Nuova Opel Astra: prova, opinione e guida all'acquisto

Antonio Roncero    @roncero_antonio    26 May 2022     11 min.
Nuova Opel Astra: prova, opinione e guida all'acquisto

Con un design che non passa inosservato e un grande contenuto tecnologico, la nuova Opel Astra ha tutti gli argomenti per competere con successo con le compatte più vendute.

The All New Opel Astra Hybrid (2022)

Dopo il nostro primo contatto statico con la nuova Opel Astra, avevamo voglia di guidare la sesta generazione della compatta tedesca. E finalmente abbiamo potuto metterci al volante, durante la presentazione nazionale alla stampa svolta a Madrid. Pochi chilometri per un’auto così nuova, ma sufficienti per farci un’idea preliminare di ciò che offre la nuova Astra prima di una prova più approfondita. E ciò che abbiamo visto, toccato e percepito ci convince.

Una panoramica delle caratteristiche della nuova Opel Astra

Per ora, Opel mette in vendita in Spagna la nuova Astra con carrozzeria a cinque porte; a breve sarà disponibile anche la variante station wagon, la nuova Astra Sports Tourer, un’alternativa molto interessante per chi apprezza o ha bisogno di maggiore capacità e versatilità nel caricare il bagagliaio. Realizzata sulla base della piattaforma del gruppo Stellantis denominata EMP2, utilizzata tra gli altri dalla Peugeot 308 e dalla Citroën C4, le sue proporzioni seguono ciò che si usa nel segmento, con una lunghezza di 4,37 metri, appena 4 mm in più rispetto al modello precedente, sebbene cresca notevolmente in larghezza, circa 5 centimetri.

Opel Astra 25

Una delle sue principali qualità, come vedremo più avanti, è quanto è ben sfruttato l’abitacolo rispetto alle dimensioni esterne, in gran parte grazie all’aumento di 13 mm del passo. Ma prima di entrare nell’abitacolo, il design della carrozzeria della nuova Astra attira l’attenzione. Da un lato, perché è ancora un modello poco visto; dall’altro, grazie al caratteristico frontale che il marchio chiama Opel Vizor, esordito sulla Mokka, nonché per le sue linee spigolose, quando oggi è più comune ricorrere a design più arrotondati. Va detto anche che in alcuni colori di carrozzeria, come il giallo o le finiture bitono -disponibili per le versioni di allestimento superiori- risulta molto appariscente.

The All New Opel Astra Hybrid (2022)

La gamma di motori consente di scegliere tra propulsori a benzina, diesel o ibridi plug-in; ora entriamo più nel dettaglio di questa sezione. Per il 2023 è già annunciata una versione 100% elettrica.

I motori della nuova Opel Astra: benzina e diesel

I motori a combustione della nuova Opel Astra sono già ampiamente noti. A benzina, il blocco da 1,2 litri a tre cilindri, con iniezione diretta e turbocompressore, si declina in due versioni, con 110 CV e 205 Nm di coppia, oppure con 130 CV e 230 Nm di coppia. L’alternativa diesel è il 1.5 a quattro cilindri con 130 CV e 300 Nm di coppia massima. Fatta eccezione per il motore 1.2 da 110 CV, abbinato solo a un cambio manuale a 6 rapporti, in alcune versioni di allestimento delle due varianti più potenti è possibile scegliere in alternativa il cambio automatico AT8 a 8 marce, che ha un sovrapprezzo di circa 1.750 euro e che consiglio vivamente per il suo funzionamento.

Tutte le versioni si distinguono per un’ottima combinazione tra prestazioni e consumi omologati, anche se nessuna è offerta con la possibilità di ibridazione leggera, che darebbe diritto alla etichetta ECO della DGT; se vuoi un’Astra “ECO”, dovrai optare per l’ibrida plug-in, che passa direttamente alla etichetta ZERO.

Opel Astra 3

A parità di allestimento, la versione a benzina da 130 CV comporta un sovrapprezzo di circa 1.000 euro rispetto a quella da 110 CV, che vale la pena pagare; di fatto, l’Astra da 110 CV è offerta solo con l’allestimento di accesso Edition, il che obbliga a guardare più in alto se cerchi più dotazioni senza voler ricorrere alla lista optional. Inoltre, il maggior piacere di guida e le migliori prestazioni della versione più potente non compromettono i consumi, anzi: con più spinta disponibile a partire da regimi più bassi, l’Astra a benzina da 130 CV richiede di usare meno il cambio e, alla lunga, consuma quanto o meno di quella da 110 CV. Attenzione, entrambi sono motori che possono consumare molto poco se guidi con dolcezza, ma sono sempre stati caratterizzati da una certa “golosità” se li sfrutti con la vivacità di cui sono capaci.

The All New Opel Astra Hybrid (2022)

Il consumo del diesel non varia con il ritmo di marcia come accade con i benzina; e già a partire da fermo consuma meno, intorno a 1,5-2 l/100 km di media nell’uso reale. Offre prestazioni molto simili al 1.2 da 130 CV a benzina, che, pur essendo un tre cilindri, batte il diesel per morbidezza e raffinatezza di funzionamento, anche se la differenza non è grande. Un altro punto a favore del diesel è che non comporta più un esborso molto maggiore: costa tra 600 e 700 euro in più rispetto al benzina, una differenza che ammortizzerai rapidamente grazie al suo minor consumo. Ma non te lo consiglio se fai principalmente città e pochissima strada; sai, per il motivo che i diesel che circolano molto in città sono ancora più soggetti a guasti (filtro antiparticolato, EGR, debimetri…).

La Opel Astra ibrida plug-in: con etichetta ZERO

Fin dall’inizio della commercializzazione, Opel offre la Astra PHEV, con una potenza di 180 CV, a cui a partire da metà 2022 si aggiungerà una seconda versione da 220 CV. Si tratta della stessa tecnologia utilizzata da altri modelli ibridi plug-in del gruppo Stellantis, che combina il motore 1.6 Turbo a benzina con un motore elettrico -rispettivamente da 150 CV e 110 CV– e una batteria che, nel caso dell’Astra, ha una capacità di 12,4 kWh. Questo le permette di dichiarare un’autonomia in modalità elettrica fino a 60 km, nel ciclo WLTP. La velocità massima dell’Astra PHEV da 180 CV è di 225 km/h -135 km/h in modalità elettrica–, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,6 secondi.

The All New Opel Astra Hybrid (2022)

L’Astra PHEV include di serie un caricabatterie di bordo da 3,7 kW, sufficiente per ricaricare comodamente a casa durante la notte. Opzionalmente se ne può richiedere uno da 7,4 kW, mentre utilizzando una colonnina di ricarica da 22 kW è possibile ricaricare la batteria in circa due ore. Rispetto alle versioni con motore a combustione, il bagagliaio perde circa 70 litri di capacità, anche se i suoi 350 litri continuano a collocarlo tra i migliori della sua classe.

Durante il breve test con la versione ibrida plug-in della Opel Astra ho potuto confermare ciò che già conosciamo di altre auto con questo sistema di propulsione: offre un piacere di guida notevole e consumi molto bassi, nell’ordine di 2-2,5 l/100 km, finché la batteria ha carica e si guida in modalità ibrida con una certa morbidezza. E anche prestazioni da vera sportiva se si sceglie il programma Sport nel selettore delle modalità di guida. Ma la batteria dura meno del previsto: è difficile superare i 40 km in modalità elettrica se non in guida strettamente urbana, ed è complicato percorrere più di 150 km senza esaurirla completamente in modalità ibrida. Da quel momento in poi, è meglio regolarsi calcolando che il consumo medio sarà più vicino a 9 che a 7 litri ogni 100 km… fino a quando potrai ricaricare di nuovo.

La nuova Opel Astra dentro

Opel ha seguito un principio preciso nel progettare la plancia della nuova Astra, che si basa sull’offrire il massimo comfort con la minima distrazione. E ci riesce. Il design trasmette una sensazione di minimalismo, senza esagerare. Ritroviamo il “Pure Panel” di Opel, con due schermi integrati per la strumentazione e il sistema multimediale che possono essere da 10 pollici ciascuno. Quello del sistema multimediale mi sembra eccellente, mentre quello della strumentazione ha un po’ più di “brio” nella grafica e nel modo in cui presenta le informazioni. Come optional si può montare un Head-up display che funziona molto bene e può proiettare sul parabrezza anche la mappa e le indicazioni del sistema di navigazione. Con la configurazione denominata Pure Panel, gli schermi sono inseriti in un supporto di plastica nera che non offre la stessa sensazione di qualità e raffinatezza del Pure Panel Pro, con schermi a filo come se non avessero cornice e protetti da un vetro rinforzato.

The All New Opel Astra (2022)

La sensazione al volante è quella di sedere in una posizione molto bassa, cosa che, personalmente, mi piace. La visibilità è buona, i sedili delle versioni GS Line e Ultimate sono magnifici per comfort e sostegno, e ci sono spazi sufficienti per svuotarsi le tasche. Inoltre, è apprezzabile la fila di pulsanti fisici sotto lo schermo centrale, che permette di accedere a determinate funzioni, come regolare il climatizzatore, senza dover navigare nei menu del touchscreen… o “dialogare” con il sistema di riconoscimento vocale, che non sempre è così collaborativo. La qualità dei materiali e il loro assemblaggio sono a un buon livello; se li cerchi, trovi materiali che non sono all’altezza del resto, e in alcune versioni si abusa della finitura “nero pianoforte”, che attira molto sporco e polvere e provoca riflessi indesiderati.

The All New Opel Astra (2022)

Ho già menzionato che una delle qualità della nuova Astra è lo spazio interno. I posti posteriori offrono buone misure per le ginocchia e in altezza, e i oltre 420 litri di capacità del bagagliaio, che la collocano al di sopra della media, offrono inoltre la versatilità del piano modulabile su due altezze.

Ci sono quattro livelli di allestimento, denominati Edition, Elegance, GS Line e Ultimate. In tutti sono inclusi di serie i fari LED, i sensori di parcheggio e la connettività per Apple CarPlay e Android Auto senza bisogno di cavo. Gli ausili alla guida, tra cui non manca nessuno dei più recenti, sono raggruppati nel sistema Intelli-Drive 1.0, basato su una telecamera multifunzione posta sul parabrezza, quattro telecamere perimetrali, sensori radar posizionati agli angoli dell’auto e sensori a ultrasuoni. Da segnalare l’evoluzione del sistema di illuminazione matriciale IntelliLux LED Pixel, con 84 LED per faro, che sulle Grandland e Insignia ci ha già dimostrato di essere tra i migliori della sua classe.

Su strada con la nuova Opel Astra: quale scegliere?

In attesa di percorrere più chilometri, oso collocare la nuova Opel Astra tra le compatte con il miglior equilibrio per chi cerca un’auto agile e precisa alla guida, senza che ciò comporti rinunciare al comfort di marcia. Lo sterzo è morbido a bassa velocità e in manovra, ma trasmette sicurezza in curva e stabilità in autostrada.

Un motivo in più per scegliere le versioni con cambio automatico, oltre a quanto funzioni bene senza compromettere i consumi, è quanto risulti sgombra la consolle centrale; in effetti, nelle versioni con cambio manuale può capitare che il gomito sfiori il bracciolo centrale quando si selezionano le marce pari, sebbene quest’ultimo sia praticamente a filo con la consolle tra i sedili. Al buon comfort generale contribuisce l’ottimo isolamento, sia dal vento sia dal rumore meccanico.

Opel Astra 20

La mia opzione consigliata sarebbe l’Astra 1.2 Turbo da 130 CV, con cambio automatico e allestimento GS Line, che attualmente ha un prezzo di listino senza offerte di 30.480 euro. È quanto costa una Volkswagen Golf 1.5 TSI da 130 CV in allestimento Life (meno dotata), ma più di una Seat León eTSI DSG FR, che costa 29.000 euro ed è dotata di etichetta ECO. Considerando i prezzi di listino, una Peugeot 308 GT 130 CV con cambio EAT8, con cui l’Astra condivide piattaforma e meccanica, costa circa 1.800 euro in più.

Per budget più contenuti, opterei come minimo per l’Astra 1.2 T da 130 CV in allestimento Edition, che parte da 25.700 euro. L’ibrida plug-in ha un prezzo a partire da 33.667 euro con allestimento Edition, fino ai più di 40.000 euro che costa la gamma al vertice con dotazione Ultimate.

Galleria fotografica della nuova Opel Astra


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