizione molto competitiva rispetto a buona parte dei suoi rivali diretti. Ma una cosa è leggere i dati e un’altra, piuttosto diversa, è conviverci durante un viaggio reale.
E il nostro primo contatto ha avuto uno scenario particolarmente interessante: un viaggio da Madrid a Segovia, con destinazione finale Pedraza. Un percorso con città, autostrada, strade secondarie, cambi di ritmo, salite, curve e quel tipo di tragitto che permette di verificare se un’auto familiare ibrida plug-in è solo efficiente sulla carta o anche convincente quando le si chiede qualcosa in più che muoversi tra semafori.
Da Madrid a Pedraza: una prova tra traffico, autostrada e strada secondaria
La risposta è stata chiara: la OMODA 7 SHS ha dato una prestazione eccellente su ogni tipo di strada. In città si muove con la fluidità tipica di un elettrico quando la batteria ha carica; in autostrada mantiene la velocità di crociera con grande facilità; e sulle strade secondarie, come quelle che portano a Pedraza
, dimostra di avere potenza più che sufficiente per affrontare sorpassi, strappi in salita e cambi di ritmo senza trasmettere sensazione di sforzo.
Non è un SUV che cerchi di vendere sportività, né ne ha bisogno. Il suo punto di forza sta altrove: nella facilità con cui fa tutto. I suoi 279 CV non si percepiscono come un numero da vetrina, ma come una reale riserva di spinta disponibile quando serve. L’auto risponde con decisione ma senza bruschezza, ed è proprio questa una delle virtù del suo sistema ibrido plug-in.
Il sistema SHS: potenza senza strappi
La sigla SHS sta per “Super Hybrid System”. Sotto questa denominazione opera un sistema di propulsione PHEV che combina un motore a benzina 1.5 TGDI DHE a quattro cilindri, una trasmissione ibrida dedicata DHT e una batteria da 18,4 kWh. L’insieme eroga 205 kW, equivalenti a 279 CV, e una coppia massima di 365 Nm.
Al di là dei numeri, ciò che conta è come funziona. La parte elettrica e il motore termico si coordinano in modo molto naturale, senza strappi, senza interruzioni percepibili e senza obbligare il conducente a tenere d’occhio quale fonte di energia stia muovendo l’auto in ogni momento.
Durante il percorso Madrid-Segovia-Pedraza, il sistema PHEV ha funzionato con una maturità notevole. Nei tratti urbani e a bassa richiesta, il motore elettrico assume gran parte del ruolo di protagonista, con una risposta immediata e silenziosa. Sulle strade veloci, l’intervento del motore a benzina avviene in modo discreto, fornendo supporto quando l’auto deve mantenere la velocità o guadagnare spinta.
Quando la batteria scende, l’auto non va in crisi
Uno dei punti importanti in qualsiasi ibrido plug-in è cosa succede quando la batteria non si trova più nella sua zona più favorevole. Nella OMODA 7 SHS, l’insieme continua a funzionare come un ibrido convenzionale, con assistenza elettrica nelle fasi di accelerazione e di basso carico. Questo evita quella sensazione di “auto pesante e assetata” che a volte compare in altri PHEV quando la batteria si esaurisce.
Il consumo ottenuto nella nostra prova è stato di tra 2 e 2,5 l/100 km, un dato particolarmente interessante considerando il tipo di percorso, le dimensioni del veicolo e la sua potenza. Come accade con qualsiasi ibrido plug-in, il risultato finale dipenderà molto dal livello di carica iniziale della batteria e dalla disciplina nell’uso della presa, ma la OMODA 7 SHS dimostra che il suo progetto non si limita a ottenere una buona omologazione. Usata bene, può offrire consumi molto ragionevoli su strada reale. Ma il suo punto di forza è che è un’auto con cui possiamo tranquillamente fare la maggior parte dei tragitti senza ricaricare la batteria. E che, per il suo rapporto peso-potenza, è in grado di raggiungere consumi molto contenuti, di appena 6-6,5 litri
a una velocità di legge.
Fino a 92 km elettrici: la chiave sta nel ricaricarla
L’autonomia elettrica omologata, fino a 92 chilometri, è uno dei suoi argomenti principali. Nell’uso quotidiano, questa cifra permette di coprire molti spostamenti senza consumare benzina, soprattutto nei percorsi urbani o periurbani.
In una città come Madrid, dove le Zone a Basse Emissioni fanno parte della vita di tutti i giorni, l’etichetta ZERO non è un semplice richiamo commerciale: è un vantaggio pratico. Permette di accedere con meno restrizioni, di muoversi con più libertà e di sfruttare davvero il funzionamento elettrico negli spostamenti quotidiani.
Anche la ricarica è ben risolta per il tipo di auto di cui parliamo. La batteria accetta la ricarica in corrente alternata fino a 6,6 kW e in corrente continua fino a 40 kW. In un punto di ricarica domestico, una ricarica completa può richiedere circa tre ore, mentre in ricarica rapida può recuperare una parte rilevante di autonomia in circa 20 minuti. Non intende sostituire un elettrico puro, ma permette di usarla durante la settimana come un’auto prevalentemente elettrica se la si ricarica con regolarità.
Silenziosa, comoda e pensata per viaggiare
Ciò che più sorprende dell’auto non è solo quanto corre o quanto consuma. È quanto è comoda. La OMODA 7 SHS è un’auto pensata per viaggiare, e questo si nota già dai primi chilometri. L’insonorizzazione è molto ben curata, i vetri a doppio strato aiutano a isolare l’abitacolo e il sistema di cancellazione attiva del rumore rafforza quella sensazione di bolla silenziosa che tanto si apprezza nei lunghi spostamenti.
Su strada aperta, questa serenità diventa uno dei suoi principali punti di forza. Non trasmette nervosismo, non richiede correzioni continue e filtra bene le irregolarità dell’asfalto. La sospensione privilegia chiaramente il confort, una scelta logica in un SUV dalla vocazione familiare.
In città, inoltre, risulta più maneggevole di quanto le sue dimensioni lascerebbero pensare, con uno sterzo leggero e una risposta semplice nelle manovre, nelle strade strette o nei parcheggi.
Spazio in abbondanza per viaggiare in famiglia
Conta molto anche l’abitabilità. Con 4.660 mm di lunghezza, 1.875 mm di larghezza, 1.670 mm di altezza e 2.720 mm di passo, la OMODA 7 SHS si colloca in una fascia molto interessante del mercato: più spaziosa e da viaggio rispetto a molti SUV compatti, ma senza raggiungere le dimensioni di un grande SUV del segmento superiore.
Davanti si percepisce una buona sensazione di ampiezza, dietro si viaggia con grande agio e il bagagliaio, con una capacità tra 537 e 1.294 litri, rafforza il suo profilo di auto familiare.
Uno schermo spettacolare, ma con una rinuncia importante
L’abitacolo lascia un’impressione positiva per design, presentazione e qualità percepita. Ci sono materiali piacevoli al tatto, buone finiture apparenti e una messa in scena tecnologica molto in primo piano. Il quadro digitale da 8,88 pollici e il grande schermo centrale da 15,6 pollici
con risoluzione 2.5K concentrano gran parte dell’esperienza a bordo.
Nella finitura Premium, inoltre, lo schermo può scorrere verso il lato del passeggero in qualsiasi momento, una soluzione vistosa, diversa e molto appariscente al primo contatto.
Ma questa stessa soluzione comporta un importante aspetto negativo. Per integrare il sistema elettronico che permette lo scorrimento dello schermo, OMODA ha dovuto sacrificare tutto lo spazio che normalmente occuperebbe il vano portaoggetti, compreso quel vano così utile nella vita quotidiana. In altre parole, guadagniamo una funzione tecnologica molto spettacolare, ma perdiamo una soluzione pratica di base. E in un’auto familiare, questa rinuncia si sente.
Troppo dentro lo schermo
Qui arriva il principale “ma” della OMODA 7 SHS. Perché convince per spazio, comfort, potenza ed efficienza, ma non tanto per la sua insistenza nel portare quasi tutte le funzioni sullo schermo.
Il sistema multimediale è veloce, visivamente accattivante e abbastanza intuitivo, supportato da un processore Qualcomm Snapdragon 8155, 12 GB di memoria e 128 GB di archiviazione. Il problema non è che lo schermo funzioni male. Il problema è che al suo interno ci sono troppe cose.
In marcia, si sentono la mancanza di comandi fisici per le funzioni di base. Non tutto dovrebbe dipendere da menu touch, soprattutto in un’auto con vocazione familiare e da viaggio. La tecnologia deve facilitare la vita a bordo, non obbligare il conducente a distogliere più attenzione dalla strada del necessario.
È una tendenza generale dell’industria, ma nella OMODA 7 SHS risulta particolarmente evidente perché il resto dell’auto trasmette una sensazione d’uso molto logica, molto comoda e molto ben risolta.
Una posizione di guida elevata e una console centrale molto presente
Anche la posizione di guida merita un commento. È elevata, anche abbassando al massimo il sedile, cosa che piacerà a chi cerca una visuale dominante della strada, ma che potrebbe non convincere chi preferisce sentirsi più integrato nell’auto.
La console centrale, dal canto suo, offre molto spazio per gli oggetti e compensa in parte l’assenza del vano portaoggetti, anche se per volume e altezza può risultare ingombrante.
Molta dotazione già dalla finitura Pure
Per dotazione, la OMODA 7 SHS gioca una delle sue carte migliori. Già dalla finitura Pure include cerchi da 19 pollici, fari LED con passaggio automatico tra anabbaglianti e abbaglianti, barre portatutto sul tetto, volante riscaldabile, sedili anteriori riscaldati, climatizzatore bizona, accesso e avviamento senza chiave, vetri insonorizzati, schermo centrale da 15,6 pollici
, connettività wireless Apple CarPlay e Android Auto, ricarica wireless per il cellulare, telecamera posteriore e 19 sistemi ADAS.
La finitura Premium aggiunge cerchi da 20 pollici, telecamera panoramica a 540 gradi, sensori di parcheggio anteriori, sedili anteriori ventilati in pelle sintetica con regolazione elettrica e memoria, tetto panoramico, specchietto interno fotosensibile, specchietti esterni con memoria, schermo digitale scorrevole, controllo vocale intelligente a quattro zone e impianto audio Sony a otto altoparlanti.
È una dotazione molto completa e, soprattutto, molto in linea con ciò che si aspetta chi cerca un SUV familiare moderno.
Prezzo: uno dei suoi argomenti più forti
Il prezzo rafforza ulteriormente l’argomentazione. La OMODA 7 SHS parte da 42.900 euro nella finitura Pure e da 45.900 euro nella finitura Premium, prima degli incentivi. Con le campagne di lancio, il finanziamento e l’applicazione del programma Auto+, la finitura Premium può scendere a 32.990 euro.
In un mercato dove i SUV ibridi plug-in tendono facilmente a lievitare di prezzo, questa proposta colloca il modello in una posizione molto competitiva.
Verdetto: un PHEV familiare molto convincente, anche se non perfetto
Dopo averla provata tra Madrid, Segovia e Pedraza, la conclusione è chiara: la OMODA 7 SHS non è solo un’auto interessante per il prezzo. È un SUV familiare molto completo, comodo, spazioso e con un sistema ibrido plug-in che lavora con notevole fluidità.
Ha potenza più che sufficiente per viaggiare, un’autonomia elettrica utile nella vita di tutti i giorni e un livello di comfort che si adatta molto bene alla sua impostazione.
C’è margine di miglioramento? Sì. Principalmente nell’ergonomia. L’assenza di pulsanti fisici non mi convince, e lo schermo scorrevole, pur essendo spettacolare, costringe a rinunciare al vano portaoggetti e a uno spazio di stivaggio che in un’auto familiare si sente la mancanza. Ma l’insieme funziona. E funziona molto bene.§h114§
OMODA ha capito che l’acquirente di oggi vuole etichetta ZERO, spazio, tecnologia, efficienza e un prezzo ragionevole. La OMODA 7 SHS offre tutto questo con una presentazione accattivante e un’esperienza di guida più convincente di quanto molti potrebbero aspettarsi. Non è perfetta, ma è una di quelle auto che, dopo averla provata, si capiscono molto meglio di quanto non lascino intendere sulla carta.
Scheda tecnica di questa auto
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